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"Lo spreco è un insulto alla società, al bene comune, all'economia del nostro come di ogni Paese. Alcuni progetti di solidarietà stanno dando risultati positivi. Occorre estenderli, valutando come intervenire con strumenti legislativi di sostegno. Ridurre gli sprechi è un grande impegno pubblico, a cui possono partecipare da protagonisti la società civile organizzata, il volontariato, il no-profit, la cooperazione, l'impresa privata". Queste sono le parole pronunciate dal Presidente Mattarella il 5 giugno 2015. Da quel momento sono stati fatti importanti passi avanti, a partire dalla legge n.166/2016 o "Legge Gadda" contro gli sprechi alimentari e farmaceutici entrata in vigore il 14 settembre 2016 che ha riorganizzato il quadro normativo che regola le donazioni degli alimenti invenduti sensibilizzando e incentivando l'uso consapevole delle risorse e dei prodotti ancora utilizzabili dalle organizzazioni di volontariato.

L'obiettivo è quello di diffondere una maggiore sensibilità ambientale, dal momento che i rifiuti alimentari rappresentano un problema per l'Europa e l'Italia che ha effetti sull'ambiente e l'economia, oltre ovviamente a importanti risvolti sociali.
I numeri dello spreco sono ancora molto alti: dai dati del rapporto Waste Watcher 2016 (l'Osservatorio nazionale sugli Sprechi, attivo per iniziativa di Last Minute Market) in Italia ogni anno si sprecano 8 miliardi di euro in cibo che finisce nella spazzatura, questo dato si basa sull'auto-percezione dello spreco da parte di un campione rappresentativo di soggetti. Da esperienze realizzate in diversi paesi europei è però emerso che il dato auto-percepito è generalmente sottostimato rispetto a quello reale, si tratterebbe quindi di una cifra ancora maggiore. Lo spreco riguarda l'intera catena alimentare, dalla produzione al consumo e ristorazione, ed è di vitale importanza riuscire a ridurlo. Dall'entrata in vigore della "legge Gadda" il bilancio può però dirsi positivo, tanto che la legge italiana è diventata un modello anche per gli altri Paesi europei. Un dato confermato dalle associazioni di volontariato che hanno visto aumentare i beni erogati gratuitamente per quantità e tipologia. Le stime della fondazione Banco alimentare, la più grande realtà italiana di recupero del cibo e di sostegno ai più bisognosi, parlano infatti di un aumento del 20% del recupero eccedenze dalla grande distribuzione da settembre 2016 a settembre 2017.

A questo vanno aggiunte le buone pratiche già attuate in molti comuni proprio in attuazione della normativa contro gli sprechi.
Una di queste buone pratiche è "Eco e non spreco", una interessante iniziativa lanciata nel territorio del Portogruarese in provincia di Venezia, che mira a ridurre gli sprechi alimentari incentivando all'uso della family bag tra ristoranti, pizzerie, trattorie, osterie, agriturismi e punti ristoro locali.
Il progetto ha già raccolto 57 adesioni da parte dei ristoratori degli 11 comuni coinvolti, numero che però aumenterà con il passare del tempo e il diffondersi delle buone pratiche. Ad ogni ristoratore verranno fornite le family bag, ovvero le buste con cui portare a casa il cibo avanzato e un kit informativo composto da vetrofania da applicare sulla porta del locale, cartoline per i clienti con informazioni sul progetto, espositori da tavolo e informativa per menù che invita i clienti a chiedere l'avanzo.
Scopo del progetto è ridurre lo spreco alimentare che coinvolge la parte finale della catena alimentare, cioè il consumo e la ristorazione (circa il 21% dello spreco totale) e vede come attore principale il cittadino. In questa fase una delle cause dello spreco sono le porzioni standard troppo abbondanti nei locali, circa il 70% dei clienti infatti non porta a casa ciò che rimane nel piatto, abitudine dovuta spesso alla vergogna nel chiedere. L'iniziativa vuole cambiare la concezione della family bag trasformandola da elemento di vergogna a merito ecologico e buona abitudine.
Tramite "Eco e non spreco" diventa possibile ridurre il rifiuto umido prodotto dai ristoratori sensibilizzando i cittadini sul tema della riduzione e degli sprechi e rivalutando i comportamenti sostenibili.
Un importante passo nella giusta direzione per ridurre gli sprechi alimentari.

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Il decreto del Ministero dell'Ambiente del 26/05/16, che aveva finalmente introdotto le linee guida per un metodo di calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, omogeneo a livello nazionale, prevedeva. nel calcolo anche la possibilità del contributo dell'autocompostaggio, oltre che del compostaggio di prossimità e di comunità, purché fosse garantita la tracciabilità ed il controllo.

Le Regioni hanno progressivamente recepito tali indicazioni; in particolare la Regione Piemonte con D.G.R. n. 15-5870 del 3/11/17 ha adeguato il proprio metodo di calcolo, stabilendo quindi l'inserimento nel calcolo della raccolta differenziata dei quantitativi di rifiuti organici sottoposti a compostaggio domestico, di prossimità e di comunità e l' applicazione dal 1 gennaio 2017.
Da tali provvedimenti ne consegue che il monitorare l'autocompostaggio non è solo opportuno al fine dell'individuazione di utenti scorretti che usufruiscono di sconti sulla TARI non dovuti, con il conseguente danno economico per i Comuni e gli altri cittadini, ma è anche uno strumento per migliorare uno degli indicatori ambientali più rilevanti, anche sotto il profilo mediatico, quale la percentuale di raccolta differenziata.

Il Consorzio CISA di Ciriè ha avviato, grazie ad un contributo della Regione Piemonte, un programma molto intenso di verifiche presso le utenze, condotto alla fine del 2017, che ha visto l'effettuazione di sopralluoghi presso 1800 utenze, per lo più domestiche.
I risultati di questa iniziativa sono stati presentati nell'ambito di un convegno tenutosi a Ciriè a Febbraio, dal titolo "Le buone pratiche danno sempre buoni frutti", alla presenza dell'Assessore Regionale all'Ambiente, Alberto Valmaggia, nel quale sono state presentate le più recenti iniziative portate avanti dal Consorzio in tema di prevenzione e gestione dei rifiuti.
Il progetto sul compostaggio realizzato da CISA ha riguardato 14 Comuni in cui la raccolta dei rifiuti urbani avviene con modalità porta a porta ed è presente la raccolta dell'umido e le attività realizzate sono state:
* incontri con amministratori e tecnici dei Comuni coinvolti
* redazione del Regolamento tipo per l'istituzione dell'Albo Compostatori secondo le nuove regole
* campagna di comunicazione
* corsi per i cittadini
* sopralluoghi presso le utenze.
* attività e risultati presentati
L'attività di monitoraggio è stata effettuata da tecnici della società Corintea ed è consistita nella rilevazione di una serie di dati ed informazioni di tipo anagrafico, di carattere tecnico «obbligatorie» per l'Albo Compostatori (secondo le specifiche fissate dalla Regione Piemonte) oppure complementari utili a comprendere come viene affrontato e gestito il compostaggio, del gradimento da parte delle utenze ed infine dell'esito delle verifiche.
Le informazioni raccolte sono state registrate su "cloud" (modulo Google), attraverso l'uso di tablet. Normalmente, al fine di ottenere l'accesso alle aree private, i tecnici sono stati accompagnati da personale, amministratori o altre figure dei Comuni, conosciute dagli utenti.

Complessivamente sono state effettuate 1.783 verifiche a buon fine presso le utenze domestiche e qualche utenza non domestica.
In estrema sintesi, tra i dati rilevati su segnala:
* il 90% delle utenze verificate effettua correttamente l'autocompostaggio e non conferisce la frazione organica nei circuiti di raccolta dei rifiuti, differenziati o non
* una quota del 5% ha importanti lacune, ma sostanzialmente è "recuperabile" e quindi l'iscrizione all'Albo è stata confermata ma verrà effettuata una nuova verifica nei prossimi mesi
* il 5% non pratica l'autocompostaggio e deve essere depennata dall'Albo; nella maggior parte dei casi questi utenti dopo aver iniziato a compostare hanno poi abbandonato la pratica senza preoccuparsi di segnalarlo
* l'età delle persone che praticano l'autocompostaggio è risultata (come peraltro già noto) tendenzialmente elevata, con una larga maggioranza di persone oltre i 65 anni e solo il 6% con meno di 45 anni
* solo il 13% degli utenti compostatori ha seguito i corsi realizzati dal Consorzio, nonostante ogni anno ne vengano proposti e realizzati parecchi
* la compostiera in plastica fornita a prezzo agevolato dal Consorzio viene usata solo in poco più di 1/3 dei casi, mentre è prevalente l'uso di modalità alternative (cumulo, buca) od una compostiera acquistata autonomamente o costruita "fai da te"
* tutti coloro che effettivamente praticano il compostaggio, con rarissime eccezioni, sono soddisfatti di questa pratica.
Le conclusioni tratte nel contesto specifico dei 14 Comuni del Consorzio CISA sono che il compostaggio si conferma una pratica non difficile, che normalmente appassiona e lascia soddisfatti gli utenti, ma che oggi coinvolge per lo più fasce di popolazione anziana. Le modalità adottate indicano che la pratica riguarda per lo più famiglie con forte connotazione culturale rurale, l'approccio è prevalentemente empirico, la conoscenza dei principi tecnici del processo è abbastanza limitata.

Tra i suggerimenti che si possono ricavare si sottolineano:
* vanno creati nuovi strumenti e nuovi «linguaggi» per diffondere il compostaggio presso famiglie più giovani e famiglie di estrazione urbana
* l'incentivazione economica deve riguardare anche le utenze non domestiche (agriturismi, ristoranti che compostano)
* è opportuno, nel caso di adozione della tariffazione puntuale, soprattutto in contesti rurali, il passaggio dalla riduzione del prelievo, per chi pratica l'autocompostaggio, alla quantificazione dell'effettivo servizio reso. Tale approccio è in effetti applicato da quest'anno in un comune di CISA.

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E' partito con successo il progetto "A scuola... con AAMPS!", promosso dall'azienda di Livorno e fortemente voluto dall'Assessore all'Ambiente del Comune Giuseppe Vece per le scuole primarie e secondarie di I° e II° grado.

Ci racconta Paola Petrone, Direttore Generale di AAMPS: "La nostra azienda crede molto nell'educazione ambientale ed in particolare nella "gamification" dei concetti da trasmettere. E' per questo che in sintonia con l'Amministrazione Comunale abbiamo proposto un nuovo progetto biennale che affiancherà ai classici e sempre validissimi interventi in classe anche dei giochi. Da un lato sfruttando metodi più tradizionali e concreti per le scuole primarie, dall'altro sfruttando le tecnologie tanto care ai ragazzi per le scuole secondarie. Con l'obiettivo di coprire tutte le fasce d'età scolastiche".

La prima attività nel mese di marzo 2018 è consistita, appunto, nello svolgimento di laboratori di educazione ambientale nelle classi con più di 40 lezioni organizzate grazie alle adesioni degli insegnanti delle scuole, i quali hanno potuto scegliere l'argomento trattato tra tematiche riguardanti raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti, come ad esempio l'affrontare un modo consapevole di fare gli acquisti quotidiani.

Durante le lezioni sul tema "Rifiuti e Raccolta Differenziata" i bambini e i ragazzi sono stati accompagnati dall'educatore in un percorso logico che li ha aiutati a comprendere che i rifiuti non sono solo oggetti di cui disfarsi ma sono importanti risorse che, se gestite correttamente, possono diventare nuovi oggetti risparmiando energia e salvaguardando l'ambiente. Invece, le lezioni sul "Peso dei Rifiuti e la Spesa Consapevole", hanno come spunto iniziale l'idea che fare la spesa è un gesto che non riguarda solo i nostri gusti, il nostro portafoglio, ma anche i problemi ambientali, la nostra salute, il nostro stile di vita. Tramite un consumo consapevole, l'uomo comune può determinare e controllare il modo in cui i beni di consumo vengono prodotti dalle aziende, diventando così padrone vero delle sue scelte e non più consumatore passivo ed indifferente a tutto ciò che sta dietro l'immagine di un prodotto. 

Alcune classi delle secondarie di I e II grado che hanno partecipato ai laboratori hanno aderito anche a un'altra delle proposte formative nel progetto di AAMPS, ovvero Ecoquiz, il gioco-concorso sulla sostenibilità ambientale.

Dal 9 aprile e fino al 7 maggio Ecoquiz è attivo e le classi aderenti possono giocare e sfidarsi attraverso il "serious game" di Achab Group, progettato come strumento di sensibilizzazione finalizzato a misurare e migliorare le conoscenze nel campo della sostenibilità ambientale.
Al termine del mese di gioco i giocatori in testa alla classifica e le migliori classi saranno premiati.
In particolare, i 2 studenti vincitori, il migliore delle secondarie di primo grado e il migliore delle secondarie superiori, saranno premiati con un tablet, mentre le 2 classi migliori (sempre una per grado scolastico) ciascuna con un buono d'acquisto da 250 Euro per materiale didattico.

Infine, ma non da ultimo, nei mesi di aprile e maggio invece verranno formulate le richieste di adesioni per l'ulteriore attività prevista nel progetto, ovvero il concorso per scuole primarie l' "EcoPagella di Capitan Eco" Saranno contattate tutte le scuole primarie di Livorno e il progetto inizierà nei mesi di settembre/ottobre del prossimo anno scolastico. Il gioco-concorso farà perno sulle Ecopagelle (sorta di questionari) che, nelle settimane antecedenti un grande evento finale, i ragazzi somministreranno direttamente agli adulti (genitori, parenti, vicini di casa, ecc.) per testare il loro grado di conoscenza e di informazione sul tema raccolta differenziata. Le Ecopagelle dovranno essere poi riconsegnate in classe con la possibilità di una menzione speciale per le classi che ne compileranno il maggior numero! La festa finale, prevista nel mese di novembre, con la presenza del Pirata ecoloogico per eccellenza, sarà l'occasione per comunicare la classifica e premiare (con un buono per materiale didattico per la classe prima classificata e dei cd di Capitan Eco per gli alunni delle prime 5) i vincitori!

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Dopo il successo dell'edizione 2017, torna "AmbientAzioni", il festival per bambini sulla sostenibilità ispirato all'Agenda ONU 2030 (SGDs), con eventi sui temi della raccolta differenziata, acqua, energia, alimentazione, clima, mobilità ed integrazione. L'edizione 2018 è stata aggiornata nella formula ed arricchita da nuovi spettacoli e laboratori che hanno ampliato l'offerta educativa e di intrattenimento. Lo start-up del festival 2018 è previsto per il 1° giugno 2018.

Laboratori e spettacoli animano la piazza di AmbientAzioni dove i bambini scoprono e sognano un mondo sostenibile. Infatti, intrattenimento e apprendimento si coniugano alla perfezione in una formula ideale da proporre in parchi, piazze, lidi, aree giochi e scuole.
Inoltre, grazie ad una formula innovativa e flessibile che permette di mixare tematiche ed eventi, è possibile costruire il proprio festival, scegliendo tra diversi laboratori, spettacoli ed intrattenimento da realizzare su una o più giornate.

Scoprite di più su www.ambientazioni.net

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rifiuti misti

La legge 27 dicembre 2017, n. 205 "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020" ha conferito all'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) la regolazione anche del settore rifiuti, con specifici compiti da esercitare con gli stessi poteri e quadro di principi finora applicati negli altri settori già di competenza dell'Autorità (elettricità, gas, sistema idrico integrato e teleriscaldamento), come fissati dalla propria legge istitutiva, Legge 14 novembre 1995, n. 481 "Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità".

La nuova agenzia ha assunto la denominazione di ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Il comma 527 della legge di Bilancio, al fine di migliorare il sistema di regolazione del ciclo dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati, individua le seguenti funzioni di regolazione e controllo:
a) emanazione di direttive per la separazione contabile e amministrativa della gestione, la valutazione dei costi delle singole prestazioni, anche ai fini della corretta disaggregazione per funzioni, per area geografica e per categorie di utenze, e definizione di indici di valutazione dell'efficienza e dell'economicità delle gestioni a fronte dei servizi resi;
b) definizione dei livelli di qualità dei servizi, sentiti le regioni, i gestori e le associazioni dei consumatori, nonché vigilanza sulle modalità di erogazione dei servizi;
c) diffusione della conoscenza e della trasparenza delle condizioni di svolgimento dei servizi a beneficio dell'utenza;
d) tutela dei diritti degli utenti, anche tramite la valutazione di reclami, istanze e segnalazioni presentati dagli utenti e dai consumatori, singoli o associati;
e) definizione di schemi tipo dei contratti di servizio di cui all'articolo 203 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
f) predisposizione ed aggiornamento del metodo tariffario per la determinazione dei corrispettivi del servizio integrato dei rifiuti e dei singoli servizi che costituiscono attività di gestione, a copertura dei costi di esercizio e di investimento, compresa la remunerazione dei capitali, sulla base della valutazione dei costi efficienti e del principio « chi inquina paga »;
g) fissazione dei criteri per la definizione delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento;
h) approvazione delle tariffe definite, ai sensi della legislazione vigente, dall'ente di governo dell'ambito territoriale ottimale per il servizio integrato e dai gestori degli impianti di trattamento;
i) verifica della corretta redazione dei piani di ambito esprimendo osservazioni e rilievi;
l) formulazione di proposte relativamente alle attività comprese nel sistema integrato di gestione dei rifiuti da assoggettare a regime di concessione o autorizzazione in relazione alle condizioni di concorrenza dei mercati;
m) formulazione di proposte di revisione della disciplina vigente, segnalandone altresi i casi di gravi inadempienze e di non corretta applicazione;
n) predisposizione di una relazione annuale alle Camere sull'attività svolta.

L'Autorità è un organo collegiale costituito dal Presidente e da quattro membri nominati con decreto del Presidente della Repubblica. La procedura di nomina prevede il parere vincolante, a maggioranza dei 2/3 dei componenti delle Commissioni parlamentari competenti, sui nomi proposti dal Ministro dello Sviluppo economico d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e approvati dal Consiglio dei Ministri. Questa procedura garantisce altissimo quorum di gradimento parlamentare, di fatto bipartisan.
I Componenti restano in carica 7 anni e nel corso del mandato, si applica loro un regime di incompatibilità con altre attività lavorative. Per i successivi due anni dalla cessazione dell'incarico i Componenti non possono intrattenere alcun rapporto di collaborazione, di consulenza o di impiego con le imprese operanti nei settori di competenza.
Le risorse per il funzionamento dell'Autorità non provengono dal bilancio dello Stato ma da un contributo sui ricavi degli operatori regolati.

Dopo l'attribuzione di queste nuove competenze sono stati avviati i primi interventi organizzativi e gestionali per far fronte al nuovo incarico, tra cui la creazione della direzione Ciclo dei Rifiuti Urbani ed assimilati.

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