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Il 15 maggio 2019 il Ministro dell'ambiente ha firmato il decreto che adotta lo schema di regolamento che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) dei prodotti assorbenti per la persona (PAP).
L'obiettivo "win win" è recuperare e non mandare a incenerimento o discarica circa 900 mila tonnellate all'anno di rifiuti, sviluppando una tecnologia industriale italiana e creando nuovi posti di lavoro.

Il presupposto, indicato in premessa al provvedimento normativo, è che esiste un mercato per le plastiche eterogenee a base di poliolefine (miscela composta per almeno l'80% da poliolefine cioè polietilene e polipropilene), per il SAP (Super Absorbent Polymer, ossia poliacrilato di sodio) e per la cellulosa, in ragione del fatto che tali materiali risultano comunemente oggetto di transazioni commerciali e possiedono un effettivo valore economico di scambio, che sussistono scopi specifici per i quali tali materiali sono utilizzabili e che i medesimi rispettano la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti. Inoltre dall'istruttoria effettuata è emerso che le plastiche eterogenee a base di poliolefine, il SAP e la cellulosa, che soddisfano i requisiti tecnici di cui al decreto, non comportano impatti negativi complessivi sulla salute umana o sull'ambiente.

Il regolamento stabilisce i criteri generali (Verifiche sui rifiuti in ingresso, Prescrizioni relative al processo di recupero, Criteri sanitari e Piano dei controlli del processo di trattamento) ed i criteri specifici per cui le plastiche eterogenee a base di poliolefine, il SAP e la cellulosa derivanti dal recupero di rifiuti di prodotti assorbenti per la persona (PAP), cessano di essere qualificati come rifiuto ai sensi e per gli effetti dell'articolo 184 ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Tali materiali sono utilizzabili esclusivamente per i rispettivi scopi specifici elencati nell'Allegato 5 del Regolamento.
In particolare le plastiche eterogenee a base di poliolefine possono essere impiegate in processi di trasformazione manifatturiera o tal quali per i seguenti scopi specifici:
a. Manufatti plastici;
b. Materiali per il settore automobilistico;
c. Produzione di syngas (gas di sintesi) per applicazioni diverse dalla combustione.
Non è consentito l'utilizzo delle plastiche eterogenee a base di poliolefine per le attività di recupero ambientale e, in forma sciolta, per le applicazioni che prevedano il contatto diretto con il suolo adibito a coltivazioni agricole.

Il SAP può essere impiegato in processi di trasformazione manifatturiera o tal quale per la produzione di:
a. Prodotti assorbenti;
b. Produzione di syngas per applicazioni diverse dalla combustione.
La cellulosa può essere impiegata in processi di trasformazione manifatturiera per i seguenti scopi specifici:
a. Prodotti assorbenti;
b. Prodotti cartacei;
c. Chemical building blocks;
d. Prodotti per uso florovivaistico (cellulosa ad alto contenuto di SAP);
e. Prodotti tessili (cellulosa a basso contenuto di SAP);
f. Materiali per l'edilizia (cellulosa a basso contenuto di SAP);
g. Materiali per il settore siderurgico (cellulosa a basso contenuto di SAP);
h. Additivi (cellulosa a basso contenuto di SAP);
i. Prodotti per l'industria chimica (cellulosa a basso contenuto di SAP);
f. Produzione di syngas per applicazioni diverse dalla combustione.
Sono poi riportati nel regolamento i riferimenti normativi per le limitazioni all'utilizzo rispetto agli scopi specifici sopra riportati.

In Italia, nella provincia di Treviso (polo di trattamento dei rifiuti di Spresiano), si trova il primo impianto sperimentale di trattamento e riciclo dei PAP, in grado di riciclarli e trasformarli in nuovi oggetti come grucce, mollette, imballaggi industriali e nuovi materiali assorbenti. L'impianto, inaugurato nel marzo 2015 e realizzato nell'ambito del progetto Recall, co-finanziato dall'Unione Europea, è gestito dall'azienda di servizi ambientali Contarina ed è il frutto della tecnologia di Fater Smart, società parte del gruppo Fater Spa, la joint venture tra Procter & Gamble e gruppo Angelini che produce le linee Pampers, Lines e Tampax.
I prossimi decreti "end of waste" che stanno arrivando a conclusione, dopo vari passaggi istituzionali, che comprendono anche la valutazione presso la Commissione Europea, sono quelli relativi al recupero degli pneumatici, di carta e cartone, delle plastiche miste e dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D).

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Sinergia fra operatori sanitari, asili nido ed operatori economici per la promozione dei pannolini lavabili

adesivo pannoliniB.AB.I - Bebé a Basso Impatto ha la finalità di ridurre l’impatto ambientale relativo all’uso massiccio di pannolini usa e getta e promuovere un maggiore ricorso ai pannolini lavabili e riutilizzabili. Il progetto, promosso dall'azienda ospedaliera universitaria di Cagliari, coinvolge studi medici pediatrici diffusi su tutto il territorio della Provincia di Cagliari, personale interno impiegato nei reparti dei presidi clinici gestiti dall’AOU di Cagliari, asili nido, operatori economici quali farmacie, rivenditori e produttori, asili nido, famiglie e aziende con incarichi all’interno del sistema di gestione ambientale. Achab Group ha curato insieme a tutti questi soggetti una campagna informativa di coinvolgimento per le famiglie con nuovi nati che prevede un quadro completo di azioni: un’indagine di mercato per valutare i vantaggi e opportunità introdotte con l’utilizzo dei pannolini lavabili, la condivisione del progetto tramite focus group e tavoli di lavoro tutti i soggetti coinvolti, corsi di formazione per gli operatori sanitari del reparto maternità e molto altro ancora.
Il piano di comunicazione di supporto a tutte le iniziative comprende la realizzazione di materiali informativi rivolti ai diversi soggetti interessati e strumenti di visibilità innovativi: siete genitori di un bebè a basso impatto? Eccovi allora l’adesivo “Eco-bebè a bordo!”
Elemento importante dell’intero progetto è, infine, l’attivazione di una sperimentazione di pannolini lavabili su un campione di mamme. I risultati saranno monitorati per orientare i futuri acquisti e per raccontare a tutti i neo-genitori l’esperienza di aver cresciuto i propri piccoli con pannolini lavabili: sani, ecologici ed anche economici

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Chivasso, Rondissone e Verolengo promuovono l'uso di pannolini lavabili

Manifesto chivasso pannolini 01Con la campagna “Cotone o plastica per il tuo bambino?” i Comuni piemontesi di Chivasso, Rondissone e di Verolengo, hanno aderito al progetto promosso dalla Provincia di Torino, per la promozione all’utilizzo di pannolini riutilizzabili per i bambini.
Un’iniziativa che riguarda gli stili di vita, che coinvolge in maniera diretta i nuovi nati, ma che vuole incidere anche sulla qualità della vita attuale e futura di tutti noi. La campagna di comunicazione che ha promosso il progetto, realizzata in collaborazione con Achab Group, ha coinvolto direttamente i nuovi nati dell’anno 2013 con l’invio a tutti i neo-genitori di una lettera e di un pieghevole informativo per invitarli anche a due pomeriggi di approfondimenti sull’alimentazione dei più piccoli e sulle corrette posture da adottare per “portare i bimbi”.

I vantaggi per il bambino da un punto di vista medico-sanitario sono rilevanti: infatti, con i pannolini lavabili, la pelle del bambino è a contatto con tessuti naturali e traspiranti, a differenza dei tradizionali “usa e getta” composti da sostanze plastiche. I vantaggi per l’ambiente sono inoltre di assoluto rilievo in quanto, nei primi 2-3 anni di vita, utilizzando i pannolini “usa e getta”, si produce una quantità enorme di rifiuti: circa una tonnellata per ogni bambino. Con i pannolini lavabili, invece, nulla diventerà rifiuto. I vantaggi per il bilancio familiare, infine, sono evidenti. Nel corso dei primi 2-3 anni per i bambini vengono acquistati circa 5.000 pannolini “usa e getta” pari ad un costo di circa 1.500 euro. Mentre, per i pannolini lavabili, la spesa risulterebbe tra i 250 ai 400 euro.

 

La Provincia di Torino, ormai da anni, si fa promotrice dell’utilizzo dei pannolini lavabili attraverso la realizzazione di specifiche convenzioni con le maggiori case produttrici e l’erogazione di buoni sconto che saranno validi fino al 31/01/2014 per le famiglie che ne vogliano fare uso.
I buoni sono utilizzabili presso tutti i punti vendita provinciali convenzionati, nel caso dei tre Comuni coinvolti: VIVOSOLIDALE in Via dell’Asilo 4 a Chivasso.

 

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