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News

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ecoquiz APPA TN

Qualche settimana fa si sono svolte, presso l'aula magna del Liceo Classico Giovanni Prati di Trento, le premiazioni di "Ecoquiz: in missione per il pianeta", il quiz a premi dinamico, divertente ed educativo sotto forma di App per smartphone, tablet o pc che ha permesso agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Trentino di misurarsi con le conoscenze in materia di biodiversità, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti, raccolta differenziata, consumo consapevole, mobilità sostenibile e risparmio energetico: più di 2000 domande e un test per scoprire "quanta terra usi", ovvero il peso del proprio stile di vita in termini di sostenibilità ambientale.

A premiare i tre studenti vincitori e la classe vi erano la dirigente generale di APPA, Laura Boschini, la sostituta dirigente del Settore tecnico per la tutela dell'ambiente di APPA, Raffaella Canepel, la dott.ssa Monica Tamanini referente del progetto, assieme a Stefano Trainotti del Servizio del Istruzione e Formazione del secondo grado università e ricerca della Provincia. Presenti numerosi docenti e studenti che hanno partecipato al gioco. Quello di Ecoquiz è stato infatti un successo oltre alle aspettative: si sono iscritte 41 classi con 587 studenti di 10 Istituti scolastici delle secondarie di 2° grado (20 licei, 17 istituti tecnici, 4 scuole della formazione professionale). Le partite giocate dal 6 aprile al 12 maggio sono state ben 22.812, con una media di 617 partite al giorno e 116 partite per giocatore.
Un complimento particolare ad APPA per aver creduto nel progetto e averlo portato avanti nel tempo ma soprattutto agli studenti vincitori Nicoletta, Tiziano, Gabriele, e a tutta la classe 2°A del Liceo scientifico Scienze applicate dell'Istituto L. Guetti di Tione di Trento  per il risultato raggiunto.

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valutazione impronta ambientale

E' nata la "certificazione italiana dell'impronta ambientale" ed alla Università Bocconi di Milano (piazza Sraffa 13), mercoledì 20 giugno, dalle ore 13.45, presso l'aula N20 verrà approfondito il tema grazie ad un apposito ed interessante convegno.

Infatti, il 29 maggio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 21 marzo 2018 n.56, recante il "Regolamento per l'attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale dei prodotti, denominato "Made Green in Italy", di cui all'Art. 21, comma 1, della Legge 221/2015. Con questo atto normativo prende definitivamente il via la fase applicativa dello schema, basato sul metodo della Product Environmental Footprint della Commissione Europea, dopo una lunga e travagliata gestazione.
Il meeting avrà l'obiettivo di entrare nel merito di tutti i dettagli del Regolamento e di raccogliere le prime reazioni da parte dei key-players italiani.

Ecco il programma:

ore 13.45: registrazione e welcome coffee

ore 14.30: i contenuti del DM 56/2018, a cura di Fabio Iraldo, Coordinatore Osservatorio Green Economy, IEFE, Università Bocconi e Istituto di Management, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

Intervengono: Enrico Cancila (Osservatorio GreenER e segreteria tecnica delle Rete Cartesio); Laura Cutaia (ENEA); Paolo Masoni (EcoInnovazione); Simonetta Roncari (Regione Lombardia)

Per informazioni: iefe@unibocconi.it 

Le iscrizioni possono essere effettuate on-line su www.unibocconi.it/eventi 

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ecoquiz LI

Tecnologia e studenti che si alleano per l'ambiente grazie a EcoQuiz: a Livorno ancora una dimostrazione di quanto ormai non sia più possibile "evitare" il contatto tra ragazzi e nuove tecnologie, ma anzi quanto esso debba essere sfruttato in modo positivo ed incanalato per ottenere nuove opportunità didattiche e metodi diversi di apprendimento.

Si è concluso così, ufficialmente giovedì 31 maggio, con una partecipatissima premiazione, il concorso didattico "Eco Quiz, in missione per il Pianeta", organizzato da Aamps e Comune di Livorno, e rivolto ai ragazzi delle scuole livornesi. L'evento si è tenuto nella Sala Cerimonie del Palazzo Comunale, alla presenza del direttore generale di Aamps, Paola Petrone, e dall'assessore comunale all'Ambiente, Giuseppe Vece.

Tommaso Antonini della 2a BPA del Liceo Cecioni e Tommaso Cafferata della 2a B della Micali, rispettivamente per le categorie "Scuola secondaria di 2° grado" e "Scuola secondaria di 1° grado", si sono aggiudicati il primo premio in palio. Per entrambi un nuovissimo tablet di ultima generazione firmato Samsung. Attestati di riconoscimento per i secondi e terzi classificati nelle rispettive categorie: Francesco Fraca (1a CLA Istituto Colombo) e Lorenzo Occhetto Giorgi (2a BPA Liceo Cecioni) per le superiori e Gessica Sacaj (1a B Micali) e Christian Panciatici (2° B Micali) per le medie. Un premio in denaro del valore di 250 euro, simboleggiato da un simpatico eco-assegno, è stato vinto dal liceo Cecioni e dalla scuola secondaria di primo grado Micali, per aver ottenuto il punteggio più alto complessivo tra tutti i loro studenti in gara.

"Eco Quiz, in missione per il Pianeta" ha coinvolto oltre 100 alunni di 13 classi di alcuni degli istituti secondari di Livorno. Da inizio aprile fino al 9 maggio, i ragazzi hanno risposto a una serie di domande online su vari argomenti di natura ambientale, in una sorta di sfida digitale per mettere a dura prova la sensibilità ecologica dei più giovani: biodiversità agricola, qualità dell'aria, mobilità, energie rinnovabili, smaltimento rifiuti ed eco-sostenibilità sono stati gli argomenti su cui si sono confrontati gli studenti per circa un mese cercando di raggiungere il punteggio più alto per ogni tematica. I risultati sono stati sorprendenti: quasi 6 milioni di punti complessivamente accumulati e più di 7000 partite giocate, con una media di 74 per ogni giocatore. Il record di punti del vincitore assoluto in una sola partita è di 6632 punti.

Visto il successo di questa edizione, che ha visto una partecipazione più alta rispetto alla media delle città in cui si è svolta l'iniziativa, EcoQuiz verrà replicato il prossimo anno scolastico. Inoltre a settembre partirà un altro progetto, "Capitan Eco", rivolto anche alle scuole elementari.

"Siamo molto soddisfatti della risposta degli studenti di Livorno" – ha dichiarato Paola Petrone, direttore generale di Aamps. "Pensiamo che i più giovani siano il simbolico terreno fertile dove far germogliare la sensibilità ecologica e allo stesso tempo siano anche i migliori portavoce delle istanze ambientali, sia per la nostra città che per il pianeta intero. Il numero dei partecipanti e i risultati ottenuti da ognuno di loro sono la dimostrazione che nelle scuole i temi così importanti come quelli ambientali sono affrontati nella maniera corretta. Del resto, la disponibilità degli istituti coinvolti per partecipare a EcoQuiz è stata immediata, già dai primi incontri di presentazione dell'iniziativa. Siamo sicuri che le buone pratiche che i ragazzi hanno dimostrato di conoscere non si siano limitate solo al completamento del gioco, ma siano per loro un patrimonio acquisito e rappresentino convinzioni importanti da diffondere dentro e fuori casa".

"Quello di oggi – ha concluso l'assessore comunale all'Ambiente, Giuseppe Veceè un passo avanti determinante per lo sviluppo di una sensibilità ambientale sempre più radicata. Le buone pratiche che sono entrate nel bagaglio culturale di questi cento ragazzi attraverso l'EcoQuiz, potranno facilmente essere trasferite all'interno delle famiglie. Questo contribuirà a costruire una catena di Sant'Antonio virtuosa capace di moltiplicare il numero di cittadini educati alle buone pratiche e alla sostenibilità ambientale. Non è il primo progetto di educazione ambientale che viene messo in campo da questa amministrazione e non potrebbe essere altrimenti: questa è infatti la sfida del nostro tempo".

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kamikatsu

Recentemente i media internazionali hanno raccontato l'esperienza di Kamikatsu, comune rurale situato sull'isola di Shikoku, nel sud-ovest del Giappone, tra montagne e risaie, con 1.700 abitanti. Dal 2003, questo comune ha avviato la sfida verso i rifiuti zero entro il 2020, anno dei giochi olimpici a Tokyo.

Presso le famiglie di Kamikatsu la differenziazione non è una parola vuota, ci sono contenitori ovunque, poiché vengono selezionate in totale 45 categorie di rifiuti! Ad esempio una semplice bottiglia in plastica viene suddivisa nei 3 elementi, etichetta, tappo e bottiglia stessa, da risciacquare prima di conferirla, il cartone rigido viene separato da quello cartone morbido, il vetro bianco da quello colorato, l'acciaio dall'alluminio.
La raccolta avviene esclusivamente attraverso il conferimento al centro di raccolta, aperto anche la domenica, dove quindi le famiglie si recano frequentemente, e che conseguentemente è diventato un luogo di incontro e socializzazione. Molti residenti sono anziani e non guidano più, per loro vi è un servizio pubblico di raccolta, con frequenza mensile, rafforzato da personale volontario.
L'autocompostaggio è la norma in questo villaggio, anche con macchine compostatrici fornite dal Comune.
Fino agli anni 2000 lo smaltimento era effettuato con la modalità più diffusa in Giappone, ossia l'incenerimento. I risultati attuali sono di una differenziazione di oltre l'80% dei rifiuti prodotti e solo il resto viene incenerito, non più a Kamikatsu, ma in un'altra città.

Viene inoltre promosso il riuso: a lato del centro di raccolta è possibile depositare gli oggetti ed i vestiti che non si usano più e di prenderli gratuitamente da parte di chi ne ha bisogno. Delle 13 tonnellate di oggetti lasciati all'anno, 11 sono stati riutilizzati.
Si sono inoltre sviluppate attività artigianali che impiegano materiali di scarto, quali ad esempio orsacchiotti realizzati con vecchi kimono.
I comportamenti virtuosi sono seguiti anche dalle attività non domestiche. I ristoranti ad esempio utilizzano prevalentemente prodotti locali, non usano tovaglie di carta, forniscono scontrini digitali.

Sicuramente un'esperienza interessante in un contesto particolare, che dimostra innanzitutto quanto sia importante la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini. Anche nelle nostre realtà abbiamo esperienze estremamente virtuose, magari un po' meno spostate sul contributo dei cittadini, ma con una quota importante di servizi di raccolta garantiti. In quanto alle frazioni da selezionare, guarda caso il decreto che disciplina la gestione dei centri di raccolta elenca 45 codici CER...

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CIFA

E' durato una settimana, dal 7 all'11 maggio il ToT (Training of Trainers) in comunicazione ambientale e gestione dei rifiuti plastici svolto da Achab Group ad Hawassa, in Etiopia. L'attività è stata ideata nell'ambito del progetto "100% Plastic" di Cifa Onlus, cofinanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il progetto ha l'obiettivo di avviare la filiera del riciclo dei contenitori per bevande in plastica PET nella capitale della Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, che conta quasi 160.000 abitanti.

Hawassa è una città in rapida crescita, con grandi investimenti dall'estero, un'economia ed una società che stanno rapidamente cambiando, conducendo ampie fasce della popolazione verso uno stile di vita consumista, importato dall'occidente industrializzato. Questo sviluppo socio-economico è alla base dell'inquinamento ambientale collegato a una crescente produzione di rifiuti da imballaggio, da cui trae spunto il progetto "100% Plastic", con l'obiettivo di avviare al riciclo tutte le bottiglie di plastica immesse sul mercato cittadino.

Il progetto comprende azioni materiali per l'organizzazione della raccolta differenziata, dello stoccaggio, del trasporto e trasformazione delle bottiglie raccolte, ed azioni immateriali di formazione imprenditoriale dei raccoglitori e sensibilizzazione della popolazione e delle istituzioni.
Il training condotto da Dario Capello per Achab ha trasmesso a vari portatori di interesse le competenze di base sulla comunicazione ambientale e sui rischi ambientali e sanitari connessi alla crescente presenza di rifiuti in plastica nell'ambiente, con l'obiettivo di smuovere le coscienze e spronare all'azione, facendo sinergia con le azioni di progetto. Nei 5 giorni di formazione sono stati coinvolti lo staff etiope di progetto, gli amministratori della Municipalità di Hawassa e della Regione SNNPR, i rappresentanti delle associazioni di raccoglitori di rifiuti, i rappresentanti dei kebelè e delle sub-cities di Hawassa, per un totale di 124 partecipanti.

Le lezioni sono state svolte in lingua inglese, spesso con il supporto di un interprete madrelingua amarico, ed hanno alternato momenti di spiegazione frontale al dialogo e all'interazione organizzata in forma di laboratorio (workshop).
La modalità della formazione dei formatori (training of trainers) è finalizzata a fare sì che i partecipanti siano in grado di replicare la formazione ad altri soggetti, potenziandone esponenzialmente l'impatto.

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