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Arzachena notes
 
Dal 1° novembre 2016 il comune di Arzachena procederà, in collaborazione con Ciclat Ambiente e Trasporti e S.C.E.A.S.ad un ammodernamento nel sistema di raccolta dei rifiuti. Tale sistema sarà dunque implementato notevolmente per un miglioramento generale dei servizi ambientali, che costituisce l'obiettivo che l’amministrazione Comunale si è dato nei mesi scorsi e che, una volta raggiunto, cercherà di portare anche vantaggi economici oltre a quelli strettamente ambientali.
 
Il fulcro del cambiamento è costituito da un nuovo calendario di raccolta porta a porta con nuove frequenze e da nuovi contenitori con trasponder, che permetteranno un’ottimizzazione dei servizi e una rendicontazione dei passaggi puntuale
 
Il nuovo servizio di raccolta, così come impostato quindi, porterà con sè importanti vantaggi:
- aumento della qualità e della quantità della raccolta differenziata, con il conseguente recupero di materiali e risorse che possono essere riutilizzati;
- una riduzione dei rifiuti residui non riciclabili;
- maggiore pulizia e decoro della città.
 
Per le utenze che hanno esigenze particolari è prevista una consegna a domicilio. Per le utenze non domestiche inoltre è previsto un sopralluogo preliminare per definire la dotazione dei contenitori e la posizione dell’esposizione per lo svuotamento e, infine, la relativa consegna.
 
La campagna di comunicazione mirata prevede 4 stand informativi oltre che 2 incontri pubblici per spiegare alla cittadinanza i cambiamenti.
Per i residenti nella zona dell’Agro, in cui la raccolta viene fatta attraverso l’uso di isole ecologiche dedicate, è prevista entro fine anno una campagna per il compostaggio domestico, alternativo alla raccolta della frazione umida. Verranno consegnate le compostiere e si terrà un corso di conpostaggio ad hoc per diffondere le buone regole di questa ottima pratica di riduzione dei rifiuti.
 
L’Amministrazione Comunale di Arzachena, da un punto di vista strettamente normativo, ha dunque iniziato a rafforzare le modalità di attuazione del conferimento e della raccolta dei rifiuti, muovendo i primi passi in direzione della regolarizzazione dei servizi offerti. In questo senso, con le Ordinanze numero 43 e numero 44 del 17.05.2016, in attesa di produrre un più completo regolamento, si è posta come ulteriore obiettivo molto importante quello di stabilire con ancora maggiore forza le regole della raccolta dei rifiuti.
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RdMinAmb2016
 
Un Decreto del ministro dell’Ambiente pubblicato il 24 giugno in Gazzetta Ufficiale (DM Ambiente 26/05/16) introduce finalmente linee guida per un metodo di calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, omogeneo a livello nazionale.
Il decreto, che attua l’articolo 32 del Collegato Ambientale, è finalizzato a permettere un reale confronto dei risultati tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale e tra i Comuni, calibrando i tributi comunali a seconda dei livelli di raccolta raggiunti e certificati dalle Regioni.
 
I contenuti delle linee guida sono da intendersi come disposizione alle quali le singole Regioni si attengono nella formulazione del proprio metodo per calcolare e verificare le percentuali di raccolta differenziata. 
Una prima novità (almeno rispetto ai metodi utilizzati attualmente in alcune Regioni), è quella di considerare nel calcolo tutti i rifiuti raccolti separatamente, anche tramite conferimento nei centri di raccolta comunali.
Tra i rifiuti considerati sono compresi anche quelli da costruzione e demolizione, purché provenienti da piccoli interventi di rimozione effettuati direttamente dal conduttore della civile abitazione. In particolare va sottolineato come su questa tipologia di rifiuti (cosiddetti “inerti”) è possibile che si creino, così come da sempre succede con gli scarti verdi, evidenti disparità delle quantità computate nei vari territori, in funzione della più o meno grande severità nell’assimilazione e nel relativo controllo.
 
La novità più significativa è sicuramente la possibilità di conteggiare il compostaggio domestico nella raccolta differenziata. E’ una lunga diatriba, dato che si tratta di una tipica azione di prevenzione e come tale non veniva presa in considerazione nella classica formula che si basava sui flussi di rifiuti raccolti.
Il Ministero ha deciso che si possa tener conto degli effetti di questa pratica anche nel calcolo della % di raccolta differenziata, ma  solo nei comuni che abbiano disciplinato questa attività e che possano quindi garantire la tracciabilità e il controllo. Nasce quindi per tutti quelli che non l’abbiano già fatto, l’esigenza di istituire l’Albo Compostatori, anche per ottemperare a quanto previsto dell’art. 37 del c.d. Collegato Ambientale, il quale prevede che”…  alle utenze domestiche che effettuano compostaggio aerobico individuale per i propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino è applicata una riduzione della tariffa dovuta per la gestione dei rifiuti urbani”. Inoltre, ai fini del controllo, vi è anche l’esigenza di attuare delle iniziative “stabili” di monitoraggio, come d‘altronde le buone pratiche insegnano.
 
Sulla modalità di valutazione dei rifiuti evitati con il compostaggio domestico, il Decreto prevede un calcolo basato sulla “volumetria installata". Infatti invece di fare riferimento a valori procapite medi, testati da indagini svolte in alcune Regioni (Veneto, Piemonte ecc.), si fa riferimento alla volumetria delle compostiere assegnate, ad una densità del rifiuto e ad un tempo di trasformazione medio (90 giorni). Spesso però la fornitura delle compostiere è “forfettaria” (l’ente che acquista lo fa sulla base di un modello scelto in fase di gara od a priori) e quasi mai “personalizzata” ed inoltre il ciclo di trasformazione e maturazione avviene in tempi più lunghi: 9-12 mesi. Va anche considerata la quota garantita dalle operazioni di compostaggio realizzate con attrezzature “fai da te” ed in cumulo o buca.
 
Dalla riflessione sul metodo definito dal Ministero si conferma in generale il fatto che questo indicatore, pur importantissimo, va sempre analizzato in parallelo ad altri, in primo luogo la quantità di rifiuto indifferenziato residuo (peraltro anch’esso soggetto a grande variabilità in funzione di elementi socio-economici), al fine di valutare la “bontà” del sistema ed attuare meccanismi di incentivazione/penalizzazione.
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 notes-abruzzo

Dopo una lunga gestazione (Bandi emanati nel giugno 2013 e progetti presentati alla fine dello stesso anno) progressivamente stanno diventando operative le azioni previste dal PAR FAS Abruzzo 2007-2013 – Linea di Azione IV 1.2a. Intervento 3 - Programma di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti.
Esse riguardavano la DGR 418 (Azioni innovative orientate alla prevenzione ed alla riduzione della produzione di rifiuti, quali compostaggio domestico, mercati del riuso, pannolini lavabili ecc.) e la DGR 420 (realizzazione di progetti finalizzati alla diffusione di servizi di raccolta differenziata secondo sistemi domiciliari basati prioritariamente sulla separazione delle frazioni secco-umido e finalizzati alla promozione e diffusione di buone pratiche ambientali).
Le spese ammissibili erano l’acquisto di attrezzature, acquisto di materiale e servizi per azioni di comunicazione e progettazione, con delle percentuali limite.
Il Comune di Tollo (CH), ad esempio, sta attuando una campagna di promozione dell’autocompostaggio, articolata attraverso la distribuzione di materiale informativo (opuscolo con istruzioni sul tecnico-pratiche) la realizzazione di un corso rivolto ai cittadini e la realizzazione di attività di “animazione”.
Quest’ultima viene realizzata attraverso la rete “Amici del Riciclo”, che garantisce il sostegno ai cittadini coinvolti in questa pratica in fase di consegna delle compostiere e messa in funzione, nonché l’effettuazione di visite domiciliari ed attività promozionali specifiche presso scuole o comunità.

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27 maggio

Il 19 aprile scorso è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale il DPCM del 7 marzo 2016: “Misure per la realizzazione di un sistema adeguato e integrato di gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, ricognizione dell'offerta esistente ed individuazione del fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica di rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni”. 

Il decreto si prefigge di prevenire e ridurre gli effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana derivanti dalla gestione dell'organico, e di raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Unione europea in tema di riciclaggio e di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti biodegradabili. A tal fine il decreto detta le principali definizioni in materia e indica le necessità impiantistiche per la corretta gestione della frazione organica raccolta in maniera differenziata.
Nello specifico (per ciascuna regione) il decreto:

  • riepiloga gli impianti di recupero dell'organico;
  • individua il fabbisogno teorico di trattamento dell'organico;
  • individua il fabbisogno residuo di impianti di recupero.

Va sottolineato come si sia ritenuto necessario considerare nella ricognizione dell'offerta esistente anche gli impianti che trattano solo verde e di non sottrarre alla capacità degli impianti una quota del 30% pari al materiale strutturante (ritenuto anch’esso di origine urbana). In effetti l’indicatore utilizzato per la stima dei fabbisogni (pari a 110-130 kg/ab. anno), corrisponde all’insieme di frazione umida e frazione verde.
Non si sono invece considerati gli impianti con capacità autorizzata minore di 1000 tonnellate/anno, in quanto non sempre ufficialmente censiti e non sempre realmente operativi.

Le Regioni pienamente autosufficienti risultano essere il Veneto, il Friuli V.G., l’Umbria, la Sardegna. Anche Valle d’Aosta risulta pienamente autosufficiente, ma in questo caso la stima congiunta di fabbisogni ed impiantistica per frazione umida e verde non considera che l’impianto esistente tratta solo la frazione verde e la frazione umida deve essere trattata fuori regione.
In valore assoluto le Regioni a maggiore deficit, in ordine decrescente, sono la Campania, la Sicilia, il Lazio, la Lombardia, la Liguria, la Calabria.
La Basilicata non ha impianti inseriti nella ricognizione.

Infine va evidenziato come il decreto sottolinei in premessa che le Regioni possono attuare politiche di prevenzione che riducono la produzione di rifiuti organici e quindi il fabbisogno di impianti di trattamento di tale frazione del rifiuto, in conformità con il principio di prossimità (politiche incentivanti per il compostaggio domestico e altre forme di compostaggio sul luogo di produzione). Tra l’altro, ancora in premessa, si evidenzia come, ai sensi della decisione della Commissione n. 2011/753/UE del 18 novembre 2011, anche il compostaggio domestico dei rifiuti può essere conteggiato ai fini del raggiungimento dell'obiettivo di riciclaggio del 50% (art. 181, comma 1 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i.).

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NEWSLETTER COVARSilenzio! Entrano in classe raccolta differenziata, riciclo, riduzione e riuso!
E’ partito infatti mercoledì 10 Febbraio il progetto di educazione ambientale “La differenza si fa a scuola”, promosso da COVAR14 (Consorzio di Bacino di 19 comuni nell'area sud ovest di Torino) in collaborazione con Achab Group.
 
Il progetto (che durerà circa 3 mesi) prevede lezioni e giochi in classe a tema generale 4R (raccolta differenziata, riciclo, riduzione e riuso) e laboratori teorico/pratici di compostaggio domestico per scuole primarie e secondarie inferiori, più visite ad impianti di riferimento (termovalorizzatore TRM di Torino ed ecocentri consortili) riservate a scuole secondarie (inferiori e superiori).
 
Imponente l’adesione, con 152 classi iscritte appartenenti a 11 comuni e 20 Istituti Comprensivi tra lezioni e laboratori di compostaggio a cui si aggiungono 17 classi delle scuole superiori di due istituti (Majorana di Moncalieri e Maxwell di Nichelino) per le visite agli impianti, per un totale di circa 4.000 studenti coinvolti!
 
Il COVAR14 continua così la propria tradizione di coinvolgimento delle nuove generazioni come elemento cardine per la futura gestione sostenibile del proprio territorio.
 
Previsti anche dei materiali da lasciare come eredità alle classi: tre tipologie di schede didattiche a tema per insegnanti, pieghevoli sugli imballaggi e un opuscolo a 16 pagine per i partecipanti alle lezioni in classe, oltre a pieghevoli specifici per chi partecipa ai laboratori di compostaggio.
 
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serr1Laboratori didattici per ragazzi ed un seminario per adulti nella sede di ATA, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, hanno concluso un anno dedicato proprio alla riduzione dei rifiuti organici conferiti in discarica.
 
La Società Multiservizi di Savona ATA ha accolto 150 ragazzi, studenti delle classi degli Istituti scolastici della scuola primaria Mazzini (3^A, 3^B e 3^C) e De Amicis (2^A, 2^C e 3^D). I laboratori hanno avuto l’obiettivo di impartire nozioni utili per imparare e sperimentare l’arte di compostare anche in piccoli spazi. Infatti il compostaggio domestico rappresenta un processo naturale che consente di ricavare terriccio di buona qualità da scarti organici (avanzi di cibo, frutta, verdura) e del giardino (erba, fogliame, fiori).
 
“Abbiamo coinvolto circa 150 bambini delle scuole elementari all’interno dell’iniziativa inserita nell’ambito della Settimana Europea per la Rduzione dei Rifiuti – afferma la presidente ATA, Sara Vaggi – ed abbiamo insegnato loro i principi per la costruzione di una compostiera fai da te, così da poterne poi costruire assieme ai genitori una per la loro casa. Nell’occasione hanno avuto modo di capire a cosa serve e come utilizzarla: si tratta di un oggetto che serve per chi ha un giardino per produrre il compost e per alimentare le piante domestiche”.
 
Il seminario sul compostaggio domestico destinato agli adulti ha poi concluso la serie di oltre 20 incontri realizzati nel corso dell'anno e dedicati all'introduzione dei servizi di raccolta del rifiuto umido organico di prossimità. L'impegno in comunicazione realizzato tramite la consegna a domicilio dei kit per la raccolta e agli approfondimenti tramite le serate sta generando un incremento dei risultati con una raccolta ad oggi di buona qualità.
“Visto che il corso coincide con l'avvio della raccolta della frazione umida dei rifiuti urbani, allargata ormai alla quasi totalità della città, é auspicabile che la cittadinanza partecipi alle iniziative di promozione del compostaggio, che non é soltanto un impegno ma offre una serie di vantaggi sia in termini economici che ambientali, non soltanto per sé stessi ma per il bene comune” sottolinea ATA, invitando i cittadini a partecipare.
 
Infatti, l’esperienza del laboratorio di compostaggio si ripeterà con le stesse modalità anche il 15 gennaio e il 25 marzo 2016.
 
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formula regione venetoLa percentuale di raccolta differenziata rappresenta uno dei principali indicatori di riferimento per la definizione dello stato di gestione dei rifiuti urbani. La normativa italiana impone che la metodologia ed i criteri di calcolo della % di Raccolta Differenziata (RD) vengono stabiliti con apposito decreto del Ministero dell’Ambiente, ad oggi però non ancora emanato (Art. 24 comma 2 D.Lgs 22/97, sostituito dall’art. 205 comma 4 D.Lgs 152/06).
 
L’Osservatorio Regionale Rifiuti (ORR) del Veneto ha adottato un metodo di calcolo per valutare la situazione della raccolta differenziata nella propria regione. Il criterio risponde alle indicazioni fornite a livello nazionale da ISPRA e alle disposizioni della Giunta Regionale riguardanti la definizione delle frazioni oggetto di raccolta differenziata sul territorio regionale. Fino all’annualità 2013, il metodo di calcolo utilizzato per le pubblicazioni periodiche riguardanti la produzione di rifiuti urbani faceva riferimento a quanto previsto dalle DGRV n.3918/02, DGRV n.511/04 e DGRV n.769/05. 
 
A partire dall’anno 2015 viene applicato, ai dati dell’anno 2014, il metodo di calcolo approvato con DGRV n. 288 del 28 marzo 2014. Le modifiche introdotte hanno la finalità di promuovere il recupero di materia, conteggiando nella % di RD, oltre alle raccolte differenziate classiche, anche frazioni storicamente avviate a smaltimento come lo spazzamento e gli ingombranti, qualora avviati a recupero di materia. Di contro, in linea con la volontà di evidenziare non solo il raccolto ma anche ciò che effettivamente può essere recuperato, ossia valorizzare la qualità dell’intercettazione, le frazioni che presentano perdite significative nei processi di selezione (essenzialmente il multimateriale) vengono valutate al netto degli scarti.
 
Vengono quindi inclusi nella raccolta differenziata:
* il rifiuto multimateriale raccolto al netto degli scarti,
* lo spazzamento avviato a recupero al netto degli scarti,
* i rifiuti ingombranti avviati a recupero al netto degli scarti.
 
La formula è quella visibile nell’immagine, dove:
RD = Somma in peso di tutte la frazioni oggetto di Raccolta Differenziata, inclusi i rifiuti assimilati agli urbani, avviate ad impianti di recupero e tipicamente rappresentate da:
* frazione organica (residui alimentari, scarti di cucina e verde);
* imballaggi (carta, plastica, vetro, legno, metallo). Tale quota include anche la raccolta multimateriale al netto delle frazioni estranee; i valori di riferimento per gli scarti sono il 15% per Vetro-metalli, il 27% per Vetro-plastica-metalli, il 24% per Plastica-metalli ed il 16% per Carta-plastica-metalli;
* altre tipologie di rifiuti di carta (CER 200101);
* rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di origine domestica;
* abiti usati e rifiuti tessili;
* rifiuti particolari (pile e accumulatori, farmaci scaduti, contenitori T/F, inchiostri, vernici, oli, altri rifiuti urbani pericolosi);
* altre tipologie di rifiuti urbani avviate a recupero (rottami ferrosi, legno, plastica….):
SR = Rifiuti da pulizia delle strade avviati a recupero al netto degli scarti, questi ultimi considerati pari al 45%;
IngR = Rifiuti ingombranti avviati a recupero al netto degli scarti, questi ultimi considerati pari al 70%.
RUTOT = Rifiuto urbano totale, sommatoria delle frazioni di rifiuti urbani raccolti, comprensivo degli “scarti” o frazioni estranee presenti prima della loro selezione.
 
Le Amministrazioni Comunali/Consorzi che ritengono di aver recuperato quantitativi maggiori di ingombranti, spazzamento e/o multimateriale possono richiedere questo riconoscimento trasmettendo apposita modulistica all’Osservatorio Regionale Rifiuti.
 
La DGRV n. 288/2014 riporta inoltre il nuovo metodo di calcolo della percentuale di raccolta differenziata ai fini del pagamento dell’ecotassa (%RDE) che viene applicato ai comuni che nell’anno di riferimento hanno conferito direttamente in discarica i rifiuti urbani (CER 200301 e tutti i rifiuti con CER di cui al capitolo 20) e che non hanno superato il 65% di raccolta differenziata (obiettivo massimo fissato dall’art. 44 della L.R. 3/2013). Tale calcolo prevede agevolazioni per le amministrazioni che adottano il compostaggio domestico e che sono soggette ad elevati flussi turistici.
Va sottolineato come per il riconoscimento della quota relativa al compostaggio domestico, deve esserci il rispetto di 3 condizioni:
* deve essere stata stipulata una specifica convenzione, la quale deve riportare esplicitamente l’impegno dell’utente a compostare autonomamente e l’accettazione incondizionata alla verifica e al controllo, da parte di soggetti incaricati dall’Amministrazione, sulla effettiva pratica del compostaggio domestico, pena la decadenza dall’eventuale beneficio economico concesso;
* la destinazione al CD deve riguardare tutta la frazione organica (+ verde al centro di raccolta)
* devono essere attivati i relativi controlli.
In fase di prima attuazione viene assunto per ogni cittadino una produzione giornaliera media pari a 0,25 kg/(ab x giorno). L’Osservatorio Regionale sui Rifiuti può, sulla base di rilevazioni e campagne di monitoraggio, variare tale coefficiente.
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chalet compostaggio Lemie 2Tra i protagonisti della kermesse di Rimini, anche il compostaggio. Nel convegno “Il compostaggio a piccola scala” infatti (a cura di ENEA e con la partecipazione del Consorzio Italiano Compostatori) si è parlato dunque di tale pratica in “versione piccole dimensioni” (domestico o di comunità) e di come esso integri il sistema di raccolta. Dalle esperienze di Albi Compostatori Comunali piuttosto che di compostatori di comunità (come ad esempio Big Hanna) nascono quesiti tecnici e normativi su monitoraggio, sgravi tariffari ecc.
 
Sotto la conduzione di Marco Ricci di CIC in teamwork con Piergiorgio Landolfo di ENEA si sono succeduti, in una sala che ha fatto fatica a contenere l'audience, gli interventi di Ramon Plana (BT, ISWA) sul compostaggio di comunità nei Paesi Baschi, di Paola Zitella (Envipark) e Michele Giavini (CIC) sul progetto SCOW, di Marco Ricci stesso (CIC) sempre a tema compostaggio di comunità, di Vincenza Di Malta (Roma Città Metropolitana) sul progetto Compostiamo, di Piergiorgio Landolfo (ENEA) sullo stato dell’arte del compostaggio collettivo, di Leopoldo D’Amico (AMA Roma) sulla rete di compostatori della capitale e di Riccardo Marchesi (Achab Group) sul progetto transfrontaliero di riduzione dei rifiuti C3PO.
 
Gli aspetti salienti emersi dalla sessione si possono così riassumere:
1. Il compostaggio di comunità è una risposta al problema della gestione della componente organica dei rifiuti urbani che si va diffondendo in diverse realtà europee. Sotto questo nome sono raggruppate iniziative molto differenti, sia in termini di tecniche e tecnologie, sia in termini di capacità di trattamento.
2. Tutte le varie soluzioni possono offrire risultati adeguati, purchè siano presenti i fattori chiave di successo: chiarezza degli obiettivi, volontà "politica", coinvolgimento e responsabilizzazione degli utenti e degli "attori" coinvolti (in molti casi anche volontari), grande attenzione alla conduzione del processo, assistenza tecnica qualificata, comunicazione efficace, monitoraggio costante.
3. Nell'ambito delle strategie di gestione dei rifiuti il compostaggio di comunità deve considerarsi complementare rispetto al compostaggio individuale ed al compostaggio industriale , andando a collocarsi in quelle situazioni territoriali disperse dove la classica filiera raccolta differenziata/trattamento centralizzato richiede costi operativi eccessivi o dove sia necessario offrire risposte di trattamento in tempi brevi, in attesa della realizzazione o del completamento di una rete impiantistica adeguata.
4. A questo proposito appare opportuna sia la definizione normativa, contenuta nel Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, di prossima approvazione, sia la semplificazione autorizzativa, nella quale comunque devono essere ben individuate responsabilità e standard di processo/prodotto.
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big hanna masserano“Eccovi le chiavi e buon divertimento”. Sono partiti nella frazione Rongio Superiore di Masserano (Biella) i conferimenti diretti di residuo organico (“umido”) dei cittadini nella compostiera elettromeccanica Big Hanna, la quale provvederà, tra qualche tempo e, sotto la supervisione dei tecnici del Comune e del Consorzio COSRAB, a fornire il primo compost da mettere a disposizione della cittadinanza.

 

Proprio con il supporto di COSRAB (Consorzio Smaltimento Rifiuti Area Biellese) e nell’ambito del progetto transfrontaliero C3PO per la riduzione dei rifiuti (Alcotra Italia-Francia, 2007-2013) a Rongio Superiore non solo è stata messa a disposizione una macchina Big Hanna per i residui organici degli abitanti ma sono state riorganizzate le raccolte differenziate e creata un’area ecologica videosorvegliata ad esclusivo uso dei residenti locali, con tanto di chiave d’accesso.

 

Un cambiamento ben accettato dalla comunità locale (circa 80 famiglie tra residenti fissi e seconde case) che servirà soprattuto a migliorare la qualità della raccolta differenziata e ad evitare gli abbandoni a fianco dei cassonetti che sempre hanno disturbato la tranquilla quotidianità di questo borgo biellese.

 
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CogoletoL’Istituto comprensivo di Cogoleto in provincia di Genova compie un importante passo verso la riduzione del proprio impatto ambientale. Durante il mese di ottobre 2014, è stata infatti consegnata e avviata una compostiera Big Hanna modello T60 corredata di Biofiltro, che è stata posizionata nel cortile interno adiacente al refettorio scolastico ed alle cucine dove vengono preparati i pasti. 

Con questa compostiera elettromeccanica, gli scarti organici derivati dalla preparazione e dal consumo dei 450 pasti settimanali, consumati dagli alunni della scuola d'infanzia e della scuola primaria, saranno trasformati in terriccio fertilizzante. La Big Hanna di Cogoleto sarà in grado di trattare mediamente circa 25 kg di scarti organici giornalieri, per un totale di circa 18 t/anno.
Gli elementi positivi di questo progetto non si limitano alla valenza ambientale ed educativa dell'intervento ma è importante sottolineare che questa installazione non ha richiesto procedure autorizzative, in quanto rientra in un ciclo chiuso di smaltimento in loco di scarti organici provenienti da un'unica fonte, la mensa scolastica appunto.
Infine, arrivano con la compostiera di Cogoleto importanti novità introdotte nella tecnologia delle compostiere elettromeccaniche svedesi: da settembre 2014 infatti, le compostiere Big Hanna sono disponibili con il pannello operativo standard oppure con un touch screen implementato con tecnologia PLC.
Tale novità, che ha suscitato anche l'interesse di numerosi rappresentanti dell'azienda del servizio di igiene urbana locale, l'Azienda Amiu Multiservizi e d'Igiene Urbana Genova S.p.A, consente nella sua versione standard di impostare i parametri di funzionamento della macchina attraverso un display digitale con accesso dedicato e di leggere le temperature di processo della compostiera in tempo reale. Il pannello è inoltre dotato di porta USB. La connessione opzionale ad un PC è possibile tramite un cavo ethernet.
Con il nuovo pannello touch screen in versione PLC, è possibile attivare una serie di funzioni addizionali, tra cui la connessione internet wi-fi, la ricezione di allarmi e di report via mail/sms, la possibilità di inserire, registrare ed inviare a remoto i valori di peso o volume del rifiuto e del pellet in ingresso e del compost in uscita. Il pannello TOUCH consente di lavorare sulla macchina attraverso operazioni semplici ed intuitive, premendo semplicemente le icone illustrative mostrate sul display.

Foto di copertina: www.comune.cogoleto.ge.it

 

 

 

 

 

 

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bighanna Montalto donkeyMontalto Ligure, un piccolo borgo di circa 365 abitanti, situato in Valle Argentina, nell'entroterra della Riviera Ligure in Italia Nord Occidentale, ha detto basta ad autocompattatori e cassonetti.
Un nuovo sistema di raccolta coniuga innovazione e tradizione in ottica di abbattimento delle emissioni inquinanti e riduzione dei rifiuti.

Limone e Gina sono la coppia di asinelli arrivata da qualche tempo in paese, che provvede alla raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, trasportando dentro ceste caricate sul dorso i rifiuti «umidi», il vetro, la plastica, le lattine fino ad un «Porter» alimentato a batterie che completa il circolo virtuoso della raccolta «a impatto zero» trasferendo il tutto in contenitori dove la differenziata diventa realtà. 
Ma la strategia ad “impatto zero” di Montalto ha saputo coniugare alla tradizione anche un'importante elemento di innovazione: è stata infatti installata una compostiera Big Hanna, modello T60, adatta a trattare fino a 250/280 kg di scarti alimentari a settimana, corrispondenti a circa 18 tonnellate all'anno, che trasformerà in terriccio fertilizzante gli scarti organici prodotti dagli abitanti del borgo e verrà riutilizzata nelle coltivazioni circostanti.

Come molti sanno, i nostri rifiuti alimentari, se gettati in discarica, producono gas metano, i cui danni sul nostro clima sono 21 volte superiori a quello della CO2. La filosofia alla base delle macchine Big Hanna è molto semplice: fornire uno strumento efficiente ed affidabile per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti alimentari in loco. Con una compostiera Big Hanna come quella installata a Montalto Ligure, ad esempio, ogni anno si abbatte la produzione di emissioni corrispondenti a 23 Tonnellate Metriche di CO2. 

Un piccolo borgo ma un grande esempio di impegno per scegliere la soluzione più adatta al rispetto dell'ambiente e dei propri cittadini.

 

 

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immagine compost

La Regione Liguria ha pubblicato un bando per la concessione di contributi per interventi finalizzati alla raccolta differenziata e/o al trattamento della frazione organica dei rifiuti tramite compostiere di comunità (come notificato con d.G.R. n°844 del 04/07/2014 "Approvazione programma 2014 degli interventi in materia ambientale a valere sul capitolo 2067, finanziamento"). 

Il bando è aperto ai Comuni liguri o a loro aggregazioni (con alcune categorie escluse specificate sul bando di gara) ed i progetti possono essere presentati entro il 30 settembre 2014.

Gli importi di finanziamento sono:
- fino a 50.000€  per le compostiere di comunità;
- fino a 100.000€ per la raccolta differenziata della frazione organica.
(solo le aggregazioni di Comuni possono presentare una domanda per ciascuna linea di finanziamento)

Il bando è disponibile al presente link 

Per scoprire i vantaggi dei sistemi di compostaggio collettivo Big Hanna, di cui Achab Group è importatore esclusivo in Italia, visitate il sito www.compostkmzero.it.

Per ulteriori informazioni sulla fornitura di servizi di comunicazione ambientale a supporto del bando emesso dalla Regione Liguria, scriveteci a sviluppo@achabgroup.it

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Il comune in Provincia di Viterbo gestisce il suo scarto organico in modo virtuoso ed efficace


Villa San Giovanni in TusciaLa gestione del rifiuto organico è una delle parti più complesse nei sistemi di raccolta rifiuti sia per ovvie ragioni di putrescibilità degli elementi, che ne impongono una raccolta frequente con rapido conferimento nell'impianto di trattamento, sia per la produzione di percolati ed emissioni di gas serra nelle discariche.
A Villa San Giovanni in Tuscia, comune di 1.400 abitanti in Provincia di Viterbo, la gestione del rifiuto organico è invece diventata un “fiore all'occhiello” dell'amministrazione comunale. La raccolta domiciliare dei rifiuti, passata in due anni di attivazione dal 7,5% ad un lusinghiero 60%, ha infatti fatto da cornice perfetta anche per un'importante innovazione in materia di gestione del rifiuto organico.
Per il recupero di questa frazione l'Amministrazione ha, infatti, scelto due soluzioni molto strutturate e integrate: la promozione spinta del compostaggio domestico e la realizzazione di un impianto di compostaggio comunitario dotato di un composter automatico Big Hanna in grado di compostare fino a 500 kg di scarti organici alla settimana.

Un'operazione di successo sul piano economico e gestionale il cui risparmio è stato quantificato, secondo quanto dichiarato dal Sindaco al blog “Il Gallo Parlante”, in circa 10.000 euro di risparmio sul conferimento in discarica, che pesava sulle casse comunali circa 18.000 euro all'anno. Oggi con 7.000 euro annui di mutuo l'amministrazione è in grado di smaltire e valorizzare in modo autonomo il rifiuto organico prodotto dai propri cittadini che possono utilizzare gratuitamente il compost prodotto in loco, una valorizzazione a reali “km zero”.

Non solo, in una logica di responsabilità condivisa tra cittadini e pubblica amministrazione, ben il 44% delle famiglie ha aderito al compostaggio domestico, rinunciando al ritiro di questa frazione e smaltendola in proprio, con una media di 8 tonnellate al mese. Il restante viene conferito all'impianto con composter presso l' Ecocentro Comunale, accessibile dal personale autorizzato. Per la gestione dell'impianto si è infatti costituita una cooperativa con tre addetti al servizio che rappresenta un ulteriore elemento virtuoso di ricaduta sociale diretta per la comunità.

Con le dovute proporzioni, il successo di Villa San Giovanni è certamente un elemento di riflessione importante in un territorio, quello laziale, in cui la gestione dei rifiuti è in queste settimane oggetto di un intenso dibattito.

 

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Con il finanziamento europeo del programma ALCOTRA si avvia un progetto di compostaggio per la comunità

Al fine di contribuire alla riduzione dei rifiuti da raccogliere e smaltire, il Comune di Lemie, grazie al supporto tecnico del Consorzio CISA di Ciriè in collaborazione con Achab Group e Corintea, ha inaugurato sabato 15 marzo, il nuovo chalet del compostaggio.
Si tratta di un’iniziativa del progetto C3PO, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma transfrontaliero Italia-Francia ALCOTRA, di cui il Consorzio CISA di Ciriè è il capofila. L’obiettivo è quello di sperimentare modalità che consentano di ridurre la quantità di scarti organici nei rifiuti, in particolare nei territori decentrati, come le alte Valli, nei quali la realizzazione della relativa raccolta differenziata della frazione organica è più onerosa, a causa delle maggiori distanze dagli impianti di destinazione. Questa strategia è già stata affrontata da CISA con la promozione del compostaggio domestico individuale, rilanciato negli scorsi anni anche attraverso il precedente progetto transfrontaliero R2D2, ma ora con lo chalet si vuole offrire un’opportunità in più a coloro che non possono effettuare il compostaggio individuale perché non dispongono di un’area verde o sono presenti solo sporadicamente (turisti).
Lo chalet è una struttura in legno che funge da “compostatore”, diviso in più scomparti: scomparto di immissione dei materiali, scomparto di maturazione del compost, scomparto di stoccaggio per il materiali legnoso da miscelare agli scarti organici.
Il progetto riprende un’idea sviluppata in Francia (Nantes, Chambery) ed applicata nella vicina Valle d’Aosta dalla Comunità Monte Cervino (Chatillon), presso alcune grandi utenze quali scuole e case di riposo. L’iniziativa parte su un nucleo ben definito di famiglie di Lemie che non possono attuare il compostaggio individuale, in parte residenti tutto l’anno e in parte in seconde case.
I cittadini conferiranno qui i loro scarti “umidi” con un secchiello appositamente fornito e senza alcun tipo di sacchetto (nemmeno biodegradabile) nello specifico comparto della chalet identificato con il pannello “scarti organici”, al quale accederanno con un’apposita chiave.  Un volontario referente aggiungerà quotidianamente materiale legnoso “strutturante” e un tecnico agronomo verificherà periodicamente il processo di compostaggio e, quando il comparto di immissione sarà pieno, trasferirà il materiale nel comparto di maturazione.
Per l’autunno si prevede la prima produzione di compost con un evento che coinvolgerà tutta la comunità.

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Editoriale tecnico a cura di Riccardo Marchesi Vice Presidente Achab

In riferimento alla possibilità di trattare in loco la frazione organica di rifiuto prodotto, spesso si chiede quali siano le condizioni tecniche minime per effettuare il compostaggio come operazione di recupero dei rifiuti non pericolosi.
L’Art. 214 del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii. individua con le attività e le caratteristiche dei rifiuti per l'ammissione alle procedure semplificate. L’art. 216 prevede poi che, a condizione che siano rispettate le norme tecniche e le prescrizioni specifiche (….), l'esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti può essere intrapreso decorsi novanta giorni dalla comunicazione di inizio di attività alla Provincia territorialmente competente.
Tuttavia, sino all'adozione dei decreti previsti al comma 2 dell’art.214, relativamente alle attività di recupero restano valide e continuano ad applicarsi le norme tecniche inserite nei decreti del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998. Nello specifico, per il compostaggio (recupero di rifiuti non pericolosi) quindi il riferimento è rappresentato dall’allegato 1 suballegato1_ punto 16 del DM 5/2/98. RIFIUTI COMPOSTABILI (scheda 16.1).
La definizione che ci permette di inquadrare la tipologia dei rifiuti è quella dei rifiuti compostabili per la produzione di compost di qualità (elencati nella norma), mentre l’attività di recupero è definita   “compostaggio attraverso un processo di trasformazione biologica aerobica delle matrici che evolve attraverso uno stadio termofilo e porta alla stabilizzazione ed umificazione della sostanza organica”.
Il processo deve essere condotto in modo da assicurare:

- il controllo dei rapporti di miscelazione e delle caratteristiche chimico fisiche delle matrici organiche di partenza;

- il controllo della temperatura di processo;

- un apporto di ossigeno sufficiente a mantenere le condizioni aerobiche della massa.

La durata del processo così condotto non deve essere inferiore a 90 giorni comprendenti una fase di bio-ossidazione accelerata, durante la quale viene assicurato un apporto di ossigeno alla massa mediante rivoltamento e/o aerazione, seguito da una fase di maturazione in cumulo.
La temperatura deve essere mantenuta per almeno tre giorni oltre i 55 gradi. La fase di stoccaggio delle matrici e la fase di bio-ossidazione accelerata devono avvenire in ambiente confinato, ottenibile anche con coperture o paratie mobili, per il contenimento di polveri e di odori il cui controllo deve essere garantito tramite idonee misure e sistemi di abbattimento… (omissis).
Il prodotto ottenuto deve possedere specifiche caratteristiche di Compost di qualità; queste sono descritte in dettaglio negli allegati alla legge sui fertilizzanti (nello specifico dall'allegato 2 del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75, e ss.mm.ii.). Devono, quindi, essere rispettati tutta una serie di parametri, tra cui determinati livelli degli acidi umici e fulvici e l’Indice di germinazione, a garanzia che il prodotto sia molto ben stabilizzato e perciò non fitotossico.

In buona sostanza, anche nel caso di compostaggio effettuato con macchine elettromeccaniche (oggi oggetto di grande interesse e che fanno parte della gamma di prodotti di cui Achab Group è rivenditore ufficiale) per rispondere ai requisiti delle norme tecniche e quindi operare in regime di procedura semplificata, da un lato devono essere rispettati i tempi minimi (90 gg, comprendenti la fase di biossidazione nella macchina e l’eventuale fase successiva di maturazione) e dall’altro il materiale stesso deve aver subito il corretto processo di trasformazione che origina la produzione dell’humus e che elimina i fattori di fitotossicità.
Eventuali scorciatoie che portano ad un’apparente ma solo temporanea stabilizzazione in tempi brevi non sono ammesse.

 

Guarda il servizio del TGR Valle d'Aosta dedicato all'installazione del composter Big Hanna modello T40 presso la Fondazione Ollignan, a Quart (AO)

 

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Moio della Civitella (SA) gestisce in autonomia il compostaggio

Nel Comune di Moio della Civitella, 1.800 abitanti in provincia di Salerno, è stato attivato uno dei primi progetti al Sud Italia di gestione a km zero del rifiuto organico. Infatti la compostiera collettiva Big Hanna consente di trattare il loco il rifiuto organico prodotto integrandosi perfettamente con la raccolta “porta a porta” di tutte le frazioni merceologiche consentendo al Comune di superare il 70% di raccolta differenziata

Secondo gli ultimi dati ISPRA, il rifiuto organico rappresenta in Italia il 40,2% sul totale delle raccolte differenziate. La gestione e la valorizzazione di questo rifiuto rappresentano quindi due elementi fondamentali nella complessa ricerca dell’equilibrio fra sostenibilità ambientale ed aumento della raccolta differenziata.
Il sistema progettato a Moio della Civitella è in linea con le disposizioni regionali in materia di compostaggio e prevede una perfetta integrazione fra compostaggio domestico e collettivo attraverso l’attivazione, presso l’isola ecologica comunale, del compostatore elettromeccanico Big Hanna T240, la macchina più grande della sua gamma installata in Italia fino ad oggi con una capacità di trattamento di 62 tonnellate/anno. Il Comune raccoglie il rifiuto organico dalle utenze che non possono effettuare il compostaggio domestico e lo conferisce direttamente all’Isola Ecologica ove è posizionata la compostiera collettiva.
I cittadini che hanno disponibilità di uno spazio verde sono incentivati a compostare autonomamente gli scarti biodegradabili da cucina e da sfalci verdi. In questo modo il Comune riuscirà a trattare in loco tutto il rifiuto organico prodotto con l’azzeramento dei relativi costi di trasporto e smaltimento.
Il rifiuto organico a causa della sua putrescibilità, è il primo responsabile della produzione di percolato e delle emissioni di gas serra dalle discariche. Il compostaggio consente, invece, di trasformare questo materiale in compost, riutilizzandolo in loco e attivando un ciclo virtuoso, sostenibile e perfettamente naturale. 

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