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ricicloni 2017 campania

Si è svolta giovedì 30 novembre a Napoli la XIII edizione di Comuni Ricicloni Campania 2017 ed aumentano i Comuni che superano il 65% di raccolta differenziata. Nel dettaglio, per il 2016 il numero di Comuni che hanno raggiunto e superato la soglia del 65% di differenziata è salito a 227, per una copertura totale di 1.368.487 abitanti, in aumento del 15% rispetto allo scorso anno. Risultati che fanno della Campania di gran lunga, con il suo 51,6 % di raccolta differenziata, la più virtuosa dell'intero Mezzogiorno e con performance migliori anche di regioni del Centro-Nord. Tortorella (Sa), Sassano (Sa), Guardia Sanframondi (Bn), Monte di Procida(Na), Bacoli (Na), Pozzuoli (Na) sono i Comuni vincitori nelle sei categorie per numero di abitanti.

Tra i Comuni capoluoghi di Provincia, nessuno raggiunge la quota del 65% anche se alcuni sono molto vicini a tale soglia. La migliore performance spetta a Benevento con il 62%, segue Salerno con il 61%, Caserta con il 45%. Chiudono Avellino e Napoli con rispettivamente il 31,39% e 31,31 %.
La palma per il maggior numero di Comuni Ricicloni spetta alla Provincia di Salerno dove sono 86 le Amministrazioni comunali che hanno raggiunto il 65%, segue la provincia di Benevento con 53 e la Provincia di Avellino con 45 Comuni. Chiudono la provincia di Caserta con 25 e quella di Napoli con solo 18 Comuni.
Approfondendo l'analisi sulla produzione delle varie frazioni di rifiuto urbano, alla luce dei dati dell'osservatorio regionale, si evidenzia come la produzione procapite di frazione organica sia pari a 121 kg/anno (come la virtuosa Lombardia - 122 kg/anno) nettamente superiore rispetto alla media nazionale di 107 kg/anno. Ciò certifica la necessità di intervenire in maniera decisa sull'impiantistica sia di grande taglia (compostaggio, digestore con produzione di compost e biometano) che di piccola (autocompostaggio, compostaggio domestico e di comunità)

"L'economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri 227 Comuni Ricicloni. Oggi per entrare nell'Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania -. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono da preoccupazioni concrete ma che possono essere superate grazie ad un'alleanza di tutti gli attori dell'economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell'economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità".

"Come raccontiamo da qualche anno a questa parte la Campania è pronta a lasciarsi alle spalle la stagione dalla grave emergenza rifiuti e oggi con il 51,6% di raccolta differenziata è tra le regioni più virtuose del Mezzogiorno, con performances migliori di diverse regioni del Centro Nord – dichiara Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente -. In questi anni è cresciuta l'attenzione dei cittadini ai temi ambientali, e nel nostro Paese sono stati compiuti importanti passi avanti. L'Italia deve però lavorare per superare ostacoli non tecnologici che frenano l'economia circolare e chiudere con l'emergenza rifiuti. Purtroppo – conclude Ciafani – non vediamo ancora segnali univoci in questa direzione da parte delle istituzioni nazionali e locali. La Campania può fare da apripista nel Mezzogiorno, ma serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico da incenerimento aumentando quello da digestione anaerobica per produrre biometano, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime".

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La riduzione della Tassa Rifiuti per un albergo per continuata disfunzione nel servizio di raccolta è un obbligo di legge indipendente da una responsabilità del Comune nella mancata raccolta rifiuti.

La Sezione civile della Corte di Cassazione nell'ordinanza 27 settembre 2017, n. 22531 ha fissato un importante principio in materia di riduzione della Tarsu (articolo 59 del D.Lgs. 507/1993) valido anche in materia di TARI, la nuova tassa rifiuti in vigore dal 1° gennaio 2014 (introdotta dall'articolo 1, comma 639 della Legge 147/2013, la "Legge di Stabilità 2014).

I Giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso di un albergo di Napoli che chiedeva la riduzione della tassa rifiuti per una mancata erogazione del servizio continuata e non certo temporanea o imprevedibile. Viene stabilito che la riduzione del tributo per il servizio rifiuti è prevista dalla legge per il fatto oggettivo che il servizio istituito non venga espletato ed è irrilevante una eventuale responsabilità del Comune.
Secondo i Giudici la riduzione non opera quale risarcimento del danno da mancata raccolta rifiuti, e nemmeno come "sanzione" per il Comune inadempiente, bensì al diverso fine di ripristinare un equilibrio impositivo tra tassa che il Comune può pretendere e costi generali del servizio ancorché alterato. E questo senza che la tassa rifiuti perda la sua connotazione prettamente tributaria.

Va in proposito considerato che il sesto comma dell'articolo 59 del D.Lgs. 507/1993 esclude, in effetti, l'esonero o la riduzione dal tributo nell'ipotesi in cui l'interruzione del servizio di raccolta sia temporanea, e dovuta a motivi sindacali ovvero ad "imprevedibili impedimenti organizzativi". È dunque soltanto in tale situazione — di disfunzione temporanea — che può darsi ingresso ad una valutazione di imprevedibilità del disservizio e, per questa via, di non imputabilità dello stesso alla sfera tecnico-organizzativa dell'Amministrazione comunale.
Al contrario, in presenza di una situazione di disfunzione non temporanea, ma apprezzabilmente protratta nel tempo (qual è quella qui lamentata dall'albergo), la legge attribuisce all'utente – in presenza di una accertata emergenza sanitaria — la facoltà di provvedere a proprie spese fermo restando il diritto alla riduzione.

La previsione del regolamento comunale allora in vigore per l'applicazione della Tarsu, secondo cui il diritto alla riduzione non potrebbe trovare riconoscimento qualora il disservizio fosse determinato "da situazioni emergenziali legate alla saturazione degli impianti terminali di conferimento dei rifiuti solidi urbani" è stata ritenuta suscettibile di disapplicazione, in quanto illegittima per contrasto con la disciplina statuale.
Va ricordato come nel caso in oggetto, ai sensi dell'articolo 59 comma 4 del D.Lgs. 507/1993, se il servizio di raccolta, sebbene istituito ed attivato, non è svolto nella zona di residenza o di dimora nell'immobile a disposizione ovvero di esercizio dell'attività dell'utente o è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta ..., il tributo è dovuto in misura non superiore al 40 per cento della tariffa.

Oggi la TARI (articolo 1, comma 656 della Legge 147/2013) è dovuta "nella misura massima del 20 per cento della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente".
Nella stessa sentenza viene ritenuto infondato invece un altro motivo di ricorso relativo alla presunta illegittimità della previsione regolamentare di diversificazione tariffaria tra locali ad uso alberghiero e locali ad uso abitativo, ritenuta dall'albergo non assistita da adeguata motivazione, comportando l'applicazione di una tariffa ritenuta molto superiore alla reale produzione e quindi in violazione del principio Ue del "chi inquina paga".

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casalbuono big hanna
 
È stata inaugurata a Casalbuono, comune di 1.230 abitanti in provincia di Salerno, la compostiera di comunità "Big Hanna" che permetterà all’Ente di gestire in loco il rifiuto organico proveniente da raccolta differenziata. Il progetto è stato finanziato dalla Provincia di Salerno nell’ambito di un bando sulla riduzione dei rifiuti. 
 
Innovativa quindi la linea adottata dal Comune per cercare di abbattere i costi di trattamento dell’organico, in una Regione priva di impianti di compostaggio che costringe i Comuni a smaltire fuori Regione l’organico prodotto con costi di trasporto e smaltimento abnormi. Infatti, il Comune ha adottato un regolamento comunale che vedrà i cittadini sottoscrivere una convenzione con l’Ente impegnandosi alla pratica del compostaggio domestico o di comunità. In questo modo l’Ente conta di azzerare i costi di trasporto con ricadute positive sulla TARI. 
 
"E' stato un iter lungo ma alla fine con grande determinazione siamo riusciti a realizzare il progetto di compostaggio di comunità – ha affermato Attilio Romano, Sindaco di Casalbuono - nonché a dotare il Comune di un sistema di gestione dei rifiuti che ci consentirà di avere benefici economici ed ambientali. Piccole realtà come la nostra non possono permettersi elevati costi di gestione pertanto ben vengano soluzioni innovative che consentono di gestire in maniera economica e sostenibile i rifiuti che produciamo. Il compost che produrremo sarà riutilizzato nelle aiuole e giardini comunali. Inoltre abbiamo promosso il compostaggio domestico riconoscendo alle utenze il 10% di sconto sulla TARI". 
 
Una capillare campagna di comunicazione è stata realizzata sul territorio comunale per far conoscere ai cittadini gli obiettivi del progetto nonché fornire informazioni sul compostaggio domestico e di comunità e più in generale sulla corretta separazione dei rifiuti. Protagonista anche la scuola primaria cittadina con laboratori didattici e lezioni sul compostaggio. 
 
Il Comune di Casalbuono si aggiunge al Comune di Cuccaro Vetere (580 abitanti in prov. di Salerno) che già da tempo è dotato di compostiera di comunità.
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Esso si ispira al principio dell’economia circolare per la progettazione e la produzione di beni riutilizzabili e detta, quindi, disposizioni di riassetto della gestione dei rifiuti solidi urbani e di pianificazione regionale in materia di rifiuti speciali e per la bonifica dei siti inquinati, in coerenza con la normativa europea e con la legislazione statale. Il DDL fissa i principali obiettivi da raggiungere entro il 2020 che sono:
-       la raccolta differenziata al 65% per ciascuna frazione differenziata;
-       il 70% di materia effettivamente recuperata.
 
A tali fini, la Regione assicura, tra l’altro, incentivi economici e misure premiali sulla tariffa per i Comuni che fanno registrare i migliori risultati, favorisce progetti di riduzione degli sprechi alimentari, promuove lo sviluppo dell’impiantistica collegata al riuso e al riciclaggio, promuove la ricerca sul rifiuto residuale, favorisce i sistemi di raccolta differenziata che garantiscono la massima differenziazione dei rifiuti ai fini del loro riciclaggio e la migliore qualità delle frazioni raccolte separatamente, quali le raccolte domiciliari di tipo “porta a porta” o sistemi equipollenti.
 
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani, sono previsti gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO):
-       tre ATO per la Città Metropolitana di Napoli;
-       un ATO per ciascuna delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno.
 
Ciascun ATO può essere articolato in aree omogenee denominate Sub Ambiti Distrettuali (SAD). I Comuni dovranno aderire all’Ente dell’Ambito Territoriale in cui ricade il rispettivo territorio per l’esercizio in forma associata delle funzioni in materia di gestione del ciclo dei rifiuti. Il Piano d’ambito territoriale costituisce lo strumento per il governo delle attività di gestione per lo svolgimento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, in attuazione del Piano Regionale di gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani.
 
Altra novità è l’istituzione del "Sistema regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità ambientale della Regione Campania" (SIESARC), con l'obiettivo di promuovere il coordinamento, la qualificazione e la continuità delle attività di educazione alla sostenibilità socio-ambientale. È prevista la disciplina dei "Centri di informazione ed educazione alla sostenibilità ambientale della regione Campania" (CIESARC) che sono organizzati in rete a livello regionale e operano in prevalenza a livello comunale e intercomunale.
 
Sono previste azioni per la riduzione della produzione dei rifiuti, tra cui la pratica di compostaggio domestico e di compostaggio di comunità degli scarti alimentari e di giardinaggio;
 
Infine, dalla data di entrata in vigore della presente Legge è consentito ai Comuni di indire nuove procedure di affidamento dei servizi a condizione che siano conformi a quanto disposto dalla Legge e che prevedano la cessazione espressa ed automatica dell'affidamento a seguito dell'individuazione del nuovo gestore del servizio integrato da parte dell'Ente di Ambito.
 
Scarica qui il testo completo della Legge.
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flyersSannioStavolta non parliamo di sostenibilità ma di solidarietà. Lunedì 7 dicembre 2015 presso l'area fiera di San Giorgio del Sannio (BN) si svolgerà la kermesse di beneficenza "il Sannio sa remare". La serata servirà a raccogliere fondi per le famiglie colpite dall'alluvione di ottobre 2015 che ha devastato ampie aree della provincia di Benevento, con danni ingentissimi al territorio, alle persone ed al fragile tessuto produttivo.
 
Achab Med, che ha sede a San Giorgio del Sannio (Bn), e Achab Group sono tra gli sponsor dell'iniziativa e cercano in questo modo di far accenedere un po' i riflettori sulle enormi difficoltà che stanno vivendo i Comuni della provincia di Benevento colpiti dall'alluvione. 
 
Tanti gli artisti che interverranno alla serata che prevede momenti musicali, comici e gastronomici. Nella speranza che la terra del Sannio possa remare verso un futuro migliore con l'orgoglio e la determinazione che le sono tipici.
 
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logo-comuni-pozzuoliTra i numerosi esponenti di amministrazioni pubbliche virtuose, siamo riusciti a fare due chiacchere con il Sindaco di Pozzuoli, comune di 82 mila abitanti che nel panorama campano (e non solo...) eccelle per virtuosismo nell'ambito della raccolta differenziata.

Sindaco Figliolia, quali sono le ragioni del successo di Pozzuoli nella gestione dei rifiuti?

"Raggiungere l'80% di raccolta differenziata è stato un traguardo importante, perseguito grazie alla sinergia tra Comune, gestore del servizio - la De Vizia Transfer - ed i cittadini. Abbiamo creato un "sistema" virtuoso che in tre anni ci ha consentito di implementare un servizio di raccolta efficiente imperniato sulla raccolta differenziata".

Quali sono gli obiettivi futuri dell'Amministrazione comunale?

"Sicuramente consolidare il risultato raggiunto e migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini. Pozzuoli ha un flusso turistico importante che ci vede impegnati h24 nel mantenere un decoro urbano all'altezza della vocazione ricettiva della città. In quest'ottica stiamo lavorando affinché il tempo di esposizione su suolo pubblico delle varie frazioni di rifiuti differenziati sia il minore possibile nonché rafforzare il servizio di spazzamento stradale. La cura dei dettagli del servizio di igiene urbana è un fattore importante che va perseguito con determinazione. Inoltre, Stiamo lavorando ad una razionalizzazione del servizio nel suo complesso che ci possa consentire un'ottimizazione dei costi con ricadute positive sulla tassa a carico degli utenti".

Cosa può fare la Regione Campania per migliorare le performance dei Comuni nella gestione dei rifiuti?

"Credo nelle piccole aggregazioni dei Comuni nella gestione dei rifiuti con l'obiettivo di offrire un servizio efficiente ed a costi contenuti. Inoltre diventa strategica la necessità di avere impianti di compostaggio per il trattamento della frazione organica, in modo da evitare lunghi e costosi trasporti per smaltire tale frazione".

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ricicloni campaniaInteressanti i risultati emersi quest'anno dal decennale rapporto Comuni Ricicloni Campania: i comuni ricicloni regionali, ossia quelli che hanno superato il 65% di raccolta differenziata, sono stati 143, a fronte degli 83 dello scorso anno. Se si considerassero poi tutti i comuni con la raccolta differenziata superiore al 55% si arriverebbe a 230 comuni virtuosi, poco più del 65% dei comuni campani.
Non solo, secondo l'ultimo rapporto ISPRA, in materia di raccolta differenziata il dato aggregato regionale è per certi aspetti sorprendente: Campania batte Toscana 44% a 42%.

Il vincitore assoluto fra i Comuni campani è Sassano (SA) e, per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, vince Salerno con il 65% di raccolta differenziata seguita da Benevento con il 64%. Avellino si piazza al terzo posto con il 55%, Caserta al quarto con il 45% e chiude la classifica Napoli con il 21% di raccolta differenziata.

Anche Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, commenta i risultati della Campania: "Nel decennale di Comuni Ricicloni Campania questi risultati dimostrano che insistere sulla strada della raccolta differenziata e del suo riciclaggio, stimolando e supportando le amministrazioni locali e sensibilizzando i cittadini, è stata una scelta vincente. Esiste un Campania Riciclona, radicata, che si consolida in quantità e qualità, e che ha ormai superato regioni come la Toscana considerate una volta virtuose ma ormai ferme da tempo. Non sono eccezioni, non sono amministrazioni eroiche. Sono ormai l’ordinarietà di questa regione, e la dimostrazione concreta che se si lavora con continuità, condivisione e corresponsabilità i risultati arrivano, nonostante l'inadeguatezza impiantistica. I prossimi, importanti, obiettivi - conclude Ciafani - sono la realizzazione degli impianti per l'organico differenziato e la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti, entrambi complessi ed affascinanti, come tutte le sfide che abbiamo accettato in questi anni.”

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La Giunta regionale ha approvato la proposta di legge in tema

La Regione Campania compie un altro importante passo nell’organizzazione di un sistema di gestione dei rifiuti in linea con le normative vigenti e che rappresenti una netta frattura rispetto alle criticità emerse in modo evidente negli anni precedenti.
L’approvazione da parte della Giunta regionale della proposta di legge per il riordino del sistema gestionale dei rifiuti rappresenta il punto di partenza del processo di riordino dell’intero ciclo. Essa trasferisce ai Comuni la competenza esclusiva gestionale di tutte le parti del sistema, dal prelievo e trasporto dei rifiuti al loro smaltimento finale, così come ha stabilito definitivamente la normativa statale.  Così l’Assessore all’Ambiente Giovanni Romano, che illustra le caratteristiche principali contenute della proposta di legge.
 
Si propone – dice Romano - di suddividere il territorio regionale in 7 Ambiti Territoriali Ottimali: 4 di questi ATO coincidono con i confini amministrativi delle Province di Avellino, Benevento, Salerno e Caserta. Per la provincia di Napoli, il cui bacino di utenza è nettamente più vasto, in attesa della definizione dell’Area Metropolitana, è stata prevista la suddivisione del territorio in tre ATO, ognuno dei quali costituisce un bacino di circa un milione di abitanti. All’interno di ogni ATO è stata poi operata un’ ulteriore suddivisione in base alle peculiarità territoriali e sono stati individuati 35 Sistemi Territoriali Operativi (STO), aree geografiche omogenee per quantitativi di rifiuti prodotti, densità abitativa, caratteristiche morfologiche e possibilità di utilizzo degli impianti. I Comuni, dunque, svolgeranno le funzioni di organizzazione del servizio loro attribuite dalla legge, in forma obbligatoriamente associata: toccherà alle Conferenze d’Ambito (enti di governo degli ATO) pianificare il servizio, attuarlo e determinare la tariffa. I Comuni dovranno rispettare una tempistica molto stringente per decidere l’adozione della soluzione organizzativa ritenuta più idonea ed efficace.
 “E’ un'ipotesi di legge regionale che, in coerenza con la normativa statale sulle competenze e sui servizi pubblici locali, lascia ai Comuni la massima libertà di organizzazione del ciclo, senza imporre modelli calati dall’alto e rispettando la forte eterogeneità territoriale della Regione. Occorre però rispettare i tempi stabiliti per le decisioni e la conclusione dei processi amministrativi e, nello stesso tempo, rispettare gli obiettivi posti dalla legge in materia di raccolta differenziata, riduzione dei rifiuti, riutilizzo e miglioramento della qualità delle raccolte per ridurre le quantità da smaltire. Sotto questo punto di vista, l’autonomia decisionale dei sindaci deve necessariamente coniugarsi con il principio della responsabilità istituzionale considerato che i Comuni, per legge, sono gli unici soggetti preposti a gestire tutte le fasi del ciclo”, conclude l’assessore.

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Fra le buone pratiche citate anche il progetto alcotra “R2D2”

In linea con quanto disposto dall’art. 180 del D.Lgs 152/2006 e ribadito dal Programma Nazionale, la Giunta Regionale della Campania ha approvato il Piano per la Riduzione dei Rifiuti, che agirà soprattutto a monte della filiera di produzione dei rifiuti stessi. Il Piano individua 14 azioni e definisce in 30.000.000,00 di euro la dotazione economico‐finanziaria necessaria per la sua attuazione.

Le azioni inserite individuano interventi precisi e definiscono anche le priorità temporali con le quali la Regione punta a svilupparli. Per la riduzione della parte umida, fra i primi interventi individuati, la Regione erogherà contributi ai Comuni con popolazione inferiore ai 30mila abitanti per l’acquisto di attrezzature finalizzate al compostaggio di prossimità o attraverso l’ottimizzazione della gestione delle mense pubbliche. Per quanto riguarda la carta, invece, si punta ad una dematerializzazione importante negli uffici pubblici. Non mancano naturalmente azioni rivolte alla riduzione degli imballaggi per i cibi solidi e liquidi incoraggiando la distribuzione di prodotti sfusi e il riutilizzo dei contenitori. Un aspetto rilevante anche dal punto di vista sociale ed educativo è, infine, il contenimento ed il recupero delle eccedenze alimentari.

Con riferimento alla valutazione dell’efficacia e alla sostenibilità delle buone pratiche di minimizzazione operate in altri contesti, il Piano Regionale definisce come estremamente significativi i risultati del progetto italo‐francese R2D2 ‐ Riduzione Raccolta Déchets de Demain, coordinato da Achab Group per la parte di comunicazione e da Corintea Soc. coop. per la parte tecnico/amministrativa.
Il progetto, inserito nel Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg ALCOTRA approvata e finanziata dall’Unione Europea nel giugno 2009, nasce per potenziare lo scambio di esperienze e l’attuazione di modelli e strumenti per migliorare la politica locale di minimizzazione dei rifiuti urbani.

Sulla base della proficua collaborazione la partership italiana, composta dai Consorzi CISA di Ciriè, CCA di Ivrea, COSRAB di Biella, dall’ex Comunità Montana del Giovo e  dalla Regione Piemonte, e quella francese, composta da Pays Sisteronais Buech e dall’associazione Gesper, si sono ritrovate ed hanno avviato il nuovo progetto C3PO, prosieguo della precedente esperienza e sperano possa diventare anch’esso punto di riferimento fra le buone pratiche in tema.

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Moio della Civitella (SA) gestisce in autonomia il compostaggio

Nel Comune di Moio della Civitella, 1.800 abitanti in provincia di Salerno, è stato attivato uno dei primi progetti al Sud Italia di gestione a km zero del rifiuto organico. Infatti la compostiera collettiva Big Hanna consente di trattare il loco il rifiuto organico prodotto integrandosi perfettamente con la raccolta “porta a porta” di tutte le frazioni merceologiche consentendo al Comune di superare il 70% di raccolta differenziata

Secondo gli ultimi dati ISPRA, il rifiuto organico rappresenta in Italia il 40,2% sul totale delle raccolte differenziate. La gestione e la valorizzazione di questo rifiuto rappresentano quindi due elementi fondamentali nella complessa ricerca dell’equilibrio fra sostenibilità ambientale ed aumento della raccolta differenziata.
Il sistema progettato a Moio della Civitella è in linea con le disposizioni regionali in materia di compostaggio e prevede una perfetta integrazione fra compostaggio domestico e collettivo attraverso l’attivazione, presso l’isola ecologica comunale, del compostatore elettromeccanico Big Hanna T240, la macchina più grande della sua gamma installata in Italia fino ad oggi con una capacità di trattamento di 62 tonnellate/anno. Il Comune raccoglie il rifiuto organico dalle utenze che non possono effettuare il compostaggio domestico e lo conferisce direttamente all’Isola Ecologica ove è posizionata la compostiera collettiva.
I cittadini che hanno disponibilità di uno spazio verde sono incentivati a compostare autonomamente gli scarti biodegradabili da cucina e da sfalci verdi. In questo modo il Comune riuscirà a trattare in loco tutto il rifiuto organico prodotto con l’azzeramento dei relativi costi di trasporto e smaltimento.
Il rifiuto organico a causa della sua putrescibilità, è il primo responsabile della produzione di percolato e delle emissioni di gas serra dalle discariche. Il compostaggio consente, invece, di trasformare questo materiale in compost, riutilizzandolo in loco e attivando un ciclo virtuoso, sostenibile e perfettamente naturale. 

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