Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner o cliccando su qualunque elemento della pagina ne acconsenti all'uso.

Per saperne di piu'

Chiudi
Iscriviti a questa lista tramite RSS Post sul blog taggati in Ecoprogetto Veritas
2300
pillola 11 immagine intervista-01Giovedì 5 novembre 2015, alle ore 13:00 nella Sala Ravezzi 1, Hall Sud, con un intervento all’interno del seminario tecnico "Rifiuto, sottoprodotto o end of waste?" viene presentato un progetto innovativo per il settore dei rifiuti: “Tracciabilità e certificazione della filiera del Combustibile Solido Secondario (CSS)”. 
A presentare l’iniziativa Adriano Tolomei Amministratore Delegato di Ecoprogetto Veritas, una delle principali multiutility che governa il ciclo di trattamento, valorizzazione e smaltimento dei rifiuti nell’area veneziana. 
Ezio Da Villa, socio dello studio di ingegneria Divisione Energia, società che ha curato il progetto e supportato Ecoprogetto Veritas nella sua realizzazione, ci racconta come, da idea, il protocollo di “Oltre il riciclo” sia diventato realtà.
 
Dottor Da Villa, da cosa nasce l’idea di un progetto che si spinge oltre le raccolte differenziate verso l’analisi dei flussi di filiera?
"L’area Veneziana è stata una delle prime in Italia ad implementare sistemi di gestione dei rifiuti urbani incentrati sulla raccolta differenziata spinta. I risultati della maggior parte dei comuni, che viaggiano tra il 75% e l’80%, stanno a dimostrare l’efficacia della scelta. Il passo seguente ha riguardato la realizzazione di impianti di recupero pubblici per tutte le frazioni merceologiche differenziate e la progressiva chiusura delle discariche e dell’unico inceneritore del territorio. Ora serve rispondere a delle nuove domande: del rifiuto separato dai cittadini, quanta materia viene effettivamente avviata a recupero? Quanti scarti sono presenti negli imballaggi recuperati per errati conferimenti?".
 
Che prospettive vede nel futuro per “Oltre il Riciclo”?
"In questo momento è necessario migliorare la comunicazione tra comuni e cittadini, per valutare l’efficienza degli impianti di trattamento, per qualificare le politiche ambientali locali ed aumentare la sostenibilità in materia di gestione dei rifiuti.
La tracciabilità e la certificazione dei flussi di filiera dei rifiuti urbani risponde con chiarezza a tutte queste domande: inseguendo i rifiuti, dalla campana alla fabbrica del riciclo, si può sapere non solo quanto materiale è stato davvero avviato a recupero (il differenziato). Si chiude in questo modo il cerchio che parte dal gesto del cittadino che separa i rifiuti in casa, restituendogli, con un atto di trasparenza straordinario, il resoconto certificato del suo gesto civile".
Continua a leggere