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La XXXIII^ Assemblea Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) tenutasi la scorsa settimana a Bari è stata l’occasione anche per parlare di sostenibilità ambientale, attraverso la presentazione, durante l'ambito della tre-giorni di lavori, di una interessante indagine statistica, nel corso di una cerimonia di premiazione per 16 Comuni italiani, dal titolo “Sostenibilità ambientale: cosa chiedono i cittadini al proprio Comune”.
 
L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana per genere, età, regione, dimensione del centro di residenza, livello di istruzione, ha innanzitutto evidenziato se esistesse o meno una particolare attenzione da parte dei cittadini al tema ambiente nei propri comportamenti quotidiani: ebbene il 36% degli intervistati, quindi più di un italiano su tre, pare essere molto attento all’ambiente nelle scelte di tutti i giorni.
Dato interessante, sostanzioso, ma che presuppone anche grossi margini di miglioramento.
In ogni caso e, anche questo risultato è molto interessante, ben 4 italiani su 5 (82%) pensano che i Comuni e le Amministrazioni locali siano tra i soggetti più responsabili al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile del territorio. 
 
Ma, concretamente, quali sono le idee che i cittadini sviluppano nelle loro menti per l'attuazione di uno sviluppo sostenibile? Nell’immaginario collettivo spiccano il tema “mobilità” con il potenziamento del trasporto pubblico (48% degli intervistati), l’aumento degli spazi verdi (47%) e, diremmo quasi scontato, il miglioramento della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti (40%).
 
Ed infine, come giudicano i cittadini i loro enti e le loro Amministrazioni? Meno di un italiano su 5 si ritiene molto soddisfatto dalle azioni intraprese dagli enti di riferimento. 
Interessante però è la “caricatura statisitca” del cittadino maggiormente soddisfatto per lo sviluppo sostenibile del suo territorio: egli vive infatti in un piccolo centro del Nord ed ha un grado scolastico molto elevato.
 
 
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È stato pubblicato in GU Serie Generale n. 131 del 7-6-2016 il Decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 24 maggio 2016, che interviene rispetto alle previsioni di cui all’articolo 34 Comma 3 del nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. del 18 aprile 2016, n. 50), che a sua volta aveva ripreso le norme inserite nel c.d. “Collegato Ambientale” (Legge  221/2015).
Come previsto dal comma citato, il Decreto disciplina, per le categorie di forniture ed affidamenti non connessi agli usi finali di energia, un aumento progressivo della percentuale minima del 50% del valore a base d’asta a cui è obbligatorio applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi (CAM).
 
Nello specifico, il DM fa riferimento ai seguenti affidamenti:
a. servizi di pulizia, anche laddove resi in appalti di global service, e forniture di prodotti per l’igiene, quali detergenti per le pulizie ordinarie, straordinarie;
b. servizi di gestione del verde pubblico e forniture di ammendanti, piante ornamentali e impianti di irrigazione;
c. servizi di gestione dei rifiuti urbani;
d. forniture di articoli di arredo urbano;
e. forniture di carta in risme e carta grafica.
 
I nuovi riferimenti minimi con le relative tempistiche sono i seguenti:
– 62% dal 1° gennaio 2017;
– 71% dal 1° gennaio 2018;
– 84% dal 1° gennaio 2019;
– 100% dal 1° gennaio 2020.
 
Fino alla data del 31 dicembre 2016 le amministrazioni sono comunque tenute a rispettare almeno la percentuale del 50% del valore a base d’asta a cui riferire l’obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi. 
Tra le tipologie originariamente citate nel Collegato Ambientale, il DM non include la fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro, i prodotti tessili e gli arredi per ufficio, oltre alla ristorazione collettiva e derrate alimentari, questi ultimi peraltro trattati a parte nel nuovo Codice degli Appalti (art. 144).
 
Mentre per le forniture le quote percentuali di “appalto verde” possono essere facilmente individuate, per gli affidamenti dei servizi tali valutazioni sono molto più aleatorie, per non dire difficilmente valutabili. E’ molto probabile che a questo punto per essere adempienti (ma questo vale già oggi…) nei servizi di gestione dei rifiuti urbani, le stazioni appaltanti debbano entrare nell’ottica del recepimento globale dei criteri dei CAM (specifiche tecniche e clausole contrattuali), almeno per quelli applicabili nello specifico appalto che si apprestano ad affidare.
 
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La raccolta differenziata nel centro cittadino di Cisterna di Latina, comune di 37 mila abitanti, è stata rivoluzionata negli ultimi mesi, con l’obiettivo di migliorare ancora i risultati: i cassonetti stradali sono stati rimossi e sostituiti da isole ecologiche ad accesso controllato, dove i cittadini possono conferire i propri rifiuti in qualsiasi momento mediante l’utilizzo di una tessera magnetica. 
 
Ai Cittadini residenti nelle aree interessate sono state consegnate la tessera di accesso e tutte le istruzioni utili per una corretta suddivisione dei materiali da conferire nei contenitori. 
L'introduzione delle isole ecologiche informatizzate ha visto Achab Group in prima linea nell’istruire i cittadini al loro corretto utilizzo. Oltre ai 4 incontri pubblici inizialmente previsti si sono aggiunti su richiesta dei cittadini, vista l’elevata affluenza, ulteriori 2 incontri molto apprezzati e partecipati. 
Il servizio è stato attivato a partire dal 12 settembre 2016 ed Achab Group è stata ancora protagonista sul campo con 19 punti informativi di presidio presso le 19 postazioni delle isole ecologiche informatizzate
 
L'esperienza ha evidenziato la rapida acquisizione da parte dei cittadini delle modalità di utilizzo della tessera ed il relativo funzionamento delle macchine, operazione agevole anche per le persone anziane. Ciò ha consentito ai nostri "comunicatori" di concentrarsi verso la tipologia dei materiali conferiti spiegando "rifiuti alla mano" come separare correttamente sfatando le diverse leggende metropolitane ancora diffuse. 
Un miglioramento visivo evidente, molto apprezzato dai cittadini coinvolti (ricordiamo che non tutto il territorio è interessato dall'innovazione), è il maggior decoro rispetto ai cassonetti stradali. Altro aspetto interessante ed apprezzato è dato dalla estrema comodità di conferimento in quanto è possibile l'utilizzo in qualsiasi giorno ed orario della settimana.
 
Questo nuovo servizio di raccolta, dunque e per concludere, è destinato a portare almeno tre importanti vantaggi:
- maggiore pulizia e maggiore spazio disponibile del centro cittadino
- servizio aggiuntivo integrativo per specifiche frazioni di rifiuto
- aumento della qualità della raccolta differenziata.
 
Guarda il video di istruzioni per l'uso delle isole ecologiche del centro storico di Cisterna di Latina!
 
 
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I 32 comuni della Convenzione di Sesto Calende (in collaborazione con i gestori dei servizi Econord, Aspem, Iseda e Tramonto Antonio srl) continuano nelle attività di implementazione e miglioramento dei servizi in vista dell’obiettivo di aumento delle percentuali di raccolta differenziata sul territorio nonché di implementazione sperimentale di nuovi sistemi di raccolta dei rifiuti con misurazione degli stessi.
 
A tal proposito, è partita con le prime serate pubbliche di presentazione, la nuova campagna “PENSA DIFFERENTE” (in collaborazione con Achab Group) volta ad accompagnare i cittadini di 13 comuni (Bardello, Bregano, Besozzo, Cocquio Trevisago, Ispra, Leggiuno, Malgesso, Mercallo, Ranco, Sesto Calende, Somma Lombardo, Taino, Vergiate) al passaggio alla misurazione della raccolta della frazione indifferenziata (“secco”) dal 1° Gennaio 2017. 
 
Dal 3 ottobre, e fino a fine anno, nei 13 comuni quindi sono partite le consegne a domicilio a tutte le utenze dei nuovi sacchi del secco dotati di RFID (Radio Frequency Identification) preannunciate da comunicazioni in ogni comune sulle modalità di consegna e di ritiro per i non presenti a casa. I nuovi sacchi, una volta consegnati, verranno associati alla singola utenza e, tramite rilevamento elettronico, i gestori della raccolta potranno così sapere in tempo reale quanti rifiuti secchi vengono prodotti dalle singole utenze. I sacchi, anche se ricevuti prima della fine dell’anno, dovranno essere utilizzati dal 01/01/2017.
 
Oltre alla nuova fornitura per il secco verranno anche consegnati i sacchi per la raccolta “imballaggi in plastica”, i sacchi compostabili per l’umido, un pieghevole informativo della nuova raccolta del secco, il nuovo contenitore blu per la carta e, molto importante, il calendario di raccolta 2017, in una veste grafica rinnovata rispetto agli anni precedenti. 
Ma non finisce qui: é appena stato stampato anche l’aggiornatissimo “Dizionario dei rifiuti” che verrà anche esso distribuito su tutto il territorio della Convenzione.
Le stesse consegne (e le relative serate pubbliche di presentazione) sono già state avviate negli altri 19 comuni, ovviamente ad eccezione dei sacchi per la frazione secca che in questi comuni non sono dotati di RFID.
 
Sempre attivi infine anche il gazebo itinerante e la infobike della Convenzione, i quali, da Giugno ad oggi hanno girato per ben 26 dei 32 comuni portando con sè informazioni e materiali per tutti i cittadini residenti e per i visitatori del territorio.
 
La Convenzione dei Comuni di Sesto Calende è sempre molto attiva su web e social: il sito (in costruzione) è www.convenzionerifiutisesto.it, mentre sono funzionanti e attivissimi il canale Facebook ed il canale Twitter.
 
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Si è svolto sabato 24 settembre presso il parco Gen.Dalla Chiesa di Collegno durante l’evento “Fatti un giro al parco!”, un pomeriggio a tutto ambiente organizzato da Cidiu Servizi spa in collaborazione con l’ufficio ambiente della Città di Collegno, il Gruppo Ecovolontari, il circolo Legambiente “Dora in poi Terre dell’Ovest”, l’Associazione Spaziomnibus e con la partecipazione di Exelentia srl, Pellenc Italia srl e Achab Group in tandem con Inno.vie. 
 
Un’iniziativa focalizzata su due grandi filoni: da una parte la mobilità sostenibile e i vantaggi sociali ed economici generati dai veicoli a zero emissioni oltre che di riduzione delle emissioni nocive, dall’altra l’educazione ad una corretta gestione dei rifiuti e la battaglia contro il littering, ovvero l’abbandono dei piccoli rifiuti nell’ambiente urbano.
 
Due i protagonisti dell’evento: in primis la presentazione dei mezzi e delle attrezzature elettriche in dotazione a Cidiu Servizi spa per pulire il territorio senza emissioni nocive e rumori molesti, supportata dalle informazioni tecniche fornite dai responsabili delle aziende specialistiche nel settore della mobilità elettrica di prossimità. I risultati sono eccezionali: meno 8.050 € di spesa carburante, meno 2,9 tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera e 39.117 km percorsi in soli 10 mesi con i 7 mezzi elettrici di prossimità specialistici GOUPIL G3, utilizzati da Cidiu Servizi per lo spazzamento urbano in 17 Comuni della città metropolitana di Torino.
 
Ma non solo sostenibilità nella raccolta dei rifiuti: efficace, nell’ottica invece della sostenibilità degli spostamenti casa-lavoro, la piattaforma di Carpooling Flootta realizzata da Inno.vie e presentata per l'occasione da Achab Group. Flootta è la piattaforma di carpooling che consente di creare un sistema di mobilità personalizzabile per specifiche destinazioni (enti pubblici, università, grandi imprese, poli di aggregazione di servizi, centri storici) che promuove la condivisione delle auto private fra i dipendenti o utenti di servizi, con l’obiettivo finale di semplificare la mobilità locale.
 
Per spiegare ai bambini il rispetto verso la natura e promuovere comportamenti virtuosi, infine, sono state proposte attività ludiche di vario tipo: dai giochi realizzati proprio con i veicoli speciali 100% green su citati e i soffiatori elettrici, a quelli per imparare la raccolta differenziata con gli Ecovolontari di Collegno. Molto attraenti anche i percorsi ad ostacoli sullo stile di “Giochi senza frontiere” con l’obiettivo di portare il rifiuto nel giusto contenitore della raccolta differenziata, l’attività per conoscere la mobilità sostenibile (a cura di Spaziomnibus) e, curata da Legambiente, l’organizzazione dell’evento “Puliamo il Mondo”: la pulizia di una zona circoscritta del parco con gruppi di volontari affiancati, per l’occasione, dai mezzi speciali elettrici dotati di vasca di Cidiu Servizi.
 
 
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È stata inaugurata a Casalbuono, comune di 1.230 abitanti in provincia di Salerno, la compostiera di comunità "Big Hanna" che permetterà all’Ente di gestire in loco il rifiuto organico proveniente da raccolta differenziata. Il progetto è stato finanziato dalla Provincia di Salerno nell’ambito di un bando sulla riduzione dei rifiuti. 
 
Innovativa quindi la linea adottata dal Comune per cercare di abbattere i costi di trattamento dell’organico, in una Regione priva di impianti di compostaggio che costringe i Comuni a smaltire fuori Regione l’organico prodotto con costi di trasporto e smaltimento abnormi. Infatti, il Comune ha adottato un regolamento comunale che vedrà i cittadini sottoscrivere una convenzione con l’Ente impegnandosi alla pratica del compostaggio domestico o di comunità. In questo modo l’Ente conta di azzerare i costi di trasporto con ricadute positive sulla TARI. 
 
"E' stato un iter lungo ma alla fine con grande determinazione siamo riusciti a realizzare il progetto di compostaggio di comunità – ha affermato Attilio Romano, Sindaco di Casalbuono - nonché a dotare il Comune di un sistema di gestione dei rifiuti che ci consentirà di avere benefici economici ed ambientali. Piccole realtà come la nostra non possono permettersi elevati costi di gestione pertanto ben vengano soluzioni innovative che consentono di gestire in maniera economica e sostenibile i rifiuti che produciamo. Il compost che produrremo sarà riutilizzato nelle aiuole e giardini comunali. Inoltre abbiamo promosso il compostaggio domestico riconoscendo alle utenze il 10% di sconto sulla TARI". 
 
Una capillare campagna di comunicazione è stata realizzata sul territorio comunale per far conoscere ai cittadini gli obiettivi del progetto nonché fornire informazioni sul compostaggio domestico e di comunità e più in generale sulla corretta separazione dei rifiuti. Protagonista anche la scuola primaria cittadina con laboratori didattici e lezioni sul compostaggio. 
 
Il Comune di Casalbuono si aggiunge al Comune di Cuccaro Vetere (580 abitanti in prov. di Salerno) che già da tempo è dotato di compostiera di comunità.
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Cene con tanti invitati e feste di compleanno dei figli con piatti e bicchieri in plastica. Rito del caffè alla macchinetta con bicchierino in plastica in ufficio. Sono solo alcune delle attività che in Francia, entro quattro anni, non si potranno più realizzare. O meglio... non si potranno più realizzare in plastica!
 
In base a una legge entrata in vigore il 30 agosto scorso, infatti, i francesi diranno "basta" per sempre a piatti, bicchieri e posate di plastica usa e getta, il tutto per dare ancor più un segnale alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio. Nel 2020 scatterà, al fine di eliminarne l’utilizzo da parte dei cittadini, il divieto di produzione, vendita ed anche cessione gratuita delle stoviglie monouso di plastica e i produttori avranno tempo fino a quella data per sostituirle con prodotti realizzati con materie organiche biodegradabili. 
 
Per dare un’idea dei risultati che si vogliono ottenere con la misura, basti pensare che ogni anno in Francia sono prodotti 4,73 miliardi di bicchieri di plastica e solo una piccolissima parte di questi viene riciclato (circa il 2%).
 
La Francia è il primo paese che prende un tale provvedimento: siamo abituati a norme e misure che aboliscono (o hanno già abolito da tempo) i sacchetti in plastica ma mai abbiamo riscontrato una simile restrizione (anzi, eliminazione) per le stoviglie dello stesso materiale.
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Il nuovo Codice dei contratti pubblici (D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50) integra nel proprio articolato diversi elementi di attenzione all’ambiente, in parte coerenti con norme già presenti nel vecchio codice o in altri provvedimenti, in parte di nuova introduzione.
In linea generale i criteri ambientali, così come quelli sociali, entrano a pieno titolo nella valutazione delle offerte e viene introdotta anche l’ottica dell’analisi del ciclo di vita, non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello ambientale.
 
Il Codice punta sulla centralità degli Acquisti Pubblici Verdi (Green Public Procurement - GPP). Ricordiamo che Il Piano Nazionale di Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione (adottato con il Decreto Interministeriale dell'11 aprile 2008 - G.U. n. 107 dell'8 maggio 2008) definisce gli Acquisti Pubblici Verdi come “l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando:
• la diffusione di tecnologie ambientali
• lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”.
 
L’art. 34 del nuovo Codice prevede che le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione attraverso l'inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell'Ambiente. I criteri ambientali minimi sono tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l'applicazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. 
L’obbligo si applica per gli affidamenti di qualunque importo, per almeno il 50% del valore a base d'asta, relativamente alle categorie di forniture e affidamenti non connesse agli usi finali di energia e oggetto dei criteri ambientali minimi, mentre si applica per l'intero valore delle gare, relativamente alle categorie di appalto con le quali si può conseguire l'efficienza energetica negli usi finali.
 
Di fatto il nuovo Codice ha, in linea di massima, ripreso quanto introdotto dal c.d. Collegato Ambientale nell’art. 68 del vecchio Codice degli Appalti. Solo nel caso dei contratti relativi ai servizi di ristorazione, nonché di ristorazione ospedaliera, assistenziale, scolastica la percentuale obbligatoria potrà anche essere inferiore al 50% del valore a base d'asta, prevedendo comunque nello specifico (artt. 95 e 144) l’aggiudicazione esclusivamente secondo il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa e la valutazione dell'offerta tecnica che tenga conto degli aspetti relativi a fattori quali la qualità dei generi alimentari con particolare riferimento a quella di prodotti biologici, tipici e tradizionali, di quelli a denominazione protetta, nonché di quelli provenienti da sistemi di filiera corta e da operatori dell'agricoltura sociale, il rispetto delle diposizioni ambientali in materia di green economy, dei criteri ambientali minimi e della qualità della formazione degli operatori.
 
Nell’aggiudicazione secondo il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che è quello prevalente secondo il nuovo Codice, si da largo spazio ai criteri ambientali, tra quelli da valutare in sede di gara (art. 95): “l'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, è valutata sulla base di criteri oggettivi, quali gli aspetti qualitativi, ambientali o sociali, connessi all'oggetto dell'appalto. Nell'ambito di tali criteri possono rientrare: 
a) la qualità, che comprende (omissis) … caratteristiche sociali, ambientali, contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali dell'opera o del prodotto….;
b) il possesso di un marchio di qualità ecologica dell'Unione europea (Ecolabel UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura pari o superiore al 30 per cento del valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto stesso; 
c) il costo di utilizzazione e manutenzione avuto anche riguardo ai consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti all'intero ciclo di vita dell'opera, bene o servizio, con l'obiettivo strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un'economia circolare che promuova ambiente e occupazione
d) la compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra associate alle attività dell'azienda calcolate secondo i metodi stabiliti in base alla raccomandazione n. 2013/179/UE della Commissione del 9 aprile 2013, relativa all'uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni;
(omissis) …”
 
In particolare nell’ art. 96 (Costi del ciclo di vita), si introduce la valutazione specifica di tutta una serie di costi ed esternalità ambientali: 
a) costi sostenuti dall'amministrazione aggiudicatrice o da altri utenti, quali: 
1) costi relativi all'acquisizione; 
2) costi connessi all'utilizzo, quali consumo di energia e altre risorse; 
3) costi di manutenzione; 
4) costi relativi al fine vita, come i costi di raccolta, di smaltimento e di riciclaggio; 
b) costi imputati a esternalità ambientali legate ai prodotti, servizi o lavori nel corso del ciclo di vita, purché il loro valore monetario possa essere determinato e verificato. Tali costi possono includere i costi delle emissioni di gas a effetto serra e di altre sostanze inquinanti, nonché altri costi legati all'attenuazione dei cambiamenti climatici.
Infine nell’art. 93 (Garanzie per la partecipazione alla procedura) il Codice prevede sconti per le imprese che possiedono certificazioni ambientali, in alcuni casi cumulabili tra di loro.
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Nelle scorse settimane i nostri operatori hanno effettuato centinaia di sopralluoghi sul territorio del Comune di Civitavecchia, nell’ambito dell’incarico per la campagna informativa di avvio della raccolta domiciliare dei rifiuti
 
I rilievi territoriali hanno coinvolto in particolare condomini ed utenze non domestiche, riportando una fotografia dello scenario indispensabile per determinare le volumetrie necessarie, e quindi la quantità e tipologia dei contenitori necessari per il servizio di raccolta differenziata. 
 
Durante i sopralluoghi gli operatori, dotati di pettorina e badge identificativo, hanno verificato in modo puntuale la corrispondenza tra i dati a disposizione del comune ed il reale numero di utenze, nonché gli spazi a disposizione di ciascun condominio per il posizionamento dei nuovi contenitori. Il rilievo è stato organizzato seguendo le indicazioni progettuali che prevedono la suddivisione in 6 step di attivazione del servizio. 
 
A seguito dell’attività svolta saranno via via attivati i nuovi servizi nei vari quartieri, coinvolgendo la cittadinanza in un percorso informativo mirato ai diversi target che prevede tra l’altro una serie di incontri di concertazione e formazione con gli stakeholder, un mailing informativo, incontri pubblici e punti informativi sul territorio, affissioni, un sito web ed una app dedicate, uno sportello informativo e un numero verde.
 
 
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Si chiama “Tiramisu” la campagna promossa da Amiat (Gruppo Iren) nella Città di Torino in occasione dei mesi estivi per cercare di sensibilizzare i cittadini su un problema che non riguarda solo il capoluogo piemontese (l'obiettivo è quello di rendere Torino città più accogliente e pulita) ma un po’ tutte le strade (e giardini, aree verdi, spiagge) del nostro paese: la maleducazione di chi non raccoglie e non smaltisce correttamente gli escrementi del proprio cane.
 
A quanti sarà capitato di tornare a casa con una scarpa sporca (e di manifestare il relativo nervosismo...) o di dover cambiare strada e camminare con gli occhi ben aperti per la forte presenza di queste “pupù” non raccolte.
 
Amiat e il Gruppo Iren, quindi, provano a dare un segnale ricordando ai cittadini torinesi che non solo le deiezioni canine devono essere raccolte per Legge ma che sono previste anche delle sanzioni per chi le abbandona. Una questione di decoro ed educazione in primis, ma anche di responsabilità civile da parte di chi abita le nostre città.
 
Gli strumenti (distribuzione a cura di Achab Group) sono semplici ma molto efficaci, con un target mirato. Sono stati consegnati questa estate infatti, presso tutti gli studi veterinari ed i negozi di settore (oltre che negli uffici pubblici), dei manifesti formato 50x70 e dei flyer che ricordano anche in quali cassonetti debbano essere smaltite correttamente tutte le deiezioni animali.
 
Confidando in una maggiore presa di coscienza da parte dei padroni, ricordiamo che in Italia sono presenti circa 7 milioni di cani… 
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Achab Group, la rete di comunicazione che dal 1999 promuove progetti su temi ambientali e Coop Allenza 3.0, la Cooperativa di consumo più grande del paese, insieme per premiare i comportamenti virtuosi. Grazie all’accordo Achab e Coop Alleanza 3.0 l’impronta ecologica e i comportamenti ambientali corretti fanno accedere alla “Raccolta Punti 2016” della Cooperativa. 
 
Il meccanismo è semplice: le buone pratiche ambientali, sociali e culturali sono trasformate in punti da utilizzare su tutte le promozioni presenti nel catalogo 2016 di Coop Alleanza 3.0 fruibili in centinaia di punti vendita tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo.
5 Ecopunti maturati danno diritto a 1 punto Coop utilizzabile per tutte le iniziative e sconti del catalogo “Raccolta Punti 2016”.
 
Coop Alleanza 3.0 ha a cuore il tema della sostenibilità e dell’efficienza energetica: è infatti impegnata nella riduzione di risorse e costi energetici su tutta la rete di vendita, con investimenti tecnologici che hanno incrementato l’ottimizzazione dei consumi energetici. Il ricorso alle fonti rinnovabili inoltre è molto elevato: un risultato ottenuto anche grazie ai 71 impianti fotovoltaici della rete di vendita che producono il 26% di energia verde sul totale.
 
“Siamo molto soddisfatti dell’accordo con Coop Alleanza 3.0, la più importante cooperativa del paese - dichiara Paolo Silingardi, Presidente Achab - è la conferma che la responsabilità di impresa e le strategie di marketing si possono coniugare con la condivisione di valori sociali, culturali e ambientali del territorio. Ecopunti, grazie alle tecnologie per la Smart City facilita la collaborazione tra le diverse parti sociali, premiando la transizione verso stili di vita più sostenibili e partecipativi”.
 
Gli Ecopunti si maturano dal sito www.ecopunti.it, dall’app Ecopunti, o dalle azioni concrete svolte sul territorio.
 
Ad esempio con il test “Quanta Terra Usi” i cittadini possono verificare la propria impronta ecologica e controllare quanti pianeti servirebbero se tutti avessero lo stesso stile di vita. Mentre il “Test di apprendimento” con oltre 1.000 domande a risposta multipla, premia le competenze delle persone e ripropone casualmente solo le domande sbagliate. 
 
I Comuni possono aderire a Ecopunti e definire azioni tracciate e certificate, premiando la riduzione delle emissioni di CO2, la raccolta differenziata, i conferimenti all’ecocentro, il compostaggio domestico o chi utilizza il trasporto pubblico, il treno e la bicicletta. Inoltre ottiene punti chi fa volontariato, chi dona sangue, chi partecipa ad eventi speciali, chi preleva libri in biblioteca o visita musei e teatro. 
 
Con gli Ecopunti le opportunità di risparmio in Coop Alleanza 3.0 sono diverse: si può risparmiare sulla spesa, accedere a servizi a prezzi esclusivi o sostenere progetti solidali. Con i punti accumulati, Coop Alleanza 3.0 propone sei tipologie di sconti: il 15% sul fresco, il 25% su una spesa di prodotti a marchio Coop, lo sconto 10% o lo sconto 15% su una spesa, lo sconto a valore di 10 euro su una singola spesa e  la possibilità di potenziare lo sconto di un prodotto non alimentare, trasformando lo sconto dal 20 al 25%).
Con i punti è poi possibile acquistare parzialmente o interamente alcuni prodotti presenti sui vari volantini promozionali.
Il catalogo consente inoltre altre occasioni di risparmio grazie a Coopvoce, Librerie Coop, Noi Salute, Coop Online e buoni per skypass e parchi a tema o il sostegno a progetti di solidarietà promossi da Medici Senza Frontiere, Caritas, GVC e Fairtrade.
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Un Decreto del ministro dell’Ambiente pubblicato il 24 giugno in Gazzetta Ufficiale (DM Ambiente 26/05/16) introduce finalmente linee guida per un metodo di calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, omogeneo a livello nazionale.
Il decreto, che attua l’articolo 32 del Collegato Ambientale, è finalizzato a permettere un reale confronto dei risultati tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale e tra i Comuni, calibrando i tributi comunali a seconda dei livelli di raccolta raggiunti e certificati dalle Regioni.
 
I contenuti delle linee guida sono da intendersi come disposizione alle quali le singole Regioni si attengono nella formulazione del proprio metodo per calcolare e verificare le percentuali di raccolta differenziata. 
Una prima novità (almeno rispetto ai metodi utilizzati attualmente in alcune Regioni), è quella di considerare nel calcolo tutti i rifiuti raccolti separatamente, anche tramite conferimento nei centri di raccolta comunali.
Tra i rifiuti considerati sono compresi anche quelli da costruzione e demolizione, purché provenienti da piccoli interventi di rimozione effettuati direttamente dal conduttore della civile abitazione. In particolare va sottolineato come su questa tipologia di rifiuti (cosiddetti “inerti”) è possibile che si creino, così come da sempre succede con gli scarti verdi, evidenti disparità delle quantità computate nei vari territori, in funzione della più o meno grande severità nell’assimilazione e nel relativo controllo.
 
La novità più significativa è sicuramente la possibilità di conteggiare il compostaggio domestico nella raccolta differenziata. E’ una lunga diatriba, dato che si tratta di una tipica azione di prevenzione e come tale non veniva presa in considerazione nella classica formula che si basava sui flussi di rifiuti raccolti.
Il Ministero ha deciso che si possa tener conto degli effetti di questa pratica anche nel calcolo della % di raccolta differenziata, ma  solo nei comuni che abbiano disciplinato questa attività e che possano quindi garantire la tracciabilità e il controllo. Nasce quindi per tutti quelli che non l’abbiano già fatto, l’esigenza di istituire l’Albo Compostatori, anche per ottemperare a quanto previsto dell’art. 37 del c.d. Collegato Ambientale, il quale prevede che”…  alle utenze domestiche che effettuano compostaggio aerobico individuale per i propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino è applicata una riduzione della tariffa dovuta per la gestione dei rifiuti urbani”. Inoltre, ai fini del controllo, vi è anche l’esigenza di attuare delle iniziative “stabili” di monitoraggio, come d‘altronde le buone pratiche insegnano.
 
Sulla modalità di valutazione dei rifiuti evitati con il compostaggio domestico, il Decreto prevede un calcolo basato sulla “volumetria installata". Infatti invece di fare riferimento a valori procapite medi, testati da indagini svolte in alcune Regioni (Veneto, Piemonte ecc.), si fa riferimento alla volumetria delle compostiere assegnate, ad una densità del rifiuto e ad un tempo di trasformazione medio (90 giorni). Spesso però la fornitura delle compostiere è “forfettaria” (l’ente che acquista lo fa sulla base di un modello scelto in fase di gara od a priori) e quasi mai “personalizzata” ed inoltre il ciclo di trasformazione e maturazione avviene in tempi più lunghi: 9-12 mesi. Va anche considerata la quota garantita dalle operazioni di compostaggio realizzate con attrezzature “fai da te” ed in cumulo o buca.
 
Dalla riflessione sul metodo definito dal Ministero si conferma in generale il fatto che questo indicatore, pur importantissimo, va sempre analizzato in parallelo ad altri, in primo luogo la quantità di rifiuto indifferenziato residuo (peraltro anch’esso soggetto a grande variabilità in funzione di elementi socio-economici), al fine di valutare la “bontà” del sistema ed attuare meccanismi di incentivazione/penalizzazione.
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L’attuazione di un corretto sistema di raccolta differenziata dei rifiuti è fondamentale per garantire il recupero dei materiali ed ottenere un riciclo di qualità. Come è noto, le utenze condominiali rappresentano una fascia particolarmente critica rispetto alle possibilità di monitoraggio e miglioramento della qualità delle raccolte differenziate. Nei casi in cui il sistema di raccolta non permetta un controllo diretto, come avviene invece nella raccolta domiciliare di utenze singole, serve una maggiore presa di coscienza, specie nell’attribuzione delle responsabilità dei conferimenti scorretti.
 
Achab Group ha svolto recentemente alcune esperienze di controllo sulla differenziazione dei rifiuti in aree condominiali, ispezionando oltre 2.500 contenitori in diversi territori geografici.
La procedura prevede un’azione di rilevamento a campione da parte di personale autorizzato e munito di tesserino di riconoscimento all’interno delle aree private presso gli stabili, con l’analisi di una serie di elementi riguardanti la correttezza dei conferimenti, in particolare la presenza di materiali differenziabili nei contenitori dei rifiuti indifferenziati. Il rifiuto secco non riciclabile (indifferenziato) contiene purtroppo ancora molto materiale riciclabile. 
Questa azione rappresenta in genere un primo avviso, avente scopo informativo e preventivo, finalizzato ad evitare possibili sanzioni da parte delle amministrazioni comunali o altre tipologie di interventi quali la mancata raccolta del rifiuto non conferito correttamente (ove disciplinato dal regolamento per la gestione dei rifiuti urbani, secondo art.198 comma 2, Dlgs 152/2006). 
 
L’obiettivo è quello di educare i cittadini rispetto agli errori più frequenti legati al conferimento dei rifiuti, rendendoli consapevoli della concreta e semplice possibilità di migliorare la qualità e la quantità delle raccolte, a partire da una riflessione sui propri comportamenti e valorizzando l’impegno di coloro che effettuano correttamente questo gesto fondamentale per la collettività. 
 
I risultati evidenziano come il sistema integrato di raccolta dei rifiuti urbani ottenga spesso risultati inferiori alle potenzialità, che devono raggiungere l’obiettivo del D.Lgs. 152/06 (65%), per effetto di una separazione a monte da parte degli utenti insufficiente. 
Si riscontra in moltissimi casi una sostanziale mancata differenziazione dei rifiuti, con grossi quantitativi di rifiuti riciclabili presenti nei contenitori dell’indifferenziato (come testimoniato dalle foto allegate). Troppi i sacchi in cui finisce ancora tutto insieme: avanzi di cibo, scarti di frutta e verdura, carta e cartone, bottiglie di plastica, lattine e vetro… rifiuti facilmente separabili e recuperabili che, se conferiti correttamente, consentirebbero un rapido aumento delle percentuali di raccolta differenziata.
 
Le anomalie più frequenti sulle altre frazioni di raccolta riguardano: la presenza di carta non conforme come carta sporca e scontrini nei contenitori della carta; la presenza di ceramica nel vetro e l’utilizzo dei sacchetti in plastica per raccogliere le bottiglie; impurità come stracci, assorbenti, mozziconi di sigaretta e sacchetti in plastica (laddove non permessi) nella raccolta dell’organico, scarsa intercettazione di quest'ultimo. 
Costruire e rendere operativi impianti di smaltimento accettati dalle comunità è sempre più impegnativo; questo bisogno è però strettamente correlato alla fidelizzazione quotidiana alla raccolta differenziata. Un altro degli obiettivi del monitoraggio è rendere consapevoli i cittadini di questo correlazione.
 
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A Vasto Marina nelle prime settimane di attivazione del servizio “porta a porta” si è raggiunto il 75% di raccolta differenziata. Con questo risultato l’intera città di Vasto (41.000 abitanti con punte di 100.000 nel periodo estivo) si sta attestando al 60% con la raccolta porta a porta estesa a tutto il territorio comunale.
 
"Un bel balzo in avanti, visto che nello stesso periodo dell’anno precedente ci si attestava intorno al 45%. Sono così sottratti allo smaltimento in discarica, in sole due settimane oltre 124 tonnellate di rifiuti indifferenziati, rispetto agli stessi giorni del 2015".
I dati sono stati illustrati a Palazzo di Città, nel corso di una conferenza stampa, dal sindaco Francesco Menna, dal vice sindaco e assessore all’Ambiente Paola Cianci, dall’amministratore delegato della società di gestione Pulchra Ambiente Paola Vitelli, e dal responsabile dell’area tecnica di Pulchra Davide Fanelli.
Sia il primo cittadino che l’assessore hanno parlato di “scommessa vinta grazie alla grande campagna di sensibilizzazione e, soprattutto, senza alcun aggravio di costi per i cittadini. Un risultato oltre ogni aspettativa, visto che l’obiettivo di legge è del 65% - hanno aggiunto - Ottima la risposta da parte degli esercizi commerciali, alberghi e lidi, sia in termini di collaborazione che di qualità dei rifiuti conferiti”.
 
Sui tempi dell’inizio del servizio, oggetto di recenti polemiche, Fanelli ha spiegato che “è necessario dire che sarebbe stato tecnicamente sbagliato iniziare in un periodo diverso, quando a Vasto Marina le abitazioni sono vuote, o quasi. Non ci sarebbe stata sensibilizzazione, con un danno notevole per tutti”. “Con la raccolta differenziata porta a porta a Vasto Marina è stata lanciata una sfida, quella della salvaguardia dell’ambiente e del riciclo dei materiali. Un passo in avanti culturale e di sensibilità ambientale, quindi, verso la riduzione dei rifiuti indifferenziati da smaltire in discarica. La tutela dell’ambiente, oltre che un obbligo di legge, è un valore universale, prioritario rispetto alle strumentali lamentele di qualcuno”, ha aggiunto Fanelli.
 
Con l’avvio del porta a porta a Vasto Marina questo servizio si è ormai esteso a tutta la città. Il personale di Pulchra è costantemente impegnato a intervenire in situazioni di criticità che, seppur fastidiose, sono limitate rispetto alle attese. In particolare si auspica di regolarizzare i conferimenti di alcuni condomini indisciplinati e, da parte della Polizia Municipale, fermare gli abbandoni dei rifiuti lungo le strade da parte di chi si ostina a non differenziare.
 
Dal 15 Luglio sono attivi anche due Ecopunti temporanei, aperti e presidiati da un operatore nelle ore pomeridiane a disposizione dei turisti e dei non residenti. Da qualche giorno è stato messo in funzione nel parcheggio di Lungomare Cordella l’Ecopunto informatizzato, al centro di Vasto Marina, utilizzabile per carta, plastica, vetro, previa identificazione con tessera sanitaria. Dalla prossima settimana sarà attivato anche un ulteriore ritiro di rifiuti pomeridiano per esercizi commerciali. Sono stati attivati lo spazzamento pomeridiano e il lavaggio delle strade. Infine è stato annunciato che dal mese di settembre saranno adottate nuove iniziative per migliorare la raccolta differenziata anche a Vasto paese.
 
Pulchra ha già attivato un sistema di controllo e monitoraggio della qualità dei rifiuti conferiti, mentre è in corso con il Comando di Polizia Municipale un coordinamento per interventi da parte degli agenti. Inoltre, prosegue incessante l’attività di comunicazione e sensibilizzazione coordinata da Achab Med. Oltre 3.000 kit domestici sono stati consegnati dai facilitatori messi in campo da Pulchra, che proseguiranno per tutta la stagione per intercettare anche le brevi presenze di turisti. Con l’iniziativa “Estate con Capitan Eco” proseguono gli appuntamenti a tema di animazione in spiaggia, il 23 e 24 luglio.
Si intensifica, infine, anche la campagna informativa che prevede, tra l’altro, la novità della info-bike di Pulchra Ambiente SpA. Si tratta di una bicicletta pubblicitaria che, condotta dai facilitatori territoriali, percorrerà le strade di Vasto Marina informando i residenti e turisti sulle corrette modalità di separazione dei rifiuti.
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“Signals (Segnali)”, il Rapporto che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) pubblica ogni anno che fornisce temi ambientali volti a stimolare la discussione all'interno del grande pubblico quest’anno si focalizza sui trasporti.  “Verso la mobilità verde ed intelligente” è il titolo di una serie di articoli dedicati alla tematica e Achab Group si sente pienamente dentro alla discussione grazie alla promozione di Flootta, il nuovo sistema di car-pooling lanciato da Inno.vie
 
I trasporti sono ormai fondamentali e indispensabili nel nostro stile di vita, ma il crescente utilizzo di aerei, automobili e autocarri che fanno uso di carburanti fossili stanno causando un maggior inquinamento, mettendo a rischio ambiente e salute, con circa un quarto delle emissioni imputabili al settore, tanto che nell’UE lo stesso settore trasporti è dipendente al 94% dall’oro nero. C’è necessità dunque di incentivare e aumentare soluzioni alternative al fossile ad ogni livello, non solo per ridurre l’inquinamento dell’aria ma anche per normalizzare quello acustico: in Europa si registrano 43 mila ricoveri in ospedale e circa 10 mila morti premature all’anno a causa di malattie correlate alla non sopportabilità delle emissioni acustiche, come disturbi cardiocircolatori o ipertensione e stress.
 
Secondo il rapporto, il settore europeo dei trasporti può essere trasformato in un sistema più verde e intelligente grazie all’adozione di politiche comuni, non solo nelle città, dove già ci sono buoni esempi di “sharing economy” dei trasporti, ma anche e soprattutto nel settore turistico. La soluzione migliore per un viaggio, singolo o abituale, entro i 5km in ogni caso è sempre l’uso della bicicletta!
 
E i carburanti e le vetture alternative al fossile? Secondo il rapporto bisogna incentivare il mercato seguendo le indicazioni dei consumatori che, oltre ad una questione di prezzo, sono incentivati all’acquisto di vetture con carburanti alternativi solo quando si sentono sicuri di poter fare rifornimenti comodi, che durino per un numero ragionevole di km e senza l’ansia di poter rimanere “a secco”.
Il sistema fiscale potrebbe poi preparare il terreno, aumentando le tasse per le modalità di trasporto più inquinanti e riducendolo per le soluzioni più green, proprio per il maggior utilizzo e acquisto di mezzi alternativi. Anche una introduzione di pedaggi equi ed efficienti sulla base del del principio “chi inquina, paga” potrebbe guidare i cittadini verso scelte di mobilità più sostenibile!
 
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Il Decreto 31 maggio 2016, n. 121 “Regolamento recante modalità semplificate per lo svolgimento delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, nonché requisiti tecnici per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta presso i distributori e per il trasporto” è stato pubblicato sulla GU Serie Generale n.157 del 7-7-2016.
Il Decreto disciplina le modalità semplificate per il ritiro gratuito, da parte dei distributori, dei RAEE di piccolissime dimensioni (quelli di dimensioni esterne inferiori a 25 cm) provenienti dai nuclei domestici e conferiti dagli utilizzatori finali, senza obbligo di acquisto di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) di  tipo equivalente (criterio di ritiro dell'uno contro zero).
In particolare il decreto definisce: 
  • a) le procedure per il conferimento dei RAEE di piccolissime dimensioni da parte degli utilizzatori finali; 
  • b) i requisiti tecnici per allestire il luogo di ritiro all'interno dei locali del punto vendita del distributore o  in prossimità immediata di     essi; 
  • c) i requisiti tecnici e le modalità per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta dei RAEE ritirati; 
  • d) i requisiti tecnici per il trasporto dei RAEE di piccolissime dimensioni dal deposito preliminare alla raccolta fino ad un centro di raccolta oppure ad un impianto di trattamento.
I distributori hanno l'obbligo di informare esplicitamente gli utilizzatori finali della gratuità del ritiro e del fatto che esso non comporta l'obbligo di acquistare altra o analoga merce, con modalità chiare e di immediata  percezione, anche  tramite avvisi facilmente leggibili collocati nei locali commerciali. 
Al fine di favorire il conferimento dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici da parte degli utilizzatori finali, i distributori devono promuovere, anche attraverso le associazioni di categoria, campagne informative o di sensibilizzazione, e iniziative commerciali incentivanti o premiali. 
 
Il ritiro gratuito dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici deve essere effettuato all'interno dei locali del punto di vendita del distributore, ovvero in un luogo situato in prossimità immediata dello stesso, purché di pertinenza del punto vendita. 
Presso il luogo di ritiro il  distributore deve mettere a disposizione degli utilizzatori finali uno o più contenitori.
In generale, gli oneri per i distributori derivanti dalla gestione dei rifiuti conferiti presso i loro locali sono stati semplificati e in parte allineati con quanto già previsto dalle modalità di raccolta “1 contro 1” in vigore dal 2010. 
Il decreto si applica ai distributori con superficie di vendita di AEE al dettaglio di almeno 400 mq. Nel caso dei distributori più piccoli, il ritiro può avvenire in maniera facoltativa.
 
Interessanti anche le norme per i distributori che effettuano la vendita a distanza. Infatti i distributori che effettuano la vendita mediante tecniche di comunicazione a distanza, comprese la televendita e la vendita elettronica, qualora effettuino il ritiro dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei  domestici secondo il criterio dell'«uno contro zero», si possono avvalere del luogo di ritiro e del luogo di deposito preliminare alla raccolta già allestito da un altro distributore che non operi mediante tecniche di  comunicazione a distanza; ovvero provvedono ad organizzare direttamente tali attività in conformità alla disposizioni del decreto. Questa tipologia di distributori assicura che l'utilizzatore finale conosca  facilmente il luogo di ritiro presso il quale conferire gratuitamente i RAEE di piccolissime dimensioni, e che tale ritiro avvenga senza maggiori oneri di quelli che l'utilizzatore finale sopporterebbe in caso di vendita non a  distanza. Anche in questo caso i distributori hanno l'obbligo di informare esplicitamente gli utilizzatori finali della gratuità del ritiro.
 
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Anche un’altra grande città come Genova è passata alla raccolta porta a porta (veste grafica della campagna a cura di Achab Group) ed un valido strumento per accompagnare i cittadini al fondamentale cambiamento è quello utilizzato da AMIU: la realizzazione di un simpatico ed efficace video in “motion graphic” che spieghi in poche battute agli utenti, richiamando proprio la grafica della campagna generale, in che cosa consiste il cambiamento.


La motion graphic (grafica in movimento) è una tecnica di animazione di elementi grafici (disegni, illustrazioni, testi...) non solo fine a se stessa (e cioè alla semplice produzione di un video con un messaggio) ma anche utilizzabile per creare uno strumento integrato a materiali informativi cartacei, per esempio inserendo un QR code che richiami il video appositamente creato su prodotti chiave quali i calendari di raccolta rifiuti!

Tale tecnica, in ogni caso, attraverso la combinazione di visivo, audio e speaking ha un grande impatto emotivo e un coinvolgimento immediato da parte del fruitore, caratteristica importante per messaggi, come in questo caso, che presuppongono cambiamenti di stili di vita. Importanti anche l’utilizzo e la programmazione degli effetti: si possono generare luci/ombre, distorsioni, traslazioni, trasformazioni, e gestire a piacimento suoni e musiche.

Può essere usata comunque per tutte le tipologie di messaggi e di campagne e ha l’obiettivo principale, attraverso i prodotti realizzati, di presidiare con strumenti integrati i cosiddetti “luoghi frequentati” della rete quali Facebook, YouTube o altri “touch points” sensibili. In questo modo, lo ribadiamo ancora, rendiamo i nostri contenuti molto più raggiungibili e potenzialmente virali rispetto alla mera pubblicazione su un sito istituzionale!

Buona visione del video di AMIU Genova!

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Esso si ispira al principio dell’economia circolare per la progettazione e la produzione di beni riutilizzabili e detta, quindi, disposizioni di riassetto della gestione dei rifiuti solidi urbani e di pianificazione regionale in materia di rifiuti speciali e per la bonifica dei siti inquinati, in coerenza con la normativa europea e con la legislazione statale. Il DDL fissa i principali obiettivi da raggiungere entro il 2020 che sono:
-       la raccolta differenziata al 65% per ciascuna frazione differenziata;
-       il 70% di materia effettivamente recuperata.
 
A tali fini, la Regione assicura, tra l’altro, incentivi economici e misure premiali sulla tariffa per i Comuni che fanno registrare i migliori risultati, favorisce progetti di riduzione degli sprechi alimentari, promuove lo sviluppo dell’impiantistica collegata al riuso e al riciclaggio, promuove la ricerca sul rifiuto residuale, favorisce i sistemi di raccolta differenziata che garantiscono la massima differenziazione dei rifiuti ai fini del loro riciclaggio e la migliore qualità delle frazioni raccolte separatamente, quali le raccolte domiciliari di tipo “porta a porta” o sistemi equipollenti.
 
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani, sono previsti gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO):
-       tre ATO per la Città Metropolitana di Napoli;
-       un ATO per ciascuna delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno.
 
Ciascun ATO può essere articolato in aree omogenee denominate Sub Ambiti Distrettuali (SAD). I Comuni dovranno aderire all’Ente dell’Ambito Territoriale in cui ricade il rispettivo territorio per l’esercizio in forma associata delle funzioni in materia di gestione del ciclo dei rifiuti. Il Piano d’ambito territoriale costituisce lo strumento per il governo delle attività di gestione per lo svolgimento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, in attuazione del Piano Regionale di gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani.
 
Altra novità è l’istituzione del "Sistema regionale di informazione e di educazione alla sostenibilità ambientale della Regione Campania" (SIESARC), con l'obiettivo di promuovere il coordinamento, la qualificazione e la continuità delle attività di educazione alla sostenibilità socio-ambientale. È prevista la disciplina dei "Centri di informazione ed educazione alla sostenibilità ambientale della regione Campania" (CIESARC) che sono organizzati in rete a livello regionale e operano in prevalenza a livello comunale e intercomunale.
 
Sono previste azioni per la riduzione della produzione dei rifiuti, tra cui la pratica di compostaggio domestico e di compostaggio di comunità degli scarti alimentari e di giardinaggio;
 
Infine, dalla data di entrata in vigore della presente Legge è consentito ai Comuni di indire nuove procedure di affidamento dei servizi a condizione che siano conformi a quanto disposto dalla Legge e che prevedano la cessazione espressa ed automatica dell'affidamento a seguito dell'individuazione del nuovo gestore del servizio integrato da parte dell'Ente di Ambito.
 
Scarica qui il testo completo della Legge.
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2007
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Solo qualche tempo fa riportavamo il fatto che in Valle d’Aosta non si sta mai fermi con i rifiuti. Ed è il caso anche di questa stagione estiva, nella quale sono in preparazione e/o realizzazione importanti cambiamenti in altre porzioni del territorio regionale, grazie alle iniziative promosse per l’introduzione della raccolta del rifiuto organico dagli enti locali e gestite da Quendoz srl.
 
Ma andiamo con ordine. Dal 16 Maggio è toccato all’Unité des communes valdôtaines Grand-Paradis: partita la raccolta porta a porta dell’organico nel comune di Sarre (5 mila abitanti) e per le utenze non domestiche selezionate degli altri comuni. La raccolta dell’organico è poi collocata anche presso tutti i punti di prossimità esistenti al fine di coprire interamente la zona gestita dalla Unité Grand Paradis (ben 13 comuni).
Segue a ruota la Unité des Communes valdôtaines Valdigne-Mont-Blanc. Anche qui: introduzione della raccolta di prossimità dell’organico su tutti i 5 comuni alle pendici del Bianco (Courmayeur, Pré-Saint-Didier, La Salle, La Thuile, Morgex) e raccolta porta a porta per le utenze non domestiche selezionate in località di grande pregio turistico.
Ed infine ecco arrivare l’organico per il mese di Luglio nella Unité des Communes valdôtaines Evançon: raccolta porta a porta per i comuni ove il sistema è già in vigore (Bassa Valle) e per le utenze non domestiche selezionate negli altri (Alta Valle).
 
Insomma, ancora grandi cambiamenti per la popolazione valdostana, sempre più chiamata alla tutela ambientale del proprio meraviglioso territorio e ad una gestione dei rifiuti sempre più evoluta.
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1934
Ascitcustomer
 
Ascit Spa, l’azienda che gestisce i servizi di igiene urbana in parte dell’area lucchese (comuni di Altopascio, Capannori, Montecarlo, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica) lancia una importante iniziativa di customer satisfaction al fine di intraprendere un forte percorso di rinnovamento e creare più partecipazione attiva da parte degli utenti finali.
 
Un passo importante all’interno della politica di innovazione e miglioramento che ASCIT mette in capo è rappresentato quindi da questa attenta indagine che vuole portare ad ottenere indicazioni precise, di natura operativa, sul livello di soddisfazione degli utenti riguardo a ciò che Ascit esegue sul territorio. 
 
Il tutto attraverso dei questionari che saranno somministrati in più modi: grazie a indagini telefoniche, in versione on-line sul sito www.ascit.it oppure in forma cartacea presso le isole ecologiche e gli sportelli al pubblico di Ascit e delle Amministrazioni interessate.
Ogni questionario sarà redatto in forma anonima, e si richiederà di dare una valutazione su una scala di gradimento da 1 a 5 riguardo al ventaglio dei servizi erogati. 
Le informazioni che verranno raccolte, una volte organizzate e classificate, permetteranno così all’azienda di valutare la rispondenza tra il livello di qualità percepito e quello atteso sia in relazione a ciascun fattore di qualità del servizio che nel suo complesso.
 
ASCIT intende portare con questo primo passo la percezione dell’utente all’interno dell’azienda, per ripensare anche la stessa gestione del proprio lavoro in modo coerente con le opinioni e i criteri di valutazione dei cittadini.
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