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ARERA, come preannunciato, ha deliberato il 31/10/19 le disposizioni in materia di trasparenza del servizio integrato di gestione dei rifiuti (Testo integrato in tema di trasparenza nel servizio di gestione dei rifiuti per il periodo di regolazione 1° aprile 2020 - 31 dicembre 2023). oltre alle disposizioni per la determinazione delle entrate tariffarie e l'erogazione, nel medesimo ambito. All'Autorità infatti sono assegnate "la definizione dei livelli di qualità dei servizi, sentiti le Regioni, i gestori e le associazioni dei consumatori, nonché la vigilanza sulle modalità di erogazione dei servizi" e "la diffusione della conoscenza e della trasparenza delle condizioni di svolgimento dei servizi a beneficio dell'utenza".

Il documento riguarda la regolazione dei contenuti informativi minimi obbligatori (trasparenza del servizio) che devono essere garantiti all'utente tenuto al pagamento della TARI o della tariffa corrispettiva per il servizio integrato di gestione dei RU.

Nell'art. 1 (Definizioni) va sottolineato il fatto che tra le attività di gestione tariffe e rapporti con gli utenti, che comprende le operazioni di accertamento, riscossione, gestione del rapporto con gli utenti, gestione della banca dati degli utenti e delle utenze, dei crediti e del contenzioso, sono riportate la promozione di campagne ambientali e la prevenzione della produzione di rifiuti urbani.

L'Art. 2 riguarda l'ambito di applicazione e stabilisce gli elementi informativi minimi che devono essere garantiti all'utente del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani, nel periodo di regolazione 1° aprile 2020 - 31 dicembre 2023. Tali obblighi si applicano al gestore che eroga il servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani. Qualora le attività incluse nel servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani siano gestite da soggetti distinti si applicano ai diversi soggetti, ciascuno per gli aspetti di propria competenza.
E' prevista una deroga temporale (dal 1° gennaio 2021) per i i gestori del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani o dei singoli servizi che servono territori, anche oggetto di procedure di affidamento diverse, con una popolazione residente non eccedente 5.000 abitanti.

L'Art. 3 ha per oggetto gli obblighi di trasparenza tramite siti internet. Va sottolineato come, oltre alle informazioni sulle modalità di erogazione dei servizi di raccolta e spazzamento, sulle istruzioni per l'uso, sull'applicazione e riscossione della TARI o Tariffa, sulle modalità di contatto e reclamo, debba essere riportato l'indicatore % di Raccolta differenziata conseguita nel Comune o nell'ambito territoriale. Non sarebbe stato male introdurre un paio di altri indicatori importanti per definire le prestazioni ambientali del servizio, quali la quantità pro capite di RUR (Rifiuto Urbano Residuo) e il Tasso di Riciclaggio...

I successivi Artt. da 4 a 7 riportano rispettivamente:
* Le Disposizioni generali in materia di documenti di riscossione
* Le Informazioni generali nei documenti di riscossione
* Le Informazioni sugli importi addebitati nei documenti di riscossione
* Le Informazioni su modalità di pagamento nei documenti di riscossione.
L'Art. 8 riguarda le Informazioni su servizio e risultati ambientali nei documenti di riscossione. Riprendono una serie di informazioni da inserire in questi documenti, relative ai contatti, ai diritti per gli utenti ed ai servizi previsti per il sito Internet, tra i quali la percentuale di raccolta differenziata conseguita.
Nell'Art. 9 (Disposizioni in materia di comunicazioni agli utenti) vengono disciplinati gli obblighi di comunicazione agli utenti interessati delle variazioni di rilievo nelle condizioni di erogazione del servizio di raccolta e trasporto e/o del servizio di spazzamento e lavaggio delle strade, e/o dell'attività di gestione tariffe e rapporti con gli utenti,
L'Art. 10 (Informazioni sulla percentuale di raccolta differenziata) da semplicemente indicazioni sulla fornitura di questi dati.
L'Art. 11 (Trasmissione di informazioni tra operatori) detta le tempistiche della trasmissione delle informazioni da parte dei gestori delle attività di raccolta e trasporto e dei gestori delle attività di spazzamento e lavaggio delle strade al gestore dell'attività di gestione tariffe e rapporti con gli utenti. Infine l'Art. 12 (Ulteriori standard di trasparenza definiti dagli Enti territorialmente competenti) prevede che qualora l'Ente territorialmente competente, anche su proposta del gestore, definisca standard di trasparenza ulteriori o differenziati, tali standard devono prevedere livelli di tutela dell'utente non inferiori a quelli definiti nel presente provvedimento.

Va ricordato, come evidenziato negli stessi documenti preparatori di ARERA, che anche i "Criteri Ambientali Minimi per l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani" disciplinano le prestazioni inerenti al rapporto tra gestore e utente, tra cui l'orario di apertura dei centri di raccolta, l'attivazione di un call-center, il tempo massimo di risposta alle comunicazioni trasmesse dagli utenti, la predisposizione di una sezione web dedicata al servizio dei RU.

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Nel 2018 Avellino è stato il capoluogo campano con la migliore percentuale di raccolta differenziata, risultato certificato in questi giorni dall'Osservatorio Rifiuti della Regione Campania (fonte Il Mattino) con una percentuale di raccolta passata in un solo anno dal 30,90% del 2017 al 71,80% del 2018. Un traguardo possibile grazie all'estensione del sistema di raccolta "porta a porta" a tutto il territorio comunale e che ha fatto sì che la Città di Avellino venisse premiata in occasione della XV edizione di Comuni Ricicloni - Legambiente per il primato in Campania tra le città capoluogo di regione.

Un progetto a cui ha contribuito anche Achab Med con la campagna "La raccolta differenziata cambia!", realizzata per Comune di Avellino ed Irpinia Ambiente in collaborazione con Tetra Pak Italia e Comieco.

"L'obiettivo della campagna informativa – racconta Massimo Santucci, CEO di Acheb Med – era quello di incentivare la raccolta differenziata e promuovere le corrette modalità di conferimento, con particolare riferimento alle novità che interessavano la raccolta multimateriale. I fatti, oggi, dicono che il messaggio è arrivato ai cittadini e la notizia del primato di Avellino ci rende orgogliosi".

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Achab Group anche quest'anno sarà presente ad Ecomondo, con il suo illustratissimo stand (coordinate: Padiglione B1, Corsia 4) e con il proprio contributo presso alcuni eventi che animeranno la fiera.

In particolare giovedì 7 novembre:

- dalle 9.30 alle 12.30 con il Convegno "L'assegnazione del punteggio nell'appalto del servizio di igiene urbana: come superare la discrezionalita' della commissione di gara" con la partecipazione di Officine Sostenibili

Inoltre, sempre giovedì 7 novembre:

- alle ore 10.00, Padiglione A4, stand 1, presso lo stand della Provincia Autonoma di Trento, Paolo Silingardi parteciperà ad un evento, organizzato dal Gruppo Sartori Ambiente, intitolato "+ compost - emissioni".

E, infine, venerdì 8 novembre:

- dalle ore 10.00 alle 11.00 interessante seminario con Massimo Santucci (Achab Med) e Pasquale Lepore (Officine Sostenibili) dal titolo: "La gara del servizio di Igiene Urbana: una proposta attuativa". Coordinate: Confindustria Ambiente, Pad. B3, stand 025.

Veniteci a trovare! Saremo lieti, presentando questo coupon stampato (da scaricare) di regalarvi una copia de l'ultima fatica letteraria di Paolo Silingardi "Evoluzione"!

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Logo Piave animato

A poco meno di un anno dalla tempesta "Vaia", che nel 2018 colpì molte zone del Veneto, incluse quelle lungo l'asse del fiume Piave, l'Autorità di Bacino Distrettuale della Alpi Orientali in collaborazione con Achab Group ha presentato il progetto "Io tu noi: il Piave" che coinvolgerà anche diversi atenei italiani (Politecnico di Milano, Università degli Studi di Padova con il TESAF, Università di Siena in collaborazione con quella di Bologna) i quali si occuperanno di realizzare studi specifici sul fiume. Achab seguirà invece il progetto educativo rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio. Ragazzi e famiglie saranno coinvolti in un programma didattico che utilizzerà la citizen science come approccio formativo nell'ottica di una didattica innovativa e inclusiva, volta alla preservazione e al miglioramento delle condizioni del fiume e del suo ambiente.

La presentazione di come si possa giungere a una riqualificazione ambientale del Piave ha avuto luogo lunedì 7 ottobre u.s. a Ponte di Piave, che rientra fra i 15 Comuni interessati alla tematica. L'Assessore all'Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, e il segretario generale dell'Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Francesco Baruffi, hanno tracciato un quadro degli studi sino a oggi condotti e hanno illustrato il piano d'azione per monitorare efficacemente il fiume e il suo ambiente.

«L'educazione al rischio riveste un ruolo fondamentale per comprendere le situazioni che si possono presentare, e per difendersi preventivamente nel modo migliore - ha dichiarato Francesco Baruffi - e, partendo dalle scuole si intende arrivare a tutti i cittadini attraverso uno scambio paritetico di informazioni». L'assessore regionale, Gianpaolo Bottacin ha commentato: «La Regione punta su tutto ciò che è utile alla sicurezza e all'incolumità pubblica e in questi anni abbiamo investito in particolare su due aspetti fondamentali, collegati alla previsione e prevenzione degli eventi, senza mai dimenticare di organizzare la gestione delle emergenze e del post emergenza, come è stato nel caso della tempesta Vaia».

L'obiettivo è analizzare la situazione ambientale del tratto terminale del Piave, studiarne l'alveo e le caratteristiche, individuare la sua reale capacità di portata per arrivare a definire quali sono gli interventi più idonei ed efficaci in termini di prevenzione, affinché le future esondazioni siano meno impattanti per il territorio e per coloro che in quel territorio vivono. Tutto questo finirà in un piano elaborato dalla Regione e dall'Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali.

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Nel weekend del 22-24 novembre con "Il mondo che scompare: la bio-diversità naturale e sociale a rischio di scomparsa" Casa Comune, la Scuola di formazione scientifica, di dialogo culturale e incontro sociale del Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti, offre ancora la possibilità di partecipare ad una serie di giornate in cui, attraverso la voce di esperti, si rifletterà, nello splendido scenario della Certosa di Avigliana (TO), su temi ambientali di stretta attualità e di quanto la diversità biologica sia sempre più a rischio, non solo per l'estinzione di singole specie, animali e vegetali, ma anche per il degrado, spesso irreversibile, di interi ecosistemi.
Le foreste, in particolare, rappresentano una risorsa sempre più a rischio eppure svolgono un ruolo che non è solo ecologico ma fondamentale anche a livello sociale ed economico. Sono il termometro delle sofferenze del Pianeta o della sua salute.

Il corso è destinato ad insegnanti di ogni ordine e grado, educatori, ambientalisti, amministratori pubblici, studenti universitari e tutte le persone che hanno a cuore il destino del Pianeta.
Durante le tre giornate interverranno tra i relatori Tommaso Anfodillo, ecologo dell'Università di Padova; Carlo Barbante, chimico e climatologo dell'Università di Venezia; Cesare Lasen, geobotanico e naturalista; don Luigi Ciotti, presidente di Casacomune, Gruppo Abele e Libera.
Tutte le info sui relatori e le modalità di iscrizione le potete trovare qui!

A questa pagina gli interessati possono iscriversi alla mailing list per rimanere aggiornati sui prossimi corsi.

Achab Group dà grande valore alla formazione del proprio personale e, in quest'ottica, nel weekend dal 4 al 6 ottobre, una folta delegazione della nostra azienda ha partecipato proprio alla Certosa di Avigliana ad un altro ciclo di giornate di formazione a tema "La cura della casa comune".

Ne parliamo con Paola Bernardeschi, Direttore Tecnico di Achab Group.

Quali sono le ragioni per cui Achab ha partecipato e sposato l'idea di questi corsi?

"In azienda da anni seguiamo percorsi di formazione permanente che coinvolgono dipendenti e dirigenti, sempre alla ricerca di proposte qualificate ed innovative.
Abbiamo scelto la scuola di Casa Comune, promossa dal Gruppo Abele, perché offre uno sguardo completo a quanti vogliano analizzare e comprendere la complessità del rapporto tra uomo e natura. Qui l'ecologia diventa "integrale", perché tiene insieme le dimensioni ambientale, sociale ed etica".

Come si sono svolti, quali le cose che più hanno colpito?

"Il corso, coordinato da Mirta Da Prà Pocchiesa, è stata una full immersion di tre giorni all'insegna della sostenibilità durante i quali si sono alternate conferenze, attività laboratoriali e momenti di convivialità nello scenario unico e raccolto della Certosa di Avigliana, all'imbocco della Valle di Susa. Guidati da professionisti, illustri professori e ricercatori, abbiamo approfondito le grandi tematiche contemporanee: il cambiamento climatico, particolarmente accentuato nelle aree artiche e montane; la tutela della biodiversità, con un focus sulla vita negli oceani; i fenomeni migratori, oltre i luoghi comuni; la riflessione antropologica sulla cultura fuori controllo dell'Antropocene, improntata al progresso illimitato e al dominio dell'uomo sulla natura.  Per noi il corso ha rappresentato un'esperienza di profonda condivisione di contenuti e soprattutto di valori, grazie all'approccio "integrale", alla residenzialità in un luogo che invita alla sosta e alla riflessione, ai momenti comunitari architettati per favorire lo scambio e il confronto (condividere i pasti, passeggiare insieme nel bosco, assistere alla proiezione del documentario presentato da Cinemambiente). CasaComune è una scuola speciale. Perché offre conoscenza e coscienza; citando Don Luigi Ciotti "non basta sapere: occorre essere ciò che si sa, trasformare il sapere in etica, relazione con gli altri e con la Terra".

Tornati a casa, quali sono le sensazioni?

"La sensazione è di aver ricevuto un bel "giro di carica". Ci accompagna un senso più "alto" della nostra professione di comunicatori e divulgatori ambientali, in un passaggio storico di difficile ottimismo per le sorti del nostro Pianeta. Per la nostra azienda, il corso ha rappresentato anche un momento di team building, una preziosa opportunità per riscoprire i valori fondanti di Achab, alla soglia dei primi 25 anni di attività. Sicuramente l'entusiasmo di continuare a metterci in gioco con un'attitudine di impegno ed urgenza".

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