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Il Comune di Toro, 1.391 abitanti in provincia di Campobasso, ha introdotto a dicembre 2016 un innovativo sistema di gestione dei rifiuti urbani. Infatti, sono state posizionate sul territorio comunale 15 eco-isole informatizzate per la raccolta di tutte le frazioni con conferimento diretto da parte dei cittadini mediante tessera sanitaria. Contestualmente sono stati eliminati tutti i cassonetti presenti sul territorio comunale e distribuito alle utenze il kit per la raccolta differenziata unitamente al materiale informativo ed agli incontri pubblici (a cura di Achab Med). Risultato? In pochissime settimane Toro ha raggiunto oltre il 70% di raccolta differenziata!

"Siamo soddisfatti del risultato raggiunto grazie alla collaborazione di tutta la cittadinanza - ha affermato il Sindaco Angelo Simonelli - Toro si estende su una superficie di 23,95 kmq con una densità di 58,1 per kmq quindi con una presenza significativa di case sparse, tipica di tanti piccoli Comuni italiani, che ha spinto l'Amministrazione comunale a ricercare la migliore soluzione sia da un punto di vista organizzativo che economico. La gestione dei rifiuti improntata sulle ecoisole informatizzate è molto semplice per i cittadini che muniti della propria tessera sanitaria possono conferire comodamente, e senza vincoli di giorni e orari, i propri rifiuti differenziati. Quando l'eco-isola raggiunge il massimo riempimento, grazie ad un sistema informatizzato, invia un segnale alla ditta di Igiene Urbana che provvede tempestivamente allo svuotamento. In futuro sarà possibile prevedere anche delle premialità per le utenze virtuose ed eventualmente applicare la tariffa puntuale".

Insomma, una sfida vinta da parte del Comune di Toro e frutto di una sinergia tutta molisana in quanto le ecoisole sono state fornite dalla locale Ecocontrolgsm di Termoli (CB). In una Regione dove la raccolta differenziata non supera il 10%, l'esperienza di Toro può rappresentare una "best practice" per tanti piccoli Comuni in cerca di soluzioni innovative nella gestione rifiuti.

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Si è svolta a Issime (AO) venerdì 26 maggio la premiazione del concorso "Chi ricicla all'ecocentro... vince!", indetto dalla Unité des Communes valdotaines Walser in collaborazione con Quendoz srl.

Ebbene è stato il signor Paolo Consol (proprio di Issime) ad ottenere il maggior punteggio in circa 6 mesi di conferimenti nei due centri di raccolta intercomunali della Unité des Communes, battendo la concorrenza di altri utenti di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Gaby. A ritirare il premio con la gradita presenza dell'Assessore Regionale alle attività produttive, energia, politiche del lavoro e ambiente Fabrizio Roscio, del Presidente della Unité des Communes valdotaines Walser Alessandro Girod e dei rappresentanti della ditta Quendoz srl ci ha pensato però sua moglie!

Il regolamento era chiaro: conferimenti di metalli, legno, RAEE, batterie e oli vegetali caricavano letteralmente sopra l'utenza TARSU (attraverso i codici fiscali ad essa associati) un certo numero di punti a seconda di quantità e rifiuto conferito.

"Iniziative come queste" commenta il Presidente dell'Unitè des Communes Valdotaines Walser, Alessandro Girod "servono ad incentivare l'utilizzo dei nostri due centri di raccolta a cui tutte le utenze domestiche di ciascuno dei 4 comuni possono accedere e di rendere tutti più consapevoli rispetto ad una corretta separazione di rifiuti che non possiamo e non vogliamo più trovare nei cassonetti delle usuali raccolte differenziate, o nelle casette dedicate alle isole ecologiche. Ringraziamo i cittadini per il loro impegno e chiediamo loro di continuare a venire presso gli ecocentri anche adesso che il concorso è finito, soprattutto ora che stiamo avviando l'attivazione di un sistema di raccolta a sacchi per una tassazione più puntuale".

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BIG HANNA GAL GE

Con l'emanazione del D.M. 29 dicembre 2016 (Regolamento recante i criteri operativi e le procedure autorizzative e semplificate per il compostaggio di comunità dei rifiuti organici...) si va chiarendo il quadro, tecnico e amministrativo, degli strumenti di promozione del "compostaggio in loco", previsti dal Collegato Ambientale (Legge 28 dicembre 2015, n. 221 ) agli articoli 37 e 38, sia per la forma individuale (autocompostaggio), sia per quella collettiva.

Nell'ambito di un interessante convegno sull'argomento del "compostaggio di comunità" promosso dall'Associazione Italiana Compostaggio e tenutosi a Roma il 28 aprile 2017 i tecnici del Ministero hanno fornito un ottimo contributo nel definire scelte e percorsi. Intanto le due fattispecie introdotte dall'art. 37 (che ha originato il comma 7 bis dell'art. 214, del D. Lgs. 152/06), e dall'art. 38, che ha definito il compostaggio di comunità e previsto l'emanazione del relativo decreto sui criteri operativi e le procedure autorizzative, sono caratterizzate da:

* precisi limiti nella potenzialità di trattamento

* limiti territoriali di origine dei rifiuti

* tipologie ben definite di scarti organici conferibili.

Il discrimine più rilevante è però rappresentato dalla figura del gestore dell'installazione e utilizzatore del compost: se coincide con le utenze conferenti si può applicare la procedura del compostaggio di comunità, altrimenti si deve seguire la procedura dell'art. 37 o le altre "tradizionali".
Nel caso in cui si rientri nelle condizioni previste per il compostaggio di comunità, l'attività di compostaggio è intrapresa dall'"organismo collettivo", che rappresenta gli utenti, previo invio di una segnalazione certificata al comune territorialmente competente, che ne da' comunicazione all'azienda affidataria del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Alla comunicazione vanno allegati una relazione tecnica, il regolamento di gestione, l'elenco delle utenze, più dichiarazioni e documenti amministrativi.

Il D.M 29 dicembre 2016 definisce poi i materiali ed i rifiuti ammissibili, i criteri operativi, le condizioni di installazione ed i requisiti delle apparecchiature. In funzione della taglia (piccola: fino a 10 t/anno; media: da 10 a 60 t/anno; grande: da 60 a 130) sono stabiliti:
* la tipologia di apparecchiature utilizzabili (le compostiere statiche possono essere utilizzate solo per la taglia piccola)

* la tenuta di un registro dei rifiuti conferiti, del compost prodotto, degli scarti e del compost fuori specifica

* la necessità di un corso di formazione per il conduttore

* la necessità della presenza di sonde per la misurazione della temperatura, con rilevazione almeno giornaliera.

Per il compost ottenuto sono stabiliti dei parametri, molto meno articolati e "severi" rispetto a quelli previsti per l'Ammendante compostato misto e l'ammendante compostato verde dal D.Lgs. 75/10 in materia di fertilizzanti.
Poiché l'operazione di compostaggio di comunità da diritto a riduzione della tassa rifiuti, contribuisce alla percentuale di raccolta differenziata dei comuni ed al calcolo delle percentuali di riciclaggio e del RUB in discarica, vengono stabiliti degli obblighi di comunicazione dei dati.
Infine sono previste ulteriori semplificazioni per le installazioni con potenzialità fino ai 1 t/anno.

La presentazione del Ministero dell'Ambiente e le altre del convegno di Roma sono scaricabili dal sito dell'AIC, nella sezione Blog.
Nel caso in cui invece si debba seguire la procedura dell'art. 37, ad esempio nel caso in cui l'impianto sia gestito da un comune o dall'azienda che raccoglie i rifiuti, se sono soddisfatti i requisiti stabiliti, occorre predisporre un regolamento di gestione, acquisire il parere dell'ARPA, nominare un gestore e successivamente effettuare una denuncia di inizio attività. Il tutto nel rispetto delle prescrizioni in materia urbanistica, ambientale, di sicurezza, antincendio, igienico sanitaria, energetica, dei beni culturali e paesistici.

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GEA GATTI SOSTENIBILI

É un'iniziativa innovativa per la tutela dell'ambiente e dei nostri piccoli amici quella promossa da GEA con la collaborazione del Comune di Pordenone e del Comune di Cordenons, una campagna di sensibilizzazione rivolta ai proprietari di gatti e finalizzata a creare maggiore consapevolezza sugli impatti ambientali correlati con la cura degli animali domestici, argomento di cui si parla ancora troppo poco.

Il progetto ha l'obiettivo di promuovere buone abitudini che tutelino la salute del gatto, del suo proprietario e dell'ambiente che condividono; tra queste buone abitudini troviamo la scelta di prodotti "cruelty free" e di lettiere vegetali biodegradabili.
Non tutti coloro che hanno un micio sanno, infatti, che possono scegliere sul mercato una lettiera più sicura, non solo per il loro piccolo amico ma anche per la propria salute e quella della propria famiglia: la lettiera vegetale, infatti, non rilascia polveri e sostanze potenzialmente dannose per la salute.
Inoltre, la lettiera vegetale è compostabile: si conferisce nel bidoncino del rifiuto organico e non finisce in discarica a fine vita. Questo comporta innegabili vantaggi anche in termini economici, basti pensare che un solo gatto domestico produce oltre 200 kg di rifiuto secco in un anno (costituito quasi esclusivamente da lettiera non compostabile) e che in Italia il costo annuo per lo smaltimento delle lettiere minerali o al silicio in discarica o inceneritore è di circa 47,5 milioni di euro. Il costo ambientale delle lettiere minerali è determinato anche dal loro peso elevato che incide notevolmente nelle fasi di estrazione e trasporto. A questo proposito, è bene ricordare che la maggior parte delle lettiere minerali presenti sul mercato italiano sono prodotte in Spagna e trasportate in Italia su ruote. La lettiera vegetale, al contrario, è prodotta localmente da scarti vegetali, non richiede l'estrazione di nuove materie prime e, essendo più leggera, il suo trasporto costa meno all'ambiente in termini di CO2.

Insomma, i motivi per riflettere sull'opportunità di adottare una lettiera vegetale per il proprio gatto sono davvero tanti e buoni.
Il progetto GEA GATTI SOSTENIBILI ha coinvolto anche gli operatori di Pordenone e Cordenons che gravitano attorno al mondo dei nostri piccoli amici: presso toelettature, negozi di articoli per animali, consorzi agrari e medici veterinari (punto di riferimento importante e autorevole per chi ha un gatto), sarà possibile trovare del materiale informativo sull'argomento ed avere informazioni aggiuntive.

L'Assessore all'Ambiente del Comune di Pordenone Stefania Boltin ricorda che "per migliorare la raccolta differenziata nella nostra città, anche i piccoli gesti sono fondamentali. L'utilizzo di lettiere ecologiche è una pratica virtuosa che aumenta la frazione organica e riduce la quantità di secco non riciclabile e quindi i costi di smaltimento" mentre Lucia Buna, Assessore all'Ambiente del Comune di Cordenons sottolinea che "il mio Assessorato è molto attento alla incentivazione sul territorio di iniziative atte a ridurre il rifiuto secco non riciclabile. Ho studiato il prodotto e ho constatato personalmente i benefici in termini di qualità e benessere animale, e di prezzo, in quanto non c'è differenza significativa che possa indurre ad acquistare la lettiera più inquinante. Penso inoltre che chi ama e possieda un animale, si senta ancora più coinvolto a rispettare la natura e quando getterà il rifiuto della lettiera vegetale del suo gatto, nel bidoncino dell' organico, si sentirà anche soddisfatto di aver contribuito a compiere una buona azione a favore dell'Ambiente e per la riduzione dei costi di smaltimento. A questo punto confido in una sana campagna promozionale da parte degli operatori di Cordenons e provincia".

Luca Mariotto, Amministratore Unico di Gea evidenzia come "Nei comuni del bacino GEA, la percentuale delle raccolte differenziate ha raggiunto il ragguardevole risultato di oltre l'83% grazie alla collaborazione ed all'impegno di tutti, ora è il momento di fare scelte apparentemente poco incisive che porteranno però importanti risultati positivi nella tutela dell'ambiente e nella riduzione del rifiuto secco non riciclabile, Infatti GEA crede molto in questa iniziativa, perché i numeri in gioco sono molto importanti, sia dal punto di vista delle sostenibilità ambientale sia dal punto di vista economico." Ed è per questo che "Chi volesse far provare al proprio gatto una lettiera vegetale, infine, potrà trovare presso i Centri di Raccolta di Pordenone e Cordenons (a partire dal 22 maggio) dei campioni in omaggio fino ad esaurimento delle scorte. In seguito sarà possibile acquistare una lettiera vegetale a piacimento scegliendo tra quelle offerte dal proprio negoziante di fiducia".

Ora sappiamo cosa possiamo fare per ridurre l'impatto ambientale del nostro gatto domestico e tutelare la sua salute, non ci resta che provare e godere dei vantaggi!

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SetaCondomini2017

SETA S.p.A., l'azienda mista pubblico-privata che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani nei comuni della cintura nord-est di Torino, ha avviato un programma di sopralluoghi nei condomini del territorio servito, al fine di identificare i comportamenti di questa fascia di utenti in termini di differenziazione dei rifiuti.

L'iniziativa, condotta in collaborazione con il Consorzio Bacino 16 (l'Ente di regolazione di riferimento per questo territorio), con il supporto tecnico di Corintea soc. coop. e gli strumenti di comunicazione forniti da Achab Group, ha gli obiettivi di migliorare la quantità e la qualità delle raccolte differenziate, ridurre la presenza dei rifiuti organici nell'indifferenziato e preparare l'attività degli Ispettori Ambientali, di recente istituzione.

Il contesto è infatti quello di un territorio (fascia della prima e seconda cintura torinese) con comuni di popolazione compresa tra 15 e 50.000 abitanti, serviti con modalità porta a porta, dove la raccolta differenziata è attestata su valori compresi tra il 50 ed il 60% e sta segnando il passo. In particolare il rifiuto indifferenziato ammonta ad oltre 170 kg/abitante anno, con elevata presenza della frazione organica, che supera anche il 40-45% in peso. In questi comuni l'incidenza delle utenze domestiche che abitano in stabili condominiali è significativa. Concretamente il progetto, dopo la fase di concertazione con i Comuni e di informazione degli amministratori condominiali vede seguire la campagna informativa ed i controlli presso i condomini durante i quali sono state anche segnalate e registrate le postazioni con almeno un contenitore della raccolta differenziata con evidente presenza di frazioni estranee, quelle con almeno un contenitore rotto e quelle con rifiuti a terra.

Dunque sono stati effettuati circa 500 controlli sui punti di conferimenti condominiali a Settimo Torinese e Chivasso, corrispondenti a circa 850 numeri civici. Ovviamente i risultati ottenuti sono coerenti con quelli di una raccolta differenziata inferiori alle potenzialità del sistema di raccolta adottato: solo un quarto o poco più dei punti di raccolta osservati hanno nei contenitori del rifiuto indifferenziato una presenza quasi nulla o scarsa di materiali differenziabili, mentre nel resto dei punti tale presenza è evidente e consistente. Per contro la qualità del contenuto dei contenitori delle raccolte differenziate normalmente è risultata adeguata.
Il quadro d'insieme ottenuto dai sopralluoghi permette di attuare in modo mirato iniziative di informazione, riorganizzazione (es. riduzione dei volumi assegnati per il rifiuto indifferenziato) e, quando necessario, sanzioni finalizzate al miglioramento della raccolta differenziata.
La campagna è ripresa nel corso del 2017, con un programma di sopralluoghi in altri tre Comuni, Leinì, Borgaro Torinese e Volpiano.

Per saperne di più è a disposizione un bellissimo video sui controlli e si può visitare il sito del progetto!



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