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Braviegrazie

Achab Group ha realizzato due progetti per premiare i comportamenti positivi e diffondere valori condivisi: www.ecopunti.it e www.braviegrazie.it

Negli anni trascorsi si sono erroneamente identificati i sistemi incentivanti con la riduzione della TARI, una soluzione che sconta almeno 2 problemi, uno finanziario e l'altro di comunicazione.

La TARI è il corrispettivo per il servizio di igiene urbana e per legge deve coprire il 100% dei costi di gestione. Ne deriva che gli sconti nel loro complesso diventano un capitolo di spesa dell'Ente che deve essere finanziato con la fiscalità generale. Con il paradosso che l'eventuale successo dell'iniziativa determina un incremento di spese a carico di tutti, anche dei beneficiari degli sconti, in un quadro generale in cui le risorse sono cronicamente scarse.

In termini di pura comunicazione, erogare contestualmente all'emissione della classica bolletta uno sconto di qualche punto percentuale è quanto meno poco efficace. Il peso della tariffa che devo pagare è sempre superiore allo sconto e ne annulla o riduce la percezione, vanificando l'aspetto incentivante. E' naturale percepire più la tariffa che pago che lo sconto che ricevo. Inoltre gli sconti non fanno leva sui classici meccanismi di gamification che permettono invece di amplificare l'efficacia dei sistemi incentivanti e di attivare altre dinamiche di coinvolgimento, oltre al premio in denaro, che per molti cittadini sono altrettanto gratificanti. Classifiche, badge, attestati, feste, sfide: tutte azioni che attivano una dimensione ludica che coinvolge e veicola valori.

Achab Group ha sviluppato e testato in ormai decine di applicazioni, un proprio sistema incentivante a disposizione delle amministrazioni e delle aziende di pubblici servizi per premiare i comportamenti positivi degli utenti. Non solo nel campo rifiuti, ma integrando anche mobilità, riduzione rifiuti e acquisti consapevoli, filiera corta, cultura e volontariato.

Entro il mese di marzo lanceremo un concorso nazionale, con in premio veicoli elettrici (auto, motorino, bicicletta) per promuovere il riciclo, la mobilità sostenibile, la formazione sui temi ambientali. Al concorso possono partecipare tutti i cittadini, le amministrazioni pubbliche, le aziende di pubblici servizi e di trasporto pubblico.

Il concorso potrà essere promosso solo dopo il deposito del regolamento, ma se vuoi saperne di più per valutare la tua adesione puoi scrivere alla mail paolo.silingardi@achabgroup.it

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La riduzione della Tassa Rifiuti per un albergo per continuata disfunzione nel servizio di raccolta è un obbligo di legge indipendente da una responsabilità del Comune nella mancata raccolta rifiuti.

La Sezione civile della Corte di Cassazione nell'ordinanza 27 settembre 2017, n. 22531 ha fissato un importante principio in materia di riduzione della Tarsu (articolo 59 del D.Lgs. 507/1993) valido anche in materia di TARI, la nuova tassa rifiuti in vigore dal 1° gennaio 2014 (introdotta dall'articolo 1, comma 639 della Legge 147/2013, la "Legge di Stabilità 2014).

I Giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso di un albergo di Napoli che chiedeva la riduzione della tassa rifiuti per una mancata erogazione del servizio continuata e non certo temporanea o imprevedibile. Viene stabilito che la riduzione del tributo per il servizio rifiuti è prevista dalla legge per il fatto oggettivo che il servizio istituito non venga espletato ed è irrilevante una eventuale responsabilità del Comune.
Secondo i Giudici la riduzione non opera quale risarcimento del danno da mancata raccolta rifiuti, e nemmeno come "sanzione" per il Comune inadempiente, bensì al diverso fine di ripristinare un equilibrio impositivo tra tassa che il Comune può pretendere e costi generali del servizio ancorché alterato. E questo senza che la tassa rifiuti perda la sua connotazione prettamente tributaria.

Va in proposito considerato che il sesto comma dell'articolo 59 del D.Lgs. 507/1993 esclude, in effetti, l'esonero o la riduzione dal tributo nell'ipotesi in cui l'interruzione del servizio di raccolta sia temporanea, e dovuta a motivi sindacali ovvero ad "imprevedibili impedimenti organizzativi". È dunque soltanto in tale situazione — di disfunzione temporanea — che può darsi ingresso ad una valutazione di imprevedibilità del disservizio e, per questa via, di non imputabilità dello stesso alla sfera tecnico-organizzativa dell'Amministrazione comunale.
Al contrario, in presenza di una situazione di disfunzione non temporanea, ma apprezzabilmente protratta nel tempo (qual è quella qui lamentata dall'albergo), la legge attribuisce all'utente – in presenza di una accertata emergenza sanitaria — la facoltà di provvedere a proprie spese fermo restando il diritto alla riduzione.

La previsione del regolamento comunale allora in vigore per l'applicazione della Tarsu, secondo cui il diritto alla riduzione non potrebbe trovare riconoscimento qualora il disservizio fosse determinato "da situazioni emergenziali legate alla saturazione degli impianti terminali di conferimento dei rifiuti solidi urbani" è stata ritenuta suscettibile di disapplicazione, in quanto illegittima per contrasto con la disciplina statuale.
Va ricordato come nel caso in oggetto, ai sensi dell'articolo 59 comma 4 del D.Lgs. 507/1993, se il servizio di raccolta, sebbene istituito ed attivato, non è svolto nella zona di residenza o di dimora nell'immobile a disposizione ovvero di esercizio dell'attività dell'utente o è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta ..., il tributo è dovuto in misura non superiore al 40 per cento della tariffa.

Oggi la TARI (articolo 1, comma 656 della Legge 147/2013) è dovuta "nella misura massima del 20 per cento della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente".
Nella stessa sentenza viene ritenuto infondato invece un altro motivo di ricorso relativo alla presunta illegittimità della previsione regolamentare di diversificazione tariffaria tra locali ad uso alberghiero e locali ad uso abitativo, ritenuta dall'albergo non assistita da adeguata motivazione, comportando l'applicazione di una tariffa ritenuta molto superiore alla reale produzione e quindi in violazione del principio Ue del "chi inquina paga".

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