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Paolo Carmignola

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acqua este

Una domenica di primavera e una piazza gremita, colorata e piena di curiosità, per la manifestazione dedicata all'acqua pubblica, promossa in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua: questo è quello che è successo in piazza Maggiore a Este lo scorso 24 marzo.

L'evento organizzato da Acquevenete in collaborazione con ATO Bacchiglione e Comune di Este ha visto la partecipazione di migliaia le persone che si sono fermate in piazza per partecipare alle attività come la corsa podistica, l'estemporanea di fotografia, i laboratori didattici per i bambini o anche semplicemente per chiedere informazioni allo sportello Acquevenete allestito sul posto.
Achab c'era, al centro della piazza, sotto una grande tensostruttura a catturare l'attenzione di grandi e piccini con esperimenti, giochi e letture espressive. Numerose le esperienze messe a disposizione. Per i più curiosi sette tipologie diverse di esperimenti, dalla dimostrazione di come funziona un depuratore alla spiegazione di come fanno alcuni insetti a camminare o saltellare sull'acqua. Per gli appassionati di sfide, un grande gioco dell'oca con domande sul mondo dell'acqua e sul ciclo idrico integrato e un puzzle con i quadri di importanti artisti da ricostruire. Per i sognatori, un angolo dedicato a loro e alle letture espressive con la storia di Gocciolina e dei suoi amici. Infine, un invito a grandi e piccini a lasciare un segno colorando un pezzetto del mandala a tema acquatico, perché insieme si può creare un capolavoro!
Alla fine di una faticosa giornata per i nostri operatori la grande soddisfazione sta nella speranza di trasmettere valori positivi e vedere l'attenzione e la voglia di coglierli negli occhi di centinaia di bambini: questo è lo stimolo più grande per continuare su questa strada.

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Non c'è due senza tre. Prima le "family bag" contro gli sprechi alimentari, poi l'istituzione della mensa biologica e a "km 0" alla scuola dell'infanzia e infine il progetto "Sono quello che mangio": siamo a Calalzo di Cadore, dove si sono appena svolti gli incontri didattici per gli alunni delle scuole dell'infanzia e primaria legati alla nuova campagna.

Una campagna che si pone in linea di continuità con il progetto "Family bag" contro gli sprechi alimentari avviato ormai un paio di anni fa dall'Unione Montana del Centro Cadore e che ha visto il coinvolgimento dei ristoratori locali per promuovere l'utilizzo della family bag per portare a casa gli avanzi del pasto.

Poco meno di 150 bambini che hanno incontrato un'educatrice ambientale, che ha proposto letture espressive, video e giochi per far conoscere il problema dello spreco alimentare e le possibilità per evitarlo. Sono stati lasciati anche materiali didattici da poter portare a casa così che anche le famiglie siano raggiunte dai messaggi del progetto.

«Un esempio di cosa scopriranno i ragazzi è il concetto di stagionalità e di impatto ambientale degli alimenti che mangiamo», spiega il sindaco, Luca De Carlo. «Abbiamo mai pensato a scegliere un prodotto ortofrutticolo anche per il luogo dove è stato prodotto e non solo per il prezzo, la qualità, il colore? Forse no, ma dovremmo. Perché muovere una tonnellata di pomodori con un camion per 1.500 km forma 291 kg di anidride carbonica, mentre trasportarli nello stesso mezzo per 250 km ne produce solo 48,5 kg. Considerando che un albero nella sua vita media assorbe circa 46 kg di anidride carbonica in un anno, pensate a quanti alberi dovremmo piantare ogni volta che mangiamo pomodori. A questo punto, quando stiamo per comprare le fragole dal Cile o i kiwi dalla Nuova Zelanda, un pensiero dovremmo proprio farlo e scegliere di poter acquistare questi prodotti quando sono di stagione e quindi disponibili in luoghi più vicini a noi».

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Targa smoke free zone

Era il 2011 quando la giunta di San Michele al Tagliamento e ASVO pensarono di migliorare la qualità della vacanza di chi sceglieva Bibione per trascorrere l'estate, limitando il fumo in spiaggia a tutela della salute di tutti e della pulizia dell'ambiente e del mare. Da quell'estate il progetto "Respira il mare" è cresciuto soprattutto grazie alla volontà dell'amministrazione e di ASVO che hanno continuato a credere fortemente in questa idea e l'hanno ampliata, migliorata e rafforzata.

Così dall'estate 2019 a Bibione tutta la spiaggia sarà "smoke free": la prima in Italia a offrire ai propri ospiti un servizio di balneazione veramente innovativo, senza fumo passivo e senza mozziconi nella sabbia.

«Più che introdurre un divieto - spiega Pasqualino Codognotto, sindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione - ci interessa dare l'opportunità a chi sceglie di trascorrere le sue vacanze da noi di respirare l'aria pulita del mare senza dover tollerare sostanze inquinanti pericolose per la salute. È anche un modo per promuovere insieme ai nostri ospiti una cultura basata sul rispetto, e siamo certi che anche i fumatori sapranno cogliere questa opportunità. Un'iniziativa sostenuta anche da tutti i nostri operatori turistici e che ci permette di qualificare Bibione sempre più come destinazione di qualità a livello ambientale e della salute».

Il progetto includerà l'allestimento di aree attrezzate e delimitate, all'interno delle quali sarà possibile fumare, realizzate impiegando legno proveniente da 'Filiera Solidale', iniziativa lanciata da Pefc Italia a seguito dell'alluvione di ottobre nelle foreste alpine del Nordest. Si potrà fumare anche nei chioschi spiaggia.

Bibione completa così un percorso iniziato ormai otto anni fa con le prime iniziative di contenimento del fumo in spiaggia, introducendo nel 2011 il divieto di fumare lungo la battigia. Chiamati a esprimere un'opinione sul divieto di fumo, su 2.293 turisti intervistati durante la sperimentazione, 1.729 si sono detti favorevoli al divieto (1.145 totalmente e 584 a condizione che vengano predisposte aree per fumatori), mentre i contrari sono stati 564.

In questa bella storia di volontà e di sostenibilità, Achab Group c'è: abbiamo accompagnato Comune e ASVO nella promozione dell'iniziativa sin dal 2014 e siamo orgogliosi di vedere come un progetto che sentiamo anche un poco nostro sia cresciuto così tanto.

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caorle

Metti qualche sera di fine estate. Metti una cittadina di mare. Metti la voglia di stare ancora fuori fino a tardi, anche se con una felpa sulle spalle. Metti la voglia di ascoltare buona musica e provare cibi nuovi e dai sapori fuori dal comune. Metti anche la necessità di avere un impatto ambientale leggero, soprattutto nelle manifestazioni in cui il cibo è al centro dell'attenzione.

Metti tutto questo e... voilà: ci piace ricordare lo "Street Food & Sound Festival" di Caorle! Il festival, ad ingresso gratuito, interamente dedicato allo street food di qualità su ruote e non, ha voluto allinearsi quindi al trend positivo dei più grandi festival europei in cui si ragiona costantemente sul rendere un'abitudine quotidiana un gesto cool. ASVO è sempre molto sensibile sull'importanza di comunicare le buone pratiche e Achab Group ha dato il suo supporto con un intervento di comunicazione sul campo che ha visto girare per il festival quasi 20.000 cartoline consegnate all'ingresso come benvenuto agli ospiti.

Sulle cartoline le istruzioni su come rendere l'evento a basso impatto: contenitori per la raccolta differenziata di carta, imballaggi e umido/secco e un richiamo al littering, che troppo spesso "per distrazione" caratterizza questi eventi. E così mozziconi, chewing gum ed escrementi dei nostri amici animali sono finiti nell'elenco dei fastidiosi rifiuti da non lasciare a terra.

Street Food sì, Sound Festival anche, ma soprattutto, a Caorle, raccolta differenziata cool!

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mao PN

All'avanguardia su questo argomento, in piena evoluzione in questi anni, l'Amministrazione Comunale del Comune di Pordenone, grazie alla forte volontà dell'Assessore Stefania Boltin, nell'ambito di un progetto sperimentale ed innovativo di creazione ed implementazione di un'anagrafe felina regionale in Friuli Venezia Giulia, ha messo a disposizione ben 1.250 microchippature gratuite per altrettanti gatti cittadini con la possibilità di inserirvi i dati del proprietario così da poter risalire agilmente al padrone qualora venisse trovato un gatto smarrito.

Allo scopo di rendere la microchippatura dei gatti una pratica bene accetta e promuoverne la diffusione, pur non costituendo obbligo di Legge, se non per l'ottenimento del "Passaporto Europeo", la campagna "Non voglio perderti mao", in collaborazione con Achab Group, è stata strutturata partendo da una mappatura accurata del territorio e dei potenziali stakeholder coinvolgibili nel progetto e che in qualche modo possono farsi ambasciatori verso i possessori di gatti. Un esempio? Veterinari, negozi di prodotti per animali, consorzi agrari, toelettaure e referenti di colonie feline. Con ognuno di essi è stato preso appuntamento specifico, andando a spiegare la natura del progetto e l'importanza di trasmettere i concetti ai propri interlocutori-clienti quotidiani. Partendo dall'invio di una lettera personalizzata, passando poi dalla distribuzione di pieghevoli e locandine da apporre nei luoghi visibili è stata consolidata la capillarità della campagna informativa. Nei luoghi pubblici di maggior afflusso infine sono state posizionate delle sagome alte più di due metri con tasche apposite per prelevare il pieghevole con tutte le informazioni necessarie.

L'occasione è stata importante anche per comunicare (e non dimenticare) altri importanti principi per la buona gestione del proprio animale domestico ovvero la sterilizzazione, la corretta alimentazione e l'importanza dell'utilizzo della lettiera biodegradabile.

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ASVO GALLINA

ASVO, la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti negli undici Comuni del Mandamento di Portogruaro, in provincia di Venezia, ha deciso di rimborsare il 50% sull'acquisto di una nuova compostiera e regalare una gallina ovaiola agli utenti che aderiscono per la prima volta al compostaggio domestico, con l'obiettivo di ridurre la produzione del rifiuto umido e sensibilizzare sulla riduzione degli sprechi. In una logica di economia circolare, la gallina aiuta ad eliminare il rifiuto organico, con l'ulteriore vantaggio delle uova sempre fresche di giornata.

Nella grafica della campagna prevale la figura di una simpatica gallina in posizione zen che si mantiene in invidiabile equilibrio su un uovo e lo slogan le va a complemento, 'L'ambiente è un delicato equilibrio'. Equilibrio a cui ASVO tiene molto, incentivando le persone al ritorno ad un'economia domestica non molto lontana, dove il rifiuto umido non esisteva, e invitando a prendersi cura dell'ambiente con il maggior impegno possibile.

Gli strumenti utilizzati per la campagna vanno dai classici manifesti, locandine e cartoline, ai banner da utilizzare nei canali web; tutti invitano ad un calendario di otto punti informativi sparsi sul territorio, dalla 'sagra del Bisat' a Cintello di Teglio Veneto alla 'fiera degli Osei' ad Annone Veneto. Ad accogliere le persone una sagoma alta oltre due metri della nostra gallina. Il punto informativo è stato studiato con una filosofia nuova, ovvero far vivere ai passanti una vera e propria esperienza. L'operatore, oltre ad elargire informazioni, fa toccare con mano il compost, mettendo alla luce i vari stadi di trasformazione e dando utili consigli. E a chi decide di provare il compostaggio consegna un buono per la richiesta di rimborso al 50% sulla nuova compostiera e uno per ritirare la gallina... ovviamente non prima di aver firmato un patto di buon trattamento del prezioso aiutante nella raccolta differenziata domestica!

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"Bibione Respira il mare" continua anche per l'estate 2018 nell'intento di promuovere le vacanze al mare libere dal fumo e dai mozziconi di sigaretta. La fortunata campagna di sensibilizzazione, nata nella rinomata località turistica balneare di Bibione per volontà dell'Amministrazione Comunale di San Michele al Tagliamento - Comune di cui Bibione fa parte con la collaborazione di Asvo, Bibione Spiaggia, Bibione Live e delle Associazioni di Categoria, continua anche quest'anno con il prezioso supporto di tutto il comparto turistico bibionese.

L'evento di lancio ha visto coinvolti circa un centinaio di bambini impegnati a dipingere un murales di tela, diventato poi la coda di un pallone aerostatico, che, come un variopinto aquilone, ha portato nell'aria un chiaro messaggio: un cielo libero dal fumo e pieno di colori.

Come detto in conferenza stampa da Luca Michelutto, presidente di Asvo "i bambini sono i migliori testimonial delle iniziative ambientali: ad esempio, ogni volta che attiviamo formazione nelle scuole otteniamo un innalzamento delle percentuali di raccolta differenziata. Un motivo in più per continuare su questa strada".

Per tutta l'estate i turisti, dai più piccini agli adulti, saranno coinvolti nei laboratori di costruzione degli aquiloni in spiaggia, per continuare la diffusione del messaggio. Parallelamente sarà comunicato l'invito al rispetto del divieto di fumo lungo la battigia e di limitare il più possibile il fumo sotto l'ombrellone all'insegna del rispetto dell'ambiente, della salute e del benessere.

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Qualche settimana fa si sono svolte, presso l'aula magna del Liceo Classico Giovanni Prati di Trento, le premiazioni di "Ecoquiz: in missione per il pianeta", il quiz a premi dinamico, divertente ed educativo sotto forma di App per smartphone, tablet o pc che ha permesso agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Trentino di misurarsi con le conoscenze in materia di biodiversità, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti, raccolta differenziata, consumo consapevole, mobilità sostenibile e risparmio energetico: più di 2000 domande e un test per scoprire "quanta terra usi", ovvero il peso del proprio stile di vita in termini di sostenibilità ambientale.

A premiare i tre studenti vincitori e la classe vi erano la dirigente generale di APPA, Laura Boschini, la sostituta dirigente del Settore tecnico per la tutela dell'ambiente di APPA, Raffaella Canepel, la dott.ssa Monica Tamanini referente del progetto, assieme a Stefano Trainotti del Servizio del Istruzione e Formazione del secondo grado università e ricerca della Provincia. Presenti numerosi docenti e studenti che hanno partecipato al gioco. Quello di Ecoquiz è stato infatti un successo oltre alle aspettative: si sono iscritte 41 classi con 587 studenti di 10 Istituti scolastici delle secondarie di 2° grado (20 licei, 17 istituti tecnici, 4 scuole della formazione professionale). Le partite giocate dal 6 aprile al 12 maggio sono state ben 22.812, con una media di 617 partite al giorno e 116 partite per giocatore.
Un complimento particolare ad APPA per aver creduto nel progetto e averlo portato avanti nel tempo ma soprattutto agli studenti vincitori Nicoletta, Tiziano, Gabriele, e a tutta la classe 2°A del Liceo scientifico Scienze applicate dell'Istituto L. Guetti di Tione di Trento  per il risultato raggiunto.

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testata-sprechi

"Lo spreco è un insulto alla società, al bene comune, all'economia del nostro come di ogni Paese. Alcuni progetti di solidarietà stanno dando risultati positivi. Occorre estenderli, valutando come intervenire con strumenti legislativi di sostegno. Ridurre gli sprechi è un grande impegno pubblico, a cui possono partecipare da protagonisti la società civile organizzata, il volontariato, il no-profit, la cooperazione, l'impresa privata". Queste sono le parole pronunciate dal Presidente Mattarella il 5 giugno 2015. Da quel momento sono stati fatti importanti passi avanti, a partire dalla legge n.166/2016 o "Legge Gadda" contro gli sprechi alimentari e farmaceutici entrata in vigore il 14 settembre 2016 che ha riorganizzato il quadro normativo che regola le donazioni degli alimenti invenduti sensibilizzando e incentivando l'uso consapevole delle risorse e dei prodotti ancora utilizzabili dalle organizzazioni di volontariato.

L'obiettivo è quello di diffondere una maggiore sensibilità ambientale, dal momento che i rifiuti alimentari rappresentano un problema per l'Europa e l'Italia che ha effetti sull'ambiente e l'economia, oltre ovviamente a importanti risvolti sociali.
I numeri dello spreco sono ancora molto alti: dai dati del rapporto Waste Watcher 2016 (l'Osservatorio nazionale sugli Sprechi, attivo per iniziativa di Last Minute Market) in Italia ogni anno si sprecano 8 miliardi di euro in cibo che finisce nella spazzatura, questo dato si basa sull'auto-percezione dello spreco da parte di un campione rappresentativo di soggetti. Da esperienze realizzate in diversi paesi europei è però emerso che il dato auto-percepito è generalmente sottostimato rispetto a quello reale, si tratterebbe quindi di una cifra ancora maggiore. Lo spreco riguarda l'intera catena alimentare, dalla produzione al consumo e ristorazione, ed è di vitale importanza riuscire a ridurlo. Dall'entrata in vigore della "legge Gadda" il bilancio può però dirsi positivo, tanto che la legge italiana è diventata un modello anche per gli altri Paesi europei. Un dato confermato dalle associazioni di volontariato che hanno visto aumentare i beni erogati gratuitamente per quantità e tipologia. Le stime della fondazione Banco alimentare, la più grande realtà italiana di recupero del cibo e di sostegno ai più bisognosi, parlano infatti di un aumento del 20% del recupero eccedenze dalla grande distribuzione da settembre 2016 a settembre 2017.

A questo vanno aggiunte le buone pratiche già attuate in molti comuni proprio in attuazione della normativa contro gli sprechi.
Una di queste buone pratiche è "Eco e non spreco", una interessante iniziativa lanciata nel territorio del Portogruarese in provincia di Venezia, che mira a ridurre gli sprechi alimentari incentivando all'uso della family bag tra ristoranti, pizzerie, trattorie, osterie, agriturismi e punti ristoro locali.
Il progetto ha già raccolto 57 adesioni da parte dei ristoratori degli 11 comuni coinvolti, numero che però aumenterà con il passare del tempo e il diffondersi delle buone pratiche. Ad ogni ristoratore verranno fornite le family bag, ovvero le buste con cui portare a casa il cibo avanzato e un kit informativo composto da vetrofania da applicare sulla porta del locale, cartoline per i clienti con informazioni sul progetto, espositori da tavolo e informativa per menù che invita i clienti a chiedere l'avanzo.
Scopo del progetto è ridurre lo spreco alimentare che coinvolge la parte finale della catena alimentare, cioè il consumo e la ristorazione (circa il 21% dello spreco totale) e vede come attore principale il cittadino. In questa fase una delle cause dello spreco sono le porzioni standard troppo abbondanti nei locali, circa il 70% dei clienti infatti non porta a casa ciò che rimane nel piatto, abitudine dovuta spesso alla vergogna nel chiedere. L'iniziativa vuole cambiare la concezione della family bag trasformandola da elemento di vergogna a merito ecologico e buona abitudine.
Tramite "Eco e non spreco" diventa possibile ridurre il rifiuto umido prodotto dai ristoratori sensibilizzando i cittadini sul tema della riduzione e degli sprechi e rivalutando i comportamenti sostenibili.
Un importante passo nella giusta direzione per ridurre gli sprechi alimentari.

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bassano

Il concorso si chiamava "È tempo di metterci il cuore", ma i quartieri che hanno partecipato alla sfida ci hanno messo anche il cervello e le braccia. "Good news is no news": la buona notizia non fa notizia e i media solitamente si accorgono dei quartieri solo quando scoppia qualche schermaglia al loro interno. Questa invece è una storia di valori buoni che vale la pena raccontare.
Il bando in questione è stato promosso nel 2017 dal Comune di Bassano del Grappa in collaborazione con Etra Spa. Scopo del concorso, quello di premiare l'impegno dei quartieri per la valorizzazione e la tutela del proprio territorio e la promozione di una cultura sostenibile e di decoro, in particolare dopo l'introduzione del nuovo sistema di conferimento e di raccolta dei rifiuti. Ai partecipanti è stato richiesto di presentare un elenco con la descrizione delle attività in essere del quartiere in tema di promozione del decoro e della cultura ambientale. I riscontri oggettivi della produzione di rifiuti e degli abbandoni di rifiuti nei singoli rioni sono stati invece elaborati dalla banca dati di Etra.

Al concorso hanno partecipato 9 dei 22 quartieri cittadini: Angarano, Campese, Margnan-Conca d'Oro, Merlo, Prè, Rondò Brenta-Treponti, San Bassiano, San Vito e Sant'Eusebio.
In base al materiale raccolto, sono stati attribuiti dei punteggi per sei distinti criteri di valutazione: il numero di conferimenti del secco residuo, il numero di interventi per l'abbandono di rifiuti nel territorio, il numero di volontari partecipanti al progetto "Ecovolontari" attivato dal Comune, la realizzazione di giornate ecologiche, di eventi sostenibili e di altro (conferenze a tema sostenibile, divulgazione delle buone pratiche sul riutilizzo dei materiali riciclabili, eccetera).

Dati specifici sui rifiuti a parte, il quadro generale che è emerso è quello di un sorprendente attivismo dei quartieri proprio sui temi della tutela e del decoro dell'ambiente. Giornate di disimballo della spesa nei supermercati, laboratori per bambini con materiali naturali, pulizia del quartiere col progetto "Ci sto affare fatica", feste della famiglia senza plastica, pulizia dei parchi pubblici, pranzi comunitari con posate lavabili: sono solo alcune delle attività segnalate dai quartieri, segno di una vitalità sotterranea in materia ambientale che grazie al concorso è venuta a galla.

Rispetto ai dati più strettamente relativi al sistema di raccolta, molte le note positive emerse: il quartiere più virtuoso per i conferimenti di secco residuo è risultato proprio Rondò Brenta-Treponti, al quale ha senza dubbio giovato l'installazione del press-container. Gli abbandoni di rifiuti in città stanno cambiando connotato: salvo qualche eccezione, non vengono cioè più lasciati per strada come in passato rifiuti ingombranti ma soprattutto sacchi e oggetti di piccole dimensioni, a vantaggio dei tempi e dei costi della raccolta. Infine, la media di svuotamenti di secco residuo per utenza è ben al di sotto del numero di conferimenti già compresi in tariffa, segno del fatto che il sistema sta funzionando senza creare grosse difficoltà ai bassanesi.
Sulla base dei punteggi acquisiti nelle singole voci la classifica finale ha visto quindi ai primi tre posti, nell'ordine, i quartieri Angarano (86,22 punti), San Vito (66,87) e Rondò Brenta-Treponti (66,86). Ai primi tre quartieri classificati andrà un contributo del Comune di 5.000 euro ciascuno da investire per lo sviluppo culturale del territorio del rione.

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ats

Sono più di 4.600 gli alunni e gli studenti delle scuole trevigiane, da quelle dell'infanzia alle secondarie di II grado, che hanno aderito al progetto "Ama l'acqua del tuo rubinetto!", che Alto Trevigiano Servizi propone ormai da diversi anni alle scuole dei 53 Comuni del territorio gestito.

Si tratta di una proposta educativa che punta a fornire ai più giovani la conoscenza sull'uso consapevole e sull'importanza della risorsa acqua. Con l'obiettivo di sensibilizzare all'utilizzo responsabile dell'acqua fin da piccoli.
C'è infatti molto da scoprire parlando della nostra acqua, dietro al gesto quotidiano, persino meccanico, di aprire il rubinetto per riempire un bicchiere, lavarsi le mani o farsi una doccia. Per i più giovani l'acqua è un bene scontato, che tanti pensano persino inesauribile. Ma non è così: imparare a utilizzare l'acqua evitando gli sprechi è qualche cosa che deve diventare la buona abitudine di tutti i giorni. E le buone abitudini, si sa, è meglio impararle proprio da piccoli.

Durante l'anno scolastico in corso saranno 54 le scuole interessate, per un totale di 225 classi. Numeri che segnano un incremento rilevante rispetto alle adesioni registrate nell'anno scolastico 2016/2017, quando gli alunni coinvolti erano stati quasi 1.800, per un totale di 83 classi e 21 scuole.
La mostra didattica propone un percorso esperienziale che attraversa tutte le tematiche relative al ciclo dell'acqua, dalla fonte fino al rubinetto di casa nostra, per arrivare alla depurazione e pone l'accento sull'uso corretto e sul concetto di risparmio.
L'approccio pedagogico scelto è quello del cosiddetto "learning by doing", facendo cioè provare ai bambini e ai ragazzi, in maniera pratica e concreta, le nozioni apprese attraverso semplici ma divertenti (e interessanti) giochi di sperimentazione che si abbinano alla "lezione" tenuta da un educatore.
Il progetto prevede, oltre all'attività formativa svolta in classe, la possibilità di visitare gli impianti del ciclo idrico integrato. Una guida esperta conduce infatti studenti e docenti alla scoperta delle sorgenti, spiega come funziona un acquedotto, illustra le fasi di lavorazione di un depuratore. Nel 2016 i visitatori a impianti e sorgenti (tra cui la sorgente Muson a Castelcucco, la centrale di Via Aceri a Castelfranco Veneto, le sorgenti Fium e Tergonzo a Quero-Vas) sono stati 770. Di questi 500 gli studenti dalle scuole primarie all'u niversità e 270 cittadini che hanno approfittato delle attività culturali promosse dai Comuni. Altri 460 studenti hanno invece fatto visita agli impianti di depurazione.

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ecoambiente RO

Da ottobre la Città di Rovigo è coinvolta in un percorso virtuoso che prevede importanti cambiamenti al sistema di raccolta differenziata.

"La gestione dei rifiuti è una delle sfide più importanti in tema di salvaguardia ambientale e sviluppo sostenibile e Rovigo deve recuperare il ritardo rispetto a quanto prevede la normativa in termini di quantità e qualità dei rifiuti differenziati" ha dichiarato il Sindaco Massimo Bergamin.
Infatti, pur essendo l'intera Provincia allineata al 65% di raccolta differenziata previsto per legge, il capoluogo si assesta ancora su un 56% con la necessità e l'obiettivo di compiere, entro breve tempo, importanti passi in avanti per colmare il gap.

L'Amministrazione comunale ed Ecoambiente S.r.l., gestore dei servizi di igiene ambientale, stanno lavorando su tre importanti fronti:
* nuova raccolta separata del vetro su tutto il territorio (prima raccolto con plastica e lattine).
* avvio del 'porta a porta' di tutti i rifiuti nelle frazioni di Rovigo (tutta la cintura della città)
* riorganizzazione delle isole per la raccolta stradale nel centro cittadino, per un migliore utilizzo e una disponibilità per i cittadini
L'intero progetto ha come obiettivo generale una migliore valorizzazione dei materiali conferiti, per favorire il recupero di risorse e la riduzione del volume di rifiuti avviati a smaltimento senza recupero.

Per accompagnare la popolazione in questo periodo di avvio dei nuovi servizi l'Amministrazione e Ecoambiente hanno messo in campo una campagna di comunicazione e sensibilizzazione a tutto tondo: attività di sensibilizzazione capillare a tutte le diverse utenze interessate, consegna domiciliare dei contenitori per la raccolta, 20 serate pubbliche, domeniche informative organizzate nelle piazze del territorio, locandine e manifesti informativi, pagina Facebook dedicata, supporto tecnico "door to door" alle attività commerciali, un numero verde sempre attivo, comunicazioni puntuali tramite la stampa locale e attività didattiche nelle scuole con ben 160 incontri formativi.

Le attività di comunicazione sono state programmate per informare in modo chiaro le diverse utenze (popolazione adulta, utenze non domestiche, popolazione scolastica, ecc.), attraverso strumenti, modalità e linguaggi differenziati, al fine di responsabilizzare e trasformare le attuali abitudini in comportamenti virtuosi. I risultati, siamo sicuri, non tarderanno ad arrivare.

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Non si è ancora spenta la eco per la doppia assegnazione delle edizioni dei giochi olimpici estivi avvenuta qualche giorno fa a Lima (Parigi 2024 e Los Angeles 2028) che la necessità di accertare la sostenibilità delle rispettive organizzazioni già emerge. Il sindaco della capitale francese, Anne Hidalgo, ha infatti dichiarato che la prima e più sostanziosa novità dell'edizione parigina consisterà negli standard altamente sostenibili e a scarso impatto ambientale, così da conformarsi all'Accordo di Parigi sul clima del 12 dicembre 2015.

Purtroppo, quando vengono organizzate grandi manifestazioni del genere non è semplice ridurre o minimizzare l'impatto ambientale: fastosità delle cerimonie, utilizzo massiccio di carta per comunicazioni, produzione di abiti, gadgets, uso di acqua, carburanti e molto altro ancora sono elementi fortemente presenti e impattanti in mezzo a gare di scherma e atletica. L'obiettivo dichiarato sarà quindi quello di ridurre l'impatto in termini di emissioni di CO2 del 55% rispetto ai Giochi di Londra (2012) e Rio de Janeiro (2016).

Jérôme Lachaze, responsabile dello sviluppo sostenibile presso il comitato promotore della candidatura, ha infatti dichiarato ad un magazine francese: «Abbiamo concepito i Giochi più sobri della storia, il 95% delle infrastrutture che verranno utilizzate esiste già, oppure si tratterà di impianti temporanei. L'80% dei siti, invece, si trova in un raggio di 10 chilometri dal villaggio olimpico, il che consentirà di limitare fortemente gli spostamenti».

Anche la mobilità vuole la sua parte: è stata prevista una misura che vieterà alle automobili di circolare, tanto che non saranno neppure previsti parcheggi per gli spettatori che invece verranno incentivati a raggiungere i luoghi delle competizioni con le biciclette o con altri mezzi a impatto minimo. Gli unici trasporti veloci saranno ecologici, e quindi o veicoli ibridi o a idrogeno per i protagonisti delle gare e invece bus a zero impatto ambientale o treni e metropolitane per chi vorrà assistere alle gare.

Altro aspetto innovativo di Parigi 2024 riguarderà una particolare attenzione per l'alimentazione e la distribuzione del cibo: esso sarà locale, biologico e certificato grazie a un accordo con alcune associazioni locali.

I propositi sono encomiabili ed apprezzabili: se come speriamo Parigi riuscirà a compiere questo percorso nei prossimi sette anni manderà un segnale forte e positivo a tutti i paesi europei: si può fare!

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