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temperatura Villanova

Vi ricordate la nostra "news" di qualche mese fa in merito al compostaggio collettivo di prossimità inaugurato a Villanova Canavese, un comune di poco più di 1.200 abitanti localizzato ai piedi dei rilievi montuosi torinesi delle Valli di Lanzo ed appartenente al Consorzio CISA di Ciriè? Ebbene, ci sono già i primi risultati...

Il connotato rurale e lo sviluppo urbanistico orizzontale di Villanova avevano indotto l'amministrazione comunale e il Consorzio a privilegiare la gestione in loco della frazione organica, piuttosto del classico ricorso alla raccolta differenziata e del successivo avvio al compostaggio industriale. Quindi è stato promosso negli anni l'autocompostaggio, oggi praticato da circa il 40% delle utenze domestiche, ed è stato poi integrato dal compostaggio collettivo, in modo da rendere residuale la richiesta, da parte degli utenti, del servizio di raccolta differenziata dell'organico. L'opzione di non differenziare il rifiuto organico non è contemplata, così come stabilito dal Regolamento Comunale di gestione dei rifiuti!

La raccolta dei rifiuti urbani viene effettuata con modalità porta a porta (fin dal 2002) ed è stata introdotta nel 2018 la tariffazione puntuale (campagna di comunicazione curata da Achab Group). Questa viene applicata tenendo conto della volumetria conferita di RUR (Rifiuto Urbano Residuo) e della frazione organica e ciò stimola il ricorso all'autocompostaggio o al compostaggio collettivo, per il quale l'adozione di un dispositivo di accesso controllato consente di tracciare e monitorare gli accessi da parte degli utenti.
In analogia a quanto previsto per l'autocompostaggio, chi partecipa al progetto di compostaggio collettivo restituisce il mastello per la raccolta dell'organico e ovviamente si impegna a conferire regolarmente questo rifiuto nelle casette. Il Comune e CISA attuano e attueranno un sistema di controllo, basato sia sulle verifiche degli accessi, sia su sopralluoghi presso le utenze, come previsto dal modulo di adesione sottoscritto.

Ma veniamo ai dati. Il sito del compostaggio collettivo è costantemente monitorato da un volontario individuato dal Comune, il quale controlla periodicamente la correttezza dei conferimenti e garantisce l'aggiunta agli scarti di cucina del materiale legnoso "strutturante". Durante i periodici sopralluoghi di un tecnico della società Corintea, che svolge il compito di supervisionare l'iniziativa e garantire i rivoltamenti, sono state evidenziate una buona qualità del materiale conferito e la correttezza dello svolgimento del processo di trasformazione degli scarti in compost, ossia in un terriccio fertilizzante. Un indicatore particolarmente interessante che è stato rilevato è quello della temperatura della massa di rifiuti organici (che ha superato i 60°C), il che denota una buona attività dei microrganismi a cui si deve il compostaggio.
All'inizio dell'estate sarà ottenuto così il primo compost, distribuito agli utenti o utilizzato dal Comune su proprie aree verdi. 
Le famiglie che si sono impegnate a partecipare a questa iniziativa sono attualmente 90, ma non tutte hanno iniziato i conferimenti. Il numero degli accessi medi giornalieri nei primi mesi del 2019 è risultato pari a circa 8,5. La stima delle quantità di scarti di cucina trattati è di oltre 500 kg al mese. Si tratta di un rifiuto che in alternativa sarebbe stato raccolto e trasportato in un impianto posto a 65 km di distanza, e conseguente si è ottenuto un risparmio di emissioni di CO2 ed altri inquinanti.

Il Consorzio CISA ritiene, infine, che questo modello possa essere esteso ad altri piccoli Comuni o semplici nuclei abitati decentrati del proprio territorio.

b2ap3_thumbnail_IMG-20190227-WA0003.jpgb2ap3_thumbnail_Villanova-casette-4.jpgb2ap3_thumbnail_accesso_controllato_Villanova.jpgb2ap3_thumbnail_temperatura_Villanova.jpg

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CISA payt

La tariffazione puntuale è individuata nei documenti strategici comunitari, nazionali e regionali riguardanti la gestione e la prevenzione dei rifiuti, tra gli strumenti da promuovere con maggiore forza, sia per ottimizzare il riciclaggio, sia per promuovere la prevenzione dei rifiuti, sia per garantire maggiore equità nel pagamento dei servizi erogati (applicazione del principio "chi inquina paga"). Al fine di supportare le decisioni dei Comuni può essere utile effettuare una valutazione "ex ante" degli effetti del passaggio a tariffazione puntuale (PAYT).

In quest'ottica il Consorzio CISA di Ciriè (ente di governo dei rifiuti su un bacino di circa 100.000 abitanti nella parte settentrionale della Città Metropolitana di Torino), ha affidato a Corintea soc. coop. uno studio per la simulazione di tali effetti.

Gli indicatori ambientali individuati sono:
* produzione totale di rifiuti urbani (kg/anno)
* quantità di rifiuti, distinti per materiale raccolti in modo differenziato (kg/anno)
* % di raccolta differenziata (metodo normalizzato vigente Regione Piemonte).

Gli indicatori economici sono:
* costi annuali di gestione dei rifiuti urbani (€/anno e €/abitante anno), suddivisi nelle principali componenti dei Piani Finanziari (PEF).

Si è confrontato uno scenario di base (situazione attuale) con n.2 altri scenari previsti a seguito dell'adozione del sistema PAYT.
Nel caso specifico, per il complesso dei 6 comuni considerati, considerando di ammortizzare in 5 anni i costi di avvio del sistema PAYT, il costo annuo di gestione dei rifiuti urbani rimane sostanzialmente uguale a quello attuale (anno 2016) nello scenario più "prudente", mentre scende di oltre il 3% in quello un po' più ottimistico. In relazione all'incremento dei costi di smaltimento invece la prosecuzione senza applicazione della tariffazione puntuale comporterebbe un incremento dei costi annui del 7,2%.
Entrando nel dettaglio, nel territorio in oggetto la raccolta è effettuata con modalità porta a porta, con il conferimento in mastelli, bidoni, cassonetti o sacchi (imballaggi in plastica). La tariffazione puntuale verrà realizzata con rilevazione del numero di svuotamenti del contenitore del rifiuto indifferenziato (in un Comune anche di quello della frazione organica), equipaggiato con trasponder RFID UHF.

Gli effetti dell'adozione della tariffazione puntuale si riflettono su un elemento "fisico", ossia una diversa quantità e composizione dei flussi di rifiuti conferiti, e su un elemento economico indotto, ossia una diversa composizione dei costi di gestione dei rifiuti urbani.

a) Variazioni sui flussi di rifiuti urbani
* Riduzione della produzione totale di rifiuti urbani (RT)
* Incremento della raccolta differenziata (RD)
* Possibile decremento della qualità della RD, in particolare per gli imballaggi in plastica
* Possibile incremento dei fenomeni di abbandono (tale effetto è stato poi considerato nullo in quanto le buone pratiche già realizzate ci dicono che il fenomeno non si incrementa in modo apprezzabile con il passaggio a tariffazione puntuale se si adottano degli opportuni accorgimenti nella modulazione tariffaria).
b) Variazioni sui costi di gestione
* riduzione dei costi di raccolta del secco non riciclabile (indifferenziato), per effetto della riduzione della % di esposizione dei contenitori.
* possibile incremento dei costi della raccolta differenziata per effetto dell'aumento della % di esposizione dei contenitori o dell'esigenza di investire in contenitori di maggiore capacità.
* riduzione dei costi netti di recupero/smaltimento, per l'effetto combinato su costi/ricavi del recupero e costi dello smaltimento determinato dalle variazioni sui flussi di rifiuti urbani raccolti.
* Incremento della voce Altri Costi (AC) per effetto dell'incidenza dell'ammortamento dei costi "una tantum" da sostenere per lo "start up" del sistema di tariffazione puntuale; in particolare:
* concertazione ed informazione preliminare verso gli stakeholder del territorio in oggetto (associazioni di categoria, associazioni dei consumatori, associazioni ambientaliste, imprese, amministratori locali ecc.);
* analisi e verifica delle banche dati esistenti;
* associazione tra utenti e contenitori utilizzati per la raccolta;
* attività tecnico specialistica per l'implementazione del sistema PAYT
* piano specifico di comunicazione.
* Incremento della voce Altri Costi (AC) per l'esigenza di una maggiore attività di controllo della qualità della RD.
* Incremento della voce Costi Comuni (CC) per l'esigenza di una maggiore attività nella gestione "contabile" della TARI.

Dai risultati degli indicatori fisici (legati ai flussi di rifiuti) è stato possibile verificare le potenzialità di rispetto dei target previsti dalla normativa di settore (rifiuti pro capite totali e indifferenziato a smaltimento, RUB, tasso di riciclaggio ecc.), mentre gli indicatori economici hanno consentito di effettuare una proiezione, nel breve e medio termine, dei costi complessivi per la comunità locale della gestione dei rifiuti nell'ipotesi di continuare con la modalità attuale od applicare il sistema PAYT, con diverse ipotesi di impatto di tale innovazione sui flussi di rifiuti.

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