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Barbara Buffo

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organico porto torres

Si punta forte sulla qualità della raccolta e la riduzione dei rifiuti in Sardegna e precisamente a Porto Torres (22 mila abitanti) dove l'estate sta finendo all'insegna della raccolta differenziata e di campagne informative dedicate al miglioramento della gestione dei rifiuti, utilizzando come strumento il sempre efficace calendario di raccolta.

Luci puntate quindi sulla raccolta dell'organico, la frazione umida composta da scarti e avanzi alimentari: il 24% dei rifiuti gettati via dagli abitanti del comune sardo è infatti composto da rifiuti organici da cucina. Scarti che, trasportati in impianto, vengono trasformati in compost fertilizzante. Importante è quindi la qualità dei materiali che vengono gettati nel cassonetto dedicato ma anche l'impegno collettivo a ridurre gli sprechi alimentari per non dover smaltire rifiuti che si potevano evitare. Nel nuovo calendario di raccolta appena distribuito sono pertanto riportate numerose informazioni sia per migliorare la qualità della raccolta che per ridurre lo spreco alimentare.

Il modo più efficace per ridurre la produzione di rifiuto organico è sicuramente la pratica del compostaggio domestico, che permette agli utenti di smaltire direttamente nel proprio orto o giardino gli avanzi di cibo. Gran parte del calendario di raccolta è quindi dedicato ad illustrare come avvicinarsi alla pratica del compostaggio e come ottenere il proprio fertilizzante naturale in pochi mesi. Possibile richiedere per questo la compostiera domestica in plastica contattando il Numero Verde locale. Per chi pratica già il compostaggio e per chi si avvicinerà a questa pratica è possibile rivolgersi all'Ufficio Tributi del Comune per richiedere la riduzione del 5% della tariffa rifiuti.

Per fare il punto sulla raccolta e approfondire il tema del compostaggio sono state anche organizzate tre serate informative-formative rivolte a tutta la cittadinanza.

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pap sansalvario

È ufficialmente partita la campagna di Amiat Gruppo Iren (in collaborazione con Achab Group, partner storico dell'azienda torinese) per l'attivazione del servizio di raccolta differenziata domiciliare "porta a porta" in una parte del quartiere San Salvario di Torino.(Guarda il video della conferenza stampa di presentazione!)

Grazie anche al contributo economico della Città Metropolitana di Torino, il "porta a porta" infatti verrà esteso all'area tra corso Marconi e corso Bramante - Parco Valentino compreso - aggiungendo circa 26 mila torinesi agli oltre 435 mila già serviti da questo sistema di raccolta. Più nel dettaglio, l'estensione del "porta a porta" in San Salvario interesserà circa 13.500 famiglie, 1.000 uffici e 1.250 utenze non domestiche, ma il progetto della "nuova spinta" non si fermerà qui. Nel 2018 infatti si prevede di estendere il "porta a porta" anche ai quartieri di Borgo Rossini-Vanchiglietta e Santa Rita per un totale di altri 42 mila abitanti coinvolti.

L'iniziativa è volta da un lato all'aumento della percentuale di raccolta differenziata nel quartiere, così da rafforzare ulteriormente i risultati complessivi della Città di Torino, dall'altro ad accrescere il grado di consapevolezza ambientale, in particolare sul tema rifiuti, di tutti i cittadini residenti nella zona.
"Siamo convinti di poter raggiungere l'ambizioso obiettivo di incrementare la raccolta differenziata fino a raggiungere la quota del 65% entro il 2020, obiettivo indicato dall'Unione europea - spiega l'assessore all'Ambiente della Città di Torino, Alberto Unia - Per far questo, è necessario investire sulla raccolta "porta a porta": in questi giorni si parte da San Salvario, entro l'anno saranno coinvolti altri due quartieri, Santa Rita e Vanchiglietta-Borgo Rossini. E stiamo lavorando per estendere tale servizio in tutta la città entro il 2020. La raccolta differenziata è un obiettivo di civiltà, oltre che di natura economica. Permette di reimmettere nel ciclo produttivo materiali destinati altrimenti al macero, generando lavoro e nuove risorse, ma soprattutto genera e diffonde una cittadinanza consapevole, una modo di vivere la città in cui tutti si sentono elementi attivi e partecipi della cura del territorio e del benessere globale".

L'attivazione del servizio, come da meccanismo pluriennale collaudatissimo, viaggerà parallelamente e in stretta correlazione con le attività di comunicazione collegate. In questi giorni, quindi, tutte le utenze interessate – domestiche, commerciali o produttive - riceveranno nella cassetta postale, a cura degli incaricati Amiat, materiale informativo dedicato.
A seguire, dal 18 settembre a fine novembre, operatori autorizzati e muniti di apposito documento e pettorina di riconoscimento consegneranno casa per casa lo "starter kit", composto da una biopattumiera, sacchetti compostabili per la raccolta dell'organico, sacchi per gli imballaggi in plastica, calendario dei passaggi settimanali e materiale informativo sul nuovo sistema di raccolta. Al fine di favorire la popolazione straniera residente nell'area, parte di questo materiale sarà inoltre disponibile in cinque lingue differenti.
Nel caso in cui l'utente non fosse presente durante il passaggio, troverà al suo rientro un avviso cartaceo con il quale potrà recarsi a ritirare personalmente il kit, dal 16 ottobre al 19 dicembre, tutti i giovedì e venerdì dalle 16.30 alle 20.30 e sabato dalle 9.00 alle 13.00, presso il punto info-distributivo allestito nella Sala Consiliare della Circoscrizione VIII, in via Campana 32/a.
Il 13 e 14 gennaio 2018, infine, per facilitare anche i residenti attigui a corso Bramante, verrà organizzato un altro punto info-distributivo presso la Casa del Quartiere "Barrito" di via Tepice 23/c.

In concomitanza con l'attività informativa verso utenti e attività non domestiche, a partire da ottobre, Amiat inizierà anche a consegnare i cassonetti previsti per la raccolta differenziata domiciliare, che verranno posizionati negli appositi spazi interni dei condomini, già individuati durante la precedente fase di progettazione.
Una volta sistemati, i contenitori potranno essere utilizzati dal giorno successivo alla consegna, seguendo le regole fornite dai materiali informativi e quanto indicato dal proprio amministratore di condominio. I cassonetti stradali potranno ancora essere utilizzati sino al momento della loro rimozione, che avverrà gradualmente e sarà comunque segnalata tramite apposita locandina.
La campagna di coinvolgimento prevede, inoltre, altre azioni di comunicazione/informazione fra le quali una piccola mostra itinerante sul tema "riciclo" che sarà ospitata presso i punti di maggior afflusso del territorio.
Ma non solo. Da oggi è attiva anche la pagina Facebook "Porta a Porta San Salvario", dove saranno disponibili, per tutti i cittadini interessati, informazioni e aggiornamenti sulle diverse zone di attivazione del quartiere.
"Con l'attivazione di questa area di San Salvario – dice Gianluca Riu, Amministratore Delegato di Amiat - riprende l'estensione della raccolta porta a porta verso le zone centrali e semicentrali della città. Siamo fiduciosi che grazie anche alle future attivazioni di Borgo Rossini-Vanchiglietta e Santa Rita, previste per l'anno 2018, la percentuale di raccolta differenziata di Torino possa segnare un'interessante crescita che ci auguriamo sia accompagnata da un ulteriore miglioramento qualitativo di quanto raccolto nei quartieri dove è già presente il servizio porta a porta". 

 

 

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mobilita-sostenibile

Italiani preoccupatissimi soprattutto a causa di smog e cambiamenti climatici. Questo è il dato che emerge da un'analisi commissionata da una nota casa produttrice di caldaie secondo cui i due temi incuterebbero grande timore rispettivamente al 79% e al 72% degli intervistati e in maniera ben più netta rispetto ad altre tematiche di stretta attualità, quali ad esempio il terrorismo internazionale.

I mezzi per contrastare la scarsa qualità dell'aria e gli effetti dei cambiamenti climatici secondo gli italiani esistono e sono rappresentati dal ricorso alle energie rinnovabili (90%) e da un mobilità più sostenibile con il potenziamento e l'incentivo all'utilizzo dei mezzi pubblici (come ad esempio il progetto "Più bus più vinci") anche se solo un terzo degli intervistati (31%) si dichiara disposto a spendere di più al fine di utilizzare energia rinnovabile e solo il 45% si dichiara favorevole all'introduzione di ZTL a pagamento per vetture personali.

La concezione di miglioramento dei centri urbani invece punta su tre temi ben precisi: raccolta differenziata dei rifiuti speciali nelle isole ecologiche (81%); sostituzione degli attuali sistemi di illuminazione pubblici con sistemi a LED di ultima generazione (78%); riqualificazione energetica di edifici e transizione verso energie rinnovabili (62%).

Analizzando invece le abitudini domestiche emerge come i comportamenti green degli italiani riguardino soprattutto raccolta differenziata (71%) e l'uso di elettrodomestici che consentono un maggiore risparmio energetico (53%). Proprio gli elettrodomestici a ridotto consumo energetico risultano essere gli oggetti, insieme alle lampade a LED, per cui gli italiani affermano di essere pronti a spendere di più per rispettare l'ambiente: risposte fornite per i primi nel 76% dei casi, mentre per le seconde nell'80%.

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electronic-waste

Emerge da dati diffusi da Ecodom (attraverso un'accurata indagine statistica di circa un mese fa) la situazione della percezione dei RAEE e del loro corretto smaltimento da parte degli italiani.
Quest'ultima attività, come è noto, è normata dal decreto "uno contro uno", che da giugno 2010 obbliga i venditori di prodotti elettrici ed elettronici al ritiro gratuito dell'apparecchiatura dismessa a fronte dell'acquisto di un nuovo prodotto equivalente, e dal nuovo decreto "uno contro zero", che da aprile 2016 prevede la consegna gratuita dei RAEE di piccole dimensioni (inferiori a 25 cm) presso i punti vendita con superfici superiori a 400 mq (il servizio è facoltativo per i negozi più piccoli) senza alcun obbligo di acquisto.

Innanzitutto il dato principale: scopriamo che meno di un intervistato su 4 (18%), una quota ancora poco importante di popolazione, riconosce correttamente i RAEE. Due su cinque (40%) ne hanno solo un'idea approssimativa mentre la maggioranza relativa (42%) non li conosce affatto.
Le principali fonti di informazioni sui RAEE, per i cittadini che li riconoscono, sono l'amministrazione pubblica (31%) o le aziende di igiene urbana (31%).
Emerge quindi una necessità ancora maggiore di comunicazione da parte di questi soggetti, individuati dai cittadini come le fonti preposte alla diffusione di corrette informazioni, attraverso specifiche campagne oppure con interventi sempre più mirati di educazione ambientale per tutti i target scolastici.

Tornando ai risultati dell'indagine, la percezione sul grado di rischio di queste apparecchiature invece appare molto alta, anche tra chi non le conosce (livello medio di pericolosità pari a 8,7 su 10), per le conseguenze dannose che il mancato trattamento può avere sul suolo, sull'aria e sull'acqua, e per la presenza di sostanze inquinanti contenute in alcuni componenti, in base al parere di chi le considera pericolose. 

Nelle abitazioni degli italiani le apparecchiature "a rischio", ovvero non più in uso oppure non più funzionanti (e che quindi potrebbero essere dismesse in modo non corretto) rappresentano il 7,4% del totale posseduto. Il più elevato potenziale di rischio è di videoregistratori, videocamere, macchine fotografiche digitali e calcolatrici.
In merito alle modalità di dismissione, fortunatamente prevalgono i comportamenti virtuosi, nel 60% dei casi tramite il ricorso alle società di igiene urbana e nel 9% dei casi tramite i negozianti, ma le cattive abitudini di conferimento pesano ancora il 17%. 

Ma chi ha la responsabilità degli scarsi risultati di raccolta? Rispetto alla precedente indagine effettuata nel 2011, i cittadini riconoscono di essere i maggiori responsabili (in media il 35%). Nell'attribuzione di responsabilità seguono le amministrazioni pubbliche (30%), valore in sensibile calo rispetto al 2011 (39%). Anche questi ultimi dati possono confermare che un maggior intervento in fase di comunicazione potrebbe regalare risultati migliori a livello locale e nazionale per la raccolta dei RAEE.

La conoscenza del decreto uno contro uno, invece, mostra un sensibile incremento rispetto al 2011 (+13%), ma solo il 30% del campione dichiara di conoscerlo in modo approfondito: un 44% degli intervistati, a distanza di otto anni dall'entrata in vigore, ancora non conosce questa possibilità di conferimento. Il 42% di coloro che sono a conoscenza dell'uno contro uno ha anche utilizzato questo servizio (in media 2,6 volte).

La notorietà del decreto uno contro zero è ancora piuttosto scarsa (18%), probabilmente anche in virtù della sua recente introduzione (aprile 2016).  Secondo gli intervistati, anche il decreto stesso potrà contribuire in modo significativo all'aumento della raccolta dei RAEE. Le principali motivazioni indicate sono la semplificazione del conferimento per i consumatori, anche in termini di convenienza, e le potenzialità in termini di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, promuovendo comportamenti virtuosi. 

 

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Nel 2014 l'allora Ministro all'Ambiente Andrea Orlando istituì la Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, programmandola per il 5 febbraio. Il tema dello spreco di cibo ha oggi come allora un peso enorme sugli squilibri ambientali e sociali nel mondo.

In Italia ogni anno buttiamo via quasi 16 miliardi di euro in cibo commestibile, l'1% del prodotto interno lordo. I maggiori responsabili di questo spreco siamo noi, privati cittadini che gettiamo verdura, pane, carne andata a male con una media di 600 grammi al giorno per aver comprato in dosi esagerate, cucinato troppo o perché incapaci di riutilizzare gli avanzi.
La nostra Legislazione sta cercando di riconoscere e gestire il fenomeno: si consideri ad esempio la Legge 19 agosto 2016, n. 166 la quale soprattutto rappresenta un intervento finalizzato a favorire, a fini di solidarietà sociale, il recupero e la donazione di beni alimentari, farmaceutici ed altri prodotti in favore di soggetti che operano senza scopo di lucro.

Nel 2011 la Fao ha commissionato uno studio (FAO, 2011, Gustavsson J., Cederberg C., Sonesson U., van Otterdijk R., Meybeck A. Global food losses and food waste) per monitorare la perdita di cibo lungo le filiere alimentari mondiali: la quantità totale di cibo prodotto a livello globale su base annua è attualmente di circa 4 miliardi di tonnellate, di cui si stima che il 30-50%, ossia 1,2-2 miliardi di tonnellate, venga perso o sprecato ogni anno prima del consumo. Questa stima è basata sul peso. Quando il peso viene convertito in calorie, la perdita globale di cibo raggiunge il 24% del cibo prodotto: una caloria su quattro nella filiera del cibo non viene assunta, ma gettata via (WWF, 2013, Report "Quanta terra sprechiamo?").

Come possiamo agire concretamente, il 5 febbraio come nel resto dell'anno, per contrastare una situazione ingiusta e irrazionale?
Vi offriamo qualche consiglio e collegamento a progetti, che nello stile interattivo e condiviso della sharing economy, forniscono strumenti utili per metterli in pratica:

Innanzitutto incentivare i comportamenti virtuosi contro gli sprechi. Amministrazioni locali e commercianti possono impegnarsi attivamente in un progetto di promozione del consumo consapevole, che premia con Ecosconti i cittadini che mettono in pratica i "comportamenti virtuosi" contro gli sprechi: è il caso della app Ecopunti, sviluppata da Achab Group.

E poi anche:

Controlliamo cosa c'è in frigo. Per non comprare in eccesso è indispensabile fare un controllo di frigo e dispensa al fine di non acquistare altri articoli già presenti in casa. Possiamo usare una app per creare una lista della spesa, e fare l'inventario di quello che rimane dalla spesa precedente, come ad esempio Bring!

Chi prima entra prima esce. Per non lasciare scadere agli alimenti in fondo al frigo è bene mantenere scaffali, frigorifero e freezer ordinati e applicare una periodica rotazione dei prodotti per far avanzare quelli con la scadenza più prossima. Per raccapezzarsi meglio esistono app come FrigOk

Regalare il cibo in eccesso. Quando ci si accorge di non riuscire a consumare il cibo in scadenza, forse è il caso di regalarlo a chi potrà prontamente utilizzarlo, magari utilizzando una app di food sharing come Last Minute Sotto Casa.

Ricette al contrario. Avanzi o ingredienti sfusi possono del resto talvolta rappresentare gli elementi ideali per dare sfogo alla propria creatività ed inventare ricette innovative, gustose ed originali scongiurando anche il rischio di aumentare il volume dell'immondizia. Alcune idee le potete ricavare da una app che vi crea le ricette a partire dalla lista degli avanzi, come Ricette al contrario

 

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bighannaSWE
 
Arriva dalla Svezia un esempio di progettazione di area residenziale "green" con trattamento dei rifiuti organici a Km zero grazie a Big Hanna.
 
La società comunale immobiliare Skövde-Bostäder ha costruito un’area residenziale ecologica ad Aspö, nella città di Skövde, situata nella parte sud-ovest della Svezia. 
L'area rappresenta un progetto unico con l'ambizione di creare una zona residenziale a basso impatto ambientale con particolare attenzione all’interazione tra le persone e la natura. 
Il progetto prevede il compostaggio locale e Skövde-Bostäder ha scelto un composter Big Hanna, modello T120, per trasformare gli scarti alimentari dei residenti in compost di qualità.
L'inaugurazione si è tenuta nel settembre 2016 con i rappresentanti della società Skövde-Bostäder e della ditta di costruzioni Peab. 
Cecilia Ek, dell’azienda SUSTECO, leader mondiale nella produzione di composter elettromeccanici di comunità, ha mostrato il funzionamento del composter BIG HANNA, modello T120 e come si trasforma la matrice organica dei rifiuti urbani in compost attraverso un buon processo biologico.
  
Il progetto residenziale Aspö Eko-logi è stato avviato nel febbraio 2015 ed i primi inquilini si sono trasferiti nel mese di giugno 2016. Si stima che l’intera area sarà completata entro il 2018. Quando sarà completamente abitata, l’area sarà composta da sette edifici residenziali differenti per dimensioni e numero di piani. Il proprietario della immobiliare municipale Skövde-Bostäder ha già realizzato un progetto analogo presso un giardino comunale, Aspögården. Questo giardino comunale continuerà a evolvere in armonia con l'area residenziale circostante con l'idea che i futuri residenti prenderanno parte alle attività di gestione e manutenzione del verde in modi diversi.
 
Aspö Eko-logi è stato progettato da Micael Ekberg a Abako Architects. L'area residenziale ha una forte vocazione ambientale, con una serie di dettagli ben progettati. Le facciate esterne, a partire da una certa altezza, saranno costruite con materiali naturali e in armonia con l'ambiente circostante. Il consumo di energia ed il recupero energetico sono entrambe questioni importanti, pertanto gli edifici sono costruiti con la tecnologia della “casa passiva” e verranno aggiunti pannelli solari per la produzione di acqua calda ed elettricità. L'energia sarà recuperata dalle acque reflue, e l'acqua piovana verrà raccolta e utilizzata per innaffiare i giardini comunali e gli orti.
L'architetto paesaggista John Tizzard che ha progettato i giardini ha pianificato numerosi dettagli pratici, come la presenza di numeosi alberi da frutto e cespugli di bacche e piante da condimento che possono essere utilizzate in cucina. I rifiuti organici domestici verranno caricati quotidianamente nel composter elettromeccanico di comunità Big Hanna, modello T120 e trasformati in compost di qualità adatto a fertilizzare i molti giardini dell’area. E' tutto parte di un sistema di recupero delle risorse che mira a creare il minor impatto ambientale possibile.
 
Il composter Big Hanna, modello T120 è stato installato durante l'estate ed il giorno dell’inaugurazione Cecilia Ek era presente per mostrarne il funzionamento ai molti visitatori interessati. Esso produrrà dai 50 ai 100 litri alla settimana di ricco fertilizzante destinato ai giardini agli orti ed ai progetti educativi dell’area.
 
Tutte le informazioni su Big Hanna cliccando qui!
 
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Immagine-simbolo-del-car-pooling
 
E' del 12 ottobre scorso l'approvazione dei contenuti, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, già annunciati prima dell'estate con il Decreto ministeriale n.208 del 20 luglio 2016 relativi al Programma Nazionale sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro.
 
La nuova opportunità interessa tutte le realtà territoriali, comuni singoli o aggregazioni di comuni, che raggiungano una popolazione residente di almeno 100.000 abitanti. I progetti finanziabili con il bando dovranno raggiungere il valore di almeno 1.000.000 di euro e dovranno chiaramente riguardare interventi sulla mobilità, anche di più tipologie e in più tranche a patto che siano coerenti tra loro e integrati. 
 
Una corsia preferenziale sarà riservata ai progetti dei Comuni in cui, nel 2015, siano stati superati i limiti per gli inquinanti atmosferici da polveri sottili e ossidi di azoto e in cui sia stato adottato, alla data di presentazione della domanda, il Piano Urbano della Mobilità (PUM), così come previsto dalla legge 24 novembre 2000, n. 340 e dei Comuni che abbiano aderito ad accordi territoriali di contenimento dell'inquinamento atmosferico veicolare.
 
I progetti ammissibili sono diversi e già parzialmente conosciuti:
 
* realizzazione di servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e/o condivisa a basse emissioni, incluse iniziative di piedibus, carpooling (come il sistema Flootta sviluppato da Inno.vie), car sharing, bike sharing, bicibus, bike to work, scooter sharing, infomobilità e altri servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e/o condivisa a basse emissioni destinati in particolar modo al collegamento di aree a domanda debole;
 
* realizzazione e/o adeguamento di percorsi protetti per favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro a piedi e/o in bicicletta, tra cui le corsie ciclabili e le Zone 30.
 
* programmazione di uscite didattiche e spostamenti durante l'orario di lavoro per motivi di servizio tramite l'utilizzo di mezzi di trasporto a basse emissioni con preferenza per l'uso della bicicletta e dei mezzi elettrici;
 
* realizzazione di programmi di formazione ed educazione di sicurezza stradale e di guida ecologica;
  
* realizzazione di programmi di riduzione del traffico, dell'inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici, delle università e delle sedi di lavoro;
 
* cessione a titolo gratuito di "buoni mobilità" e/o concessione di agevolazioni tariffarie relative a servizi pubblici o di incentivi monetari ai lavoratori e agli studenti che usano mezzi di trasporto a basse emissioni rispettivamente nel tragitto casa-lavoro e casa-scuola o università, sulla base degli accordi raggiunti dagli enti proponenti con i datori di lavoro o con le autorità scolastiche o accademiche competenti;
 
* realizzazione di altri progetti finalizzati a promuovere e incentivare la mobilità sostenibile per gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.
 
I progetti sono cofinanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con una percentuale non superiore al 60% del totale dei costi ammissibili.
 
La presentazione dei progetti prevede la compilazione di 3 moduli (A, B, C) e il loro invio telematico alla posta pec dedicata: programmasperimentale@pec.minambiente.it
In particolare nel modulo B vengono richiesti dei dati relativi al tasso di motorizzazione territoriale.
I tempi a disposizione non sono molto ampi: la scadenza per la presentazione dei progetti è prevista fino alle ore 24.00 del 10 gennaio 2017.
 
Direttamente dal sito del Ministero i vari documenti di approfondimento: 
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ecocity2
 
La XXXIII^ Assemblea Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) tenutasi la scorsa settimana a Bari è stata l’occasione anche per parlare di sostenibilità ambientale, attraverso la presentazione, durante l'ambito della tre-giorni di lavori, di una interessante indagine statistica, nel corso di una cerimonia di premiazione per 16 Comuni italiani, dal titolo “Sostenibilità ambientale: cosa chiedono i cittadini al proprio Comune”.
 
L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana per genere, età, regione, dimensione del centro di residenza, livello di istruzione, ha innanzitutto evidenziato se esistesse o meno una particolare attenzione da parte dei cittadini al tema ambiente nei propri comportamenti quotidiani: ebbene il 36% degli intervistati, quindi più di un italiano su tre, pare essere molto attento all’ambiente nelle scelte di tutti i giorni.
Dato interessante, sostanzioso, ma che presuppone anche grossi margini di miglioramento.
In ogni caso e, anche questo risultato è molto interessante, ben 4 italiani su 5 (82%) pensano che i Comuni e le Amministrazioni locali siano tra i soggetti più responsabili al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile del territorio. 
 
Ma, concretamente, quali sono le idee che i cittadini sviluppano nelle loro menti per l'attuazione di uno sviluppo sostenibile? Nell’immaginario collettivo spiccano il tema “mobilità” con il potenziamento del trasporto pubblico (48% degli intervistati), l’aumento degli spazi verdi (47%) e, diremmo quasi scontato, il miglioramento della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti (40%).
 
Ed infine, come giudicano i cittadini i loro enti e le loro Amministrazioni? Meno di un italiano su 5 si ritiene molto soddisfatto dalle azioni intraprese dagli enti di riferimento. 
Interessante però è la “caricatura statisitca” del cittadino maggiormente soddisfatto per lo sviluppo sostenibile del suo territorio: egli vive infatti in un piccolo centro del Nord ed ha un grado scolastico molto elevato.
 
 
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stoviglie plastica
 
 
Cene con tanti invitati e feste di compleanno dei figli con piatti e bicchieri in plastica. Rito del caffè alla macchinetta con bicchierino in plastica in ufficio. Sono solo alcune delle attività che in Francia, entro quattro anni, non si potranno più realizzare. O meglio... non si potranno più realizzare in plastica!
 
In base a una legge entrata in vigore il 30 agosto scorso, infatti, i francesi diranno "basta" per sempre a piatti, bicchieri e posate di plastica usa e getta, il tutto per dare ancor più un segnale alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio. Nel 2020 scatterà, al fine di eliminarne l’utilizzo da parte dei cittadini, il divieto di produzione, vendita ed anche cessione gratuita delle stoviglie monouso di plastica e i produttori avranno tempo fino a quella data per sostituirle con prodotti realizzati con materie organiche biodegradabili. 
 
Per dare un’idea dei risultati che si vogliono ottenere con la misura, basti pensare che ogni anno in Francia sono prodotti 4,73 miliardi di bicchieri di plastica e solo una piccolissima parte di questi viene riciclato (circa il 2%).
 
La Francia è il primo paese che prende un tale provvedimento: siamo abituati a norme e misure che aboliscono (o hanno già abolito da tempo) i sacchetti in plastica ma mai abbiamo riscontrato una simile restrizione (anzi, eliminazione) per le stoviglie dello stesso materiale.
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bici-persone-foglie
 
“Signals (Segnali)”, il Rapporto che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) pubblica ogni anno che fornisce temi ambientali volti a stimolare la discussione all'interno del grande pubblico quest’anno si focalizza sui trasporti.  “Verso la mobilità verde ed intelligente” è il titolo di una serie di articoli dedicati alla tematica e Achab Group si sente pienamente dentro alla discussione grazie alla promozione di Flootta, il nuovo sistema di car-pooling lanciato da Inno.vie
 
I trasporti sono ormai fondamentali e indispensabili nel nostro stile di vita, ma il crescente utilizzo di aerei, automobili e autocarri che fanno uso di carburanti fossili stanno causando un maggior inquinamento, mettendo a rischio ambiente e salute, con circa un quarto delle emissioni imputabili al settore, tanto che nell’UE lo stesso settore trasporti è dipendente al 94% dall’oro nero. C’è necessità dunque di incentivare e aumentare soluzioni alternative al fossile ad ogni livello, non solo per ridurre l’inquinamento dell’aria ma anche per normalizzare quello acustico: in Europa si registrano 43 mila ricoveri in ospedale e circa 10 mila morti premature all’anno a causa di malattie correlate alla non sopportabilità delle emissioni acustiche, come disturbi cardiocircolatori o ipertensione e stress.
 
Secondo il rapporto, il settore europeo dei trasporti può essere trasformato in un sistema più verde e intelligente grazie all’adozione di politiche comuni, non solo nelle città, dove già ci sono buoni esempi di “sharing economy” dei trasporti, ma anche e soprattutto nel settore turistico. La soluzione migliore per un viaggio, singolo o abituale, entro i 5km in ogni caso è sempre l’uso della bicicletta!
 
E i carburanti e le vetture alternative al fossile? Secondo il rapporto bisogna incentivare il mercato seguendo le indicazioni dei consumatori che, oltre ad una questione di prezzo, sono incentivati all’acquisto di vetture con carburanti alternativi solo quando si sentono sicuri di poter fare rifornimenti comodi, che durino per un numero ragionevole di km e senza l’ansia di poter rimanere “a secco”.
Il sistema fiscale potrebbe poi preparare il terreno, aumentando le tasse per le modalità di trasporto più inquinanti e riducendolo per le soluzioni più green, proprio per il maggior utilizzo e acquisto di mezzi alternativi. Anche una introduzione di pedaggi equi ed efficienti sulla base del del principio “chi inquina, paga” potrebbe guidare i cittadini verso scelte di mobilità più sostenibile!
 
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Allo scopo di promuovere la raccolta differenziata dei cartoni per bevande, Tetra Pak e Centro Latte Rapallo - Latte Tigullio hanno avviato, in collaborazione con Amiu e il Comune di Genova, l’iniziativa di comunicazione itinerante “io lo riciclo e tu?” rivolta ai cittadini e ai turisti della città di Genova.
 
Dal 10 al 19 giugno informatori ambientali su speciali tricicli hanno percorso le principali piazze, strade, mercati e i maggiori luoghi di frequentazione della città, distribuendo a residenti e turisti materiale informativo sulla raccolta differenziata, insieme a una confezione di prodotto Latte Tigullio
 
Il progetto di comunicazione ambientale info-bike tour è stato ideato e realizzato da La Lumaca.
 
“Abbiamo promosso questa iniziativa con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la raccolta differenziata delle confezioni Tetra Pak, approcciando il tema in un modo nuovo ed aperto - ha dichiarato Lorenzo Nannariello, responsabile ambiente di Tetra Pak Italia – Il nostro motto “protegge la bontà`” è un impegno a garantire non solo la protezione degli alimenti ma anche dell’ambiente. La raccolta differenziata delle confezioni Tetra Pak contribuisce infatti a salvaguardare il territorio e permette, attraverso il riciclo, il riutilizzo della materia. Obiettivi importanti sono già stati raggiunti: nel 2015 in Italia sono state avviate a riciclo oltre un miliardo e quattrocento milioni di confezioni, pari a circa 25.000 tonnellate.
 
Così commenta Mario Restano, responsabile marketing di Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio “Da oltre 60 anni la nostra azienda opera con costante attenzione alle risorse energetiche utilizzate per il ciclo produttivo e con profondo rispetto per l’ambiente. Ogni evento che ponga la giusta attenzione al riciclo si sposa perfettamente con la nostra filosofia. La nostra presenza alla manifestazione “io lo riciclo e tu?” conferma l’attenzione e l’investimento verso l’innovazione sostenibile del futuro, a favore delle nuove generazioni”. 
 
Il tour ha coinvolto tutti i nove Municipi della città. 
 
“Ogni iniziativa che porta maggiore informazione e consapevolezza sulla raccolta differenziata – spiega Marco Castagna Presidente di Amiu Genova – crea sensibilità e induce comportamenti virtuosi tra i cittadini. Amiu sta sviluppando un innovativo progetto di raccolta differenziata spinta, partito già in alcuni quartieri del levante della città. Questa collaborazione con Tetra Pak rientra tra le attività utili a informare i genovesi sulla separazione dei diversi materiali, anche quelli meno noti, affinché il riciclo dei materiali che trattiamo nell’impianto di Bolzaneto sia sempre di maggiore qualità”. 
 
Per ulteriori informazioni sul riciclo dei contenitori Tetra Pak è possibile consultare il sito web www.tiriciclo.it
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SUM16-Banner_250x250_NUOVO.jpgDal 23 al 25 maggio presso l’ex Monastero di Sant’Agostino a Bergamo prenderà il via il SUM 2016 – terzo Simposio sull’Urban Mining e la Circular Economy, organizzato da International Waste Working Group (IWWG) e promosso dalla Regione Lombardia, con il supporto scientifico delle Università di Padova e Bergamo e diverse università straniere.

 

In apertura il Prof. Raffaello Cossu, docente di Solid Waste Management presso l'Università di Padova, presenterà il nuovo approccio globale al tema della gestione dei rifiuti, e sarà preceduto dagli interventi del Prof. Alessandro Marangoni, economista consulente strategico di Althesys che parlerà di valori condivisi creati dalla circular economy e da Paolo Silingardi, Presidente di Achab Group.  Il Simposio si focalizzerà sul concetto dell'Urban Mining e sulla necessità di guardare oltre la raccolta differenziata e l’attuale approccio basato sulla responsabilità del consumatore, con maggiore recupero di risorse e migliore qualità, con maggiore tutela dell’ambiente, con il coinvolgimento della responsabilita’ dei produttori, con minori costi per la collettività. Tutti gli aspetti tipici dell’Urban Mining devono essere esplorati nell’ottica della Circular Economy. Questo significa sostenere azioni in ogni fase della catena del valore e cioè durante produzione, consumo, riparazione e rigenerazione, gestione dei rifiuti e reimmissione nell’economia delle materie prime secondarie.


Il Simposio durerà tre giorni e oltre alle classiche sessioni orali, sono previste delle "networking session" organizzate per favorire il confronto e il dibattito internazionale su specifiche tematiche riviste nell'ottica della circular economy (tariffazione dei rifiuti, gestione dei rifiuti alimentari, landfill mining, ecc) e dare vita a nuovi gruppi di lavoro internazionali.

La lingua ufficiale del Simposio sarà l’inglese ma sono previste diverse sessioni in lingua italiana.

 

Contatti: Segretario scientifico del simposio, dr. ing. Maria Cristina Lavagnolo, Univ. di Padova

mariacristina.lavagnolo@unipd.it

www.urbanmining.it

 

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rifiuti in circolo CEMSi terrà a Milano, venerdì 29 aprile, dalle ore 9.00 alle 13.30, allo Spazio Oberdan di Viale Vittorio Veneto 2 (Sala Merini) a Milano, il Convegno organizzato da Cem Ambiente Spa di Cavenago dal titolo: RIFIUTI IN CIRCOLO. Verso la tariffa puntuale – Educazione, efficienza e sostenibilità nella gestione del ciclo dei rifiuti.
 
Durante l’evento Cem Ambiente presenterà il progetto sperimentale e innovativo di raccolta differenziata Ecuo Sacco, finalizzato a migliorare la qualità dei rifiuti differenziati, responsabilizzando sempre più il cittadino. Il beneficio sarà sia ambientale che economico (secondo il principio “si paga in base a quanto rifiuto si produce”).
Grazie a Ecuo Sacco, i Comuni Cem che hanno avviato la sperimentazione hanno diminuito la produzione di secco del 66%, a favore delle altre frazioni di rifiuto (vetro, multipak, carta, umido).
 
La giornata sarà anche occasione di confronto tra esperienze virtuose nella gestione dei rifiuti, dall'applicazione della tariffa puntuale alle campagne per la qualità della raccolta differenziata. Oltre agli interventi relativi al territorio gestito direttamente da Cem Ambiente quindi saranno raccontate le esperienze, tra gli altri, del Consiglio di Bacino Priula, si parlerà di situazione giuridica con l’Avvocato Maurizio Lovisetti e si potranno ascoltare le parole del Direttore Generale CONAI, Walter Facciotto e del Presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto.
 
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Ascolto, vedo, imparo. Il motto latino ci ricorda che dei 5 sensi l’udito e la vista sono i più importanti nell’apprendimento. E allora presentiamo un strumento nuovo ed efficace per la comunicazione istituzionale e aziendale: il video realizzato con la tecnica del “motion graphic”.

Come è facile immaginare la comunicazione fatta con un videoclip che riunisce audio, animazioni e infografiche risulta particolarmente efficace e coinvolgente, e non ci stancheremo mai di ribadire che nella moderna comunicazione istituzionale occorre presidiare con strumenti integrati i cosiddetti “luoghi frequentati” della rete: Facebook, Youtube, Vine e via dicendo. In questo modo rendiamo i nostri contenuti molto più raggiungibili e potenzialmente virali rispetto alla pubblicazione in pompa magna sul nostro sito istituzionale che solo chi ci conosce già può raggiungere. 

La motion graphic, grafica in movimento, è una tecnica di animazione di elementi grafici (disegni, illustrazioni, testi...). Essa, attraverso la combinazione di effetti visivi, effetti audio e speaker è una tecnica che ha un grande impatto emotivo e un coinvolgimento immediato. Si possono generare effetti di luce, distorsione, traslazione, trasformazione, creare l’illusione 3D, gestire suoni e musiche.

In Achab Group abbiamo realizzato un video in motion graphic per spiegare il nostro progetto Ecopunti visibile in homepage del progetto Ecopunti, per mostrare le potenzialità di questo strumento.

Al momento sono in lavorazione una serie di video sulla raccolta differenziata e le sue varie sfaccettature (come differenziare, la qualità dei materiali raccolti, riduzione rifiuti ecc.) che mettiamo a vostra disposizione per la personalizzazione e l’inserimento tra gli strumenti di una campagna di comunicazione che a questo punto possiamo a ragione definire “integrata”. Agli strumenti cartacei, alla visibilità e al contatto diretto sul territorio aggiungiamo un’attività di presidio della rete che è ormai il canale di contatto più diretto e frequentato a disposizione di una larga maggioranza del nostro pubblico.

 
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logo-millumino-di-meno-2016La nostra adesione prosegue un percorso di sostenibilità aziendale che nel 2015 ci ha portati a rendere più che autosufficienti energeticamente i nostri uffici grafici e amministrativi (21.463 Kw prodotti da pannelli fotovoltaici contro i 12.990 consumati) e che nel 2016 puntiamo a rafforzare ancora.

In particolar modo ci impegniamo a sfruttare il nostro ruolo di "comunicatori" di temi ambientali verso i cittadini, a servizio degli enti pubblici e aziende, per veicolare alle famiglie molti utili eco-consigli sul risparmio energetico. Gli eco-consigli saranno proposti in forma di impegno concreto per il cambiamento agli oltre 1,5 milioni di cittadini che ogni anno sono raggiunti dal nostro materiale informativo (stampato su carta riciclata!) attraverso un codice QR collegato a una pagina dedicata sul nostro sito.

Un piccolo gesto ripetuto per milioni di volte può portare a un grande cambiamento: nel 2016 continueremo a proporre e spiegare per conto dei nostri clienti tanti piccoli gesti per illuminarci di meno e vivere meglio!

Scopri come aderire all’iniziativa sul sito di M'illumino di meno!

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